(Mirza parla al Pellegrino.)
Un grappolo immaturo della vigna d’amore fu qui colto per la mensa
d’Allah. Qui il nero feretro, conca dell’eternità, furò giovani ancora
e precipitò nelle tenebre le perle orientali, delizia e tesoro del
mare.
Il velo dell’oblio e del tempo le involve; un turbante scolpito sulla
loro fossa riluce nella campagna simile alla bandiera dell’esercito
delle ombre, e appiè della lapida appena rimangono le iscrizioni incise
dalla mano d’un _giaur_.[20]
O rose dell’Eden! I vostri giorni si sfiorarono sul rio di purità,
sotto le fronde del pudore, ascose per sempre agli occhi degli
infedeli.
Adesso gli sguardi dello straniero contaminano le vostre tombe e io lo
permetto. Perdona, o gran profeta! Solo l’occhio di quello straniero le
mira con lacrime.