NOTE AL CAPITOLO PRIMO.

[1] Sui boschi del Lazio nella seconda metà del IV sec. a. C., cfr.

THEOPHR. _H. Plant._ 5, 8, 1 e 3.

[2] Cfr., fra gli altri, W. SCHULZE, _Zu den römischen Eigennamen_,

in _Abhandl. d. Götting. Ges. d. Wissenschaft_, N. S., 5, 2; K.

O. MÜLLER, _Die Etrusker_, Stuttgart, 1877, I, pp. 112 sgg.; V.

GARDTHAUSEN, _Mastarna oder Servius Tullius?_, Leipzig, 1882; K. J.

NEUMANN, _Die hellenistischen Staaten und die römischen Republik_,

in _Weltgeschichte_, Berlin, 1907, pp. 361 sgg.; W. SOLTAU, _Anfänge

d. römischen Geschichtsschreibung_, Häffel, 1909, p. 145; _Mythus

oder literarische Erfindung in der älteren römischen Geschichte_, in

_Preussische Jahrbücher_, marzo 1914, p. 453; A. GRENIER, _Bologne

villanovienne et etrusque_, Paris, 1912, pp. 54-56 e _passim_; V.

A. RUIZ, _Le genti e la città_, in _Annuario della R. Università di

Messina_, 1913-14.

[3] DIONYS. HAL., 1, 29, 2: τήν τε Ῥώμην αὐτὴν οἱ πολλοὶ τῶν συγγραφέων

Τυρρηνίδα πόλιν εἴναι ὑπέλαβον.

[4] Cfr., oltre alla bibliografia della precedente n. 2, R. DELBRÜCK,

_Die drei Tempel am Forum holitorium in Rom_, Roma, 1903 (ed. del

_Kaiserlich deutschen Institut_), pp. 25 sgg.; 28 sgg.; 30 sgg.

[5] LIV., 9, 36.

[6] LIV., 1, 8. — Sulle analogie tra le _nundinae_ romane ed etrusche,

cfr. MACROB., _Sat._, 1, 15, 13.

[7] La potenza continentale di Roma, alla fine della monarchia, è

testimoniata, oltre che da POLYB., 3, 22, dall’ampiezza della lega

latina, che, alla caduta della monarchia, si formerà contro Roma a

salvaguardia della ricuperata indipendenza; cfr. DIONYS. HAL., 5, 61.

CATO, fr, 58, ed. PETER.

[8] Cfr. E. GABRICI, _Il problema delle origini italiche_, in

_Rivista di storia antica_, 1907, I, p. 94 sgg., ed il primo trattato

romano-cartaginese, trascrittoci da POLIBIO (3, 22), stipulato nel

primo anno della repubblica, di cui discorriamo nel capitolo seguente.

[9] CIC., _De Rep._, 2, 19, 34.

[10] Sulle curie e sui comizi curiati si è lungamente e variamente

discusso dai moderni. A noi pare però che non si sia tenuto il debito

conto del passo di DIONYS. HAL., 4, 20, che accettiamo come del tutto

veritiero. Cfr. anche DIONYS. HAL., 4, 21; 7, 59; 9, 41; 11, 45.

[11] Dal rapporto stabilito da Servio tra ogni classe e il suo

contingente militare, si arguisce che non sono indicati tutti gli

atti alle armi di ciascuna classe. Infatti la prima classe — la meno

numerosa perchè formata dei ricchissimi — dà 98 centurie, ossia

9800 uomini atti alle armi; mentre ciascuna delle altre classi,

evidentemente più numerose, ne dà solo 2000 o 3000. Si può quindi, per

un calcolo degli atti alle armi, pigliare come base la prima classe.

Ognuna delle classi serviane può dunque dare almeno 9800 atti alle

armi; il che fa per tutte le prime cinque classi, 49000 atti alle armi,

dai 17 ai 60 anni. Quattro volte questa cifra, secondo il rapporto

statistico consueto, darebbe tutta la popolazione delle prime cinque

classi: 196.000 anime. _Ma questi sono solo gli abbienti._ Restano i

non abbienti che, secondo il rapporto consueto, stanno ai primi come

3 a 2. Sarebbero perciò 294.000, che, aggiunti ai 196.000, dànno una

popolazione complessiva di 490.000 anime, in cifra tonda un mezzo

milione. Ma questo — ripetiamo — non è ancora che un minimo, perchè noi

abbiamo calcolato tutte egualmente numerose le prime cinque classi,

il che non doveva essere. Si può andare perciò fino a 600-700.000.

Or bene, quando nel 280 a. C. il territorio di Roma si stese in tutta

l’Italia centrale compresa la parte della Campania, riconquistando così

l’antico impero dei Tarquini, il censimento di quell’anno dette una

popolazione di 287.222 cittadini (LIV., _Ep._, 13) che dà un totale

di oltre un milione di anime: cifre che si accordano perfettamente

con quella da noi adottata pel tempo di Servio, ove si tenga conto

che nel terzo secolo parte della Campania era fornita del diritto di

cittadinanza romana, e che in 3 secoli la popolazione italica doveva

essere cresciuta.

[12] Cfr. in LIV., 1, 59, 9-10 il discorso, che lo storico latino mette

in bocca ai congiurati del 510 o 509.

Roma antica, Vol. 1/3 · 第 9 / 60 题