La reggia di Ghirei è tuttora vasta ma deserta. Le locuste saltellano,
le vipere s’attorcono pei veroni e pei portici spazzati altre volte
dalla fronte dei pascià, e per quelle mura ove risiedeva l’autorità
sovrana, ove s’annidava l’amore.
L’ellera parasita insinuandosi per le finestre variopinte s’arrampica
alle pareti e agli archi; le piante usurpano il posto dell’uomo in
nome della natura, e scrivono sui muri, nel linguaggio di Baltazare:
_Ruina_.
In mezzo alla sala sta una vasca di marmo tuttora incolume. Fu questa
la fontana dell’_harem_; e spargendo lacrime di perle, essa grida nella
solitudine:
“Ove siete, amore, potenza e gloria? Dovevate durare de’ secoli; l’onda
tuttora scaturisce dalla polla. O vergogna! siete spariti, e la fontana
resta.”