VIII.

Malgrado questo proclama del re, e la promessa fatta al popolo

siciliano di marciare alla testa del suo esercito, la regina era poco

rassicurata, perchè sapeva in che modo il re si metteva alla testa

delle sue truppe, avendolo veduto arrivare pel primo a Caserta nella

fuga da Roma. Essa si aspettava ad ogni momento di ricevere la notizia

di qualche sbarco dei Francesi su qualche punto dell’isola.

Intanto la bandiera che essa ricamava insieme alle principessine era

terminata, ed era stata mandata da lei al cardinal Ruffo; un certo

Scipione La Marra, che acquistò una mezza celebrità in questa guerra, e

che fu incaricato da Nelson dell’arresto di Caracciolo, era mandato ad

offrirgliela in nome della regina, con questa lettera ai Calabresi.

«Bravi e valorosi Calabresi,

«La bravura, il valore e la fedeltà da voi dimostrata per la difesa

della Santa Cattolica Religione e del vostro buon re e padre, da

Dio stabilito per reggervi e governarvi felici, hanno eccitato

nell’animo nostro sentimenti così vivi di soddisfazione e di

gratitudine, che cl siamo determinati a formare ed ornare colle

nostre proprie mani la bandiera, che ora vi mandiamo.

«Questo sarà sempre un luminoso contrassegno del nostro sincero

affetto per voi, e della nostra gratitudine alla fedeltà ed al

vostro attaccamento per i vostri Sovrani; ma, nel tempo medesimo,

dovrà essere un vivissimo sprone per farvi continuare ad agire

collo stesso valore e collo stesso zelo sino a tanto che resteranno

intieramente debellati, sconfitti e schiacciati i nemici della

nostra sacrosanta Religione e dello Stato, cosicchè possiate

e voi e le vostre dilette famiglie, la vostra patria, godere

tranquillamente i frutti de’ vostri sudori e della vostra bravura,

sotto la protezione del vostro buon re e padre FERDINANDO, e di

tutti Noi, che non tralasceremo di ritrovare delle occasioni per

dimostrarvi che serberassi indelebile ne’ nostri cuori la memoria

della vostra fedeltà e delle vostre gloriose gesta.

«Continuate dunque, bravi Calabresi, a combattere col solito valore

sotto di questa bandiera, ove colle nostre proprie mani ci abbiamo

impressa la Croce, ch’è il segno glorioso della nostra redenzione.

Rammentatevi, prodi guerrieri, che, sotto la protezione di un

tal segno, sarete vittoriosi; abbiatelo voi per guida, correte

intrepidamente alla pugna, e siate pur sicuri, che i vostri nemici

saranno sconfitti.

«Noi intanto coi sentimenti della più viva gratitudine preghiamo

l’Altissimo, che è il donatore di tutt’i beni, affinchè si

compiaccia di assistervi nelle vostre intraprese, che riguardano

principalmente il suo onore e la sua gloria, e la vostra e la

nostra tranquillità; e piene di affetto e riconoscenza per voi

siamo costantemente,

«Palermo, 31 marzo 1799.

«Vostra grata e buona madre

«MARIA CAROLINA.»

In seguito gli altri membri della famiglia reale eransi firmati: —

Maria Clementina — Leopoldo Borbone — Maria Cristina — Maria Amalia —

Maria Antonia.

La bandiera era splendidamente e riccamente adorna di ricami, come

dissi, eseguiti dalle mani delle principesse; essa rappresentava da un

lato le armi de’ Borboni della casa di Napoli, con questa leggenda:

Memorie di Emma Lyonna, vol. 7/8 · 第 14 / 24 题