L'AMMAZZASETTE.[1]

Fu una volta un bel giovanetto in Garfagnana, detto Nanni, il quale,

per la sua mendicità, dormiva in una capanna da fieno. Quivi essendo

egli un giorno per riposarsi e ripararsi dal caldo, si messe a pigliare

mosche: e ne aveva ammazzate sette, quando comparve quivi una bella

fata e gli disse, che, se le donava quelle sette mosche per cibare

una sua passera, l'avrebbe fatto ricco. Gliele concesse egli più che

volentieri; ond'ella, innamorata di questa sua cortese prontezza, lo

prese per la mano e lo condusse alla sua caverna, dove, rivestitolo

e datogli danari ed armi, gli pose in testa un elmo o berretta,

in cui era scritto a lettere d'oro: _Ammazzasette_; e lo mandò al

campo de' Pisani, i quali, in quel tempo, con l'ajuto de' Francesi

guerreggiavano co' Fiorentini. Arrivato Nanni a detto campo, chiese

soldo a' Pisani; e domandandogli del nome rispose:—«Io mi chiamo Nanni;

e, per avere io solo in un giorno ammazzato sette, ho per soprannome

_Ammazzasette_.»—Fu per questo e per esser anche ben formato, con

buon soldo e con non minore stima accettato. E, sendo poi fra pochi

giorni in una scaramuccia morto il capo delle truppe francesi, e

volendone essi fare un altro, erano fra di loro in gran differenza,

perchè, essendone proposti diversi, coloro a' quali non piacevano i

soggetti proposti, gridavano _Nanì, Nanì_. Onde i soldati Italiani,

che credettero che dicessero _Nanni Nanni_ e che avessero creato lui,

cominciarono a gridar _Nanni, Nanni, iva Nanni_; e così, a voce di

popolo, Nanni detto l'_Ammazzasette_ restò eletto capo di dette truppe;

e divenne ricco, siccome gli aveva promesso la Fata.

La novellaja fiorentina Fiabe e novelline stenografate in Firenze dal dettato popolare · 第 204 / 292 题