LE TOMBE DELL’HAREM.

(Mirza parla al Pellegrino.)

Un grappolo immaturo della vigna d’amore fu qui colto per la mensa

d’Allah. Qui il nero feretro, conca dell’eternità, furò giovani ancora

e precipitò nelle tenebre le perle orientali, delizia e tesoro del

mare.

Il velo dell’oblio e del tempo le involve; un turbante scolpito sulla

loro fossa riluce nella campagna simile alla bandiera dell’esercito

delle ombre, e appiè della lapida appena rimangono le iscrizioni incise

dalla mano d’un _giaur_.[20]

O rose dell’Eden! I vostri giorni si sfiorarono sul rio di purità,

sotto le fronde del pudore, ascose per sempre agli occhi degli

infedeli.

Adesso gli sguardi dello straniero contaminano le vostre tombe e io lo

permetto. Perdona, o gran profeta! Solo l’occhio di quello straniero le

mira con lacrime.

Racconti poetici · 第 29 / 56 题