Malgrado questo proclama del re, e la promessa fatta al popolo
siciliano di marciare alla testa del suo esercito, la regina era poco
rassicurata, perchè sapeva in che modo il re si metteva alla testa
delle sue truppe, avendolo veduto arrivare pel primo a Caserta nella
fuga da Roma. Essa si aspettava ad ogni momento di ricevere la notizia
di qualche sbarco dei Francesi su qualche punto dell’isola.
Intanto la bandiera che essa ricamava insieme alle principessine era
terminata, ed era stata mandata da lei al cardinal Ruffo; un certo
Scipione La Marra, che acquistò una mezza celebrità in questa guerra, e
che fu incaricato da Nelson dell’arresto di Caracciolo, era mandato ad
offrirgliela in nome della regina, con questa lettera ai Calabresi.
«Bravi e valorosi Calabresi,
«La bravura, il valore e la fedeltà da voi dimostrata per la difesa
della Santa Cattolica Religione e del vostro buon re e padre, da
Dio stabilito per reggervi e governarvi felici, hanno eccitato
nell’animo nostro sentimenti così vivi di soddisfazione e di
gratitudine, che cl siamo determinati a formare ed ornare colle
nostre proprie mani la bandiera, che ora vi mandiamo.
«Questo sarà sempre un luminoso contrassegno del nostro sincero
affetto per voi, e della nostra gratitudine alla fedeltà ed al
vostro attaccamento per i vostri Sovrani; ma, nel tempo medesimo,
dovrà essere un vivissimo sprone per farvi continuare ad agire
collo stesso valore e collo stesso zelo sino a tanto che resteranno
intieramente debellati, sconfitti e schiacciati i nemici della
nostra sacrosanta Religione e dello Stato, cosicchè possiate
e voi e le vostre dilette famiglie, la vostra patria, godere
tranquillamente i frutti de’ vostri sudori e della vostra bravura,
sotto la protezione del vostro buon re e padre FERDINANDO, e di
tutti Noi, che non tralasceremo di ritrovare delle occasioni per
dimostrarvi che serberassi indelebile ne’ nostri cuori la memoria
della vostra fedeltà e delle vostre gloriose gesta.
«Continuate dunque, bravi Calabresi, a combattere col solito valore
sotto di questa bandiera, ove colle nostre proprie mani ci abbiamo
impressa la Croce, ch’è il segno glorioso della nostra redenzione.
Rammentatevi, prodi guerrieri, che, sotto la protezione di un
tal segno, sarete vittoriosi; abbiatelo voi per guida, correte
intrepidamente alla pugna, e siate pur sicuri, che i vostri nemici
saranno sconfitti.
«Noi intanto coi sentimenti della più viva gratitudine preghiamo
l’Altissimo, che è il donatore di tutt’i beni, affinchè si
compiaccia di assistervi nelle vostre intraprese, che riguardano
principalmente il suo onore e la sua gloria, e la vostra e la
nostra tranquillità; e piene di affetto e riconoscenza per voi
siamo costantemente,
«Palermo, 31 marzo 1799.
«Vostra grata e buona madre
«MARIA CAROLINA.»
In seguito gli altri membri della famiglia reale eransi firmati: —
Maria Clementina — Leopoldo Borbone — Maria Cristina — Maria Amalia —
Maria Antonia.
La bandiera era splendidamente e riccamente adorna di ricami, come
dissi, eseguiti dalle mani delle principesse; essa rappresentava da un
lato le armi de’ Borboni della casa di Napoli, con questa leggenda: