E avrei voluto vederlo. Solo vedendolo e parlando con lui mi pareva che
avrei avuta intera la visione che mi incantava.
Io sentiva la poesia: volevo vedere il poeta: approdare alla terra
d'Ibyco con una nave che più assomigliasse alla triere; approdarvi
un bel mattino, e recarmi peritoso, ospite tirreno, al poeta greco
rifinito dagli anni e colmo di gloria.
E quando il vecchio poeta m'avesse incoraggiato, gli avrei detto:
Poeta, perchè scrivete in un linguaggio che più non suona su labbra
di viventi? perchè volete che solo i poeti v'intendano? se cercate la
lode dei più, perchè vi rivolgete ai meno? se mirate all'utilità di
tutti, _inducendo_, come voi dite, _nei petti umani mansueto costume,
valor, senno, pietà, oneste voglie,_ perchè solo alcuni privilegiate
de' vostri ammonimenti armoniosi? E perchè cotesta solitudine?
cotesta segregazione che sembra rimproverare altrui? Ibyco, il vostro
concittadino antico, andava citareggiando d'isola in isola, di terra
in terra: voi chiudete le porte, perchè lo squillo della vostra cetra
non giunga all'orecchio del passante. Poeta, aprite la casa delle
Muse. Fateci intendere a tutti, i dolci vostri inni: cantateli nella
lingua nostra e presente, sì che tutti possiamo intenderli. Ne abbiamo
tanto bisogno! Perchè la nostra anima si deforma per le strette della
realtà, e ha bisogno della bellezza, e s'intristisce allo spettacolo
della miseria immeritata e della felicità indegna, e ha bisogno
della giustizia; e si macera d'invidia e si stempera di pietà, e ha
bisogno della purificazione. E tu puoi rivelare la bellezza e puoi
persuadere la giustizia; puoi compiere la nostra catarsi, o poeta; puoi
questo, cioè tutto, e non vuoi? Poeta, fa un passo, solo un passo per
scendere sino a noi, e noi, inteneriti rapiti, saliremo d'uno slancio
gl'infiniti gradini che tengono lontana la nostra minimezza dalla tua
sublimità.
Così gli avrei detto; così non gli dissi; chè egli intanto, il vecchio
poeta, moriva, ridestando d'un tratto con la notizia della sua morte la
sua fama quasi assopita, come il vento col suo alito incendio che covi.
Ed io non intenderò risposta alle mie parole, perchè, come diceva il
suo Ibyco, _non si può trovar più per i morti l'erba della vita!_
Eppure oso, per non so quale comunione che ha la mia mente piccola con
la sua grande, oso imaginarla, la sua risposta.