C'era una volta un topo. Dunque, questo topino entra in una stalla.
C'era il gallo e gli becca il cervello a questo topino. Il topo
principia a urlare e dice:—«Dove ho a andare a farmi medicare?»—Dice
il gallo:—«Da il medico, eh!»—«Medico medicò, medica il cervellò, dove
il gallo m'ha beccato.»—Dice il medico:—«Portami delle toppe.»—Delle
pezzette, si dirà.—«E dove ho andare?»—«Da il sarto.»—«Sarto sartò,
dammi toppe e toppò, che le porti al medico medicò, che mi medichi il
cervellò, dove il gallo m'ha beccato.»—«Portatemi del pane eh!»—dice il
sarto.—«O dove ho andare?»—«Da il fornajo, eh!»—«Fornajo fornajò, dammi
pane e panò, che lo porti al sarto sartò, che mi dia toppe e toppò, che
le porti al medico medicò, che mi medichi il cervellò, dove il gallo
m'ha beccato.»—«Portami delle frasche, eh!»—«E dove ho andare?»—«A il
bosco.»—«Bosco boscò, dammi frasche e frascò, che le porti al fornajo
fornajò, che mi dia pane e panò, che lo porti al sarto sartò, che
mi dia toppe e toppò, che le porti al medico medicò, che mi medichi
il cervellò, dove il gallo m'ha beccato.»—Dice il bosco:—«Portami
del concio, eh!»—A volere, che il bosco sia coltivato, ci vol del
concio.—«E dove ho andare?»—«Da il bove, eh!»—«Bove bovò, dammi merda e
merdò, che la porti al bosco boscò, che mi dia frasche e frascò, che
le porti al fornajo fornajò, che mi dia pane e panò, che lo porti al
sarto sartò, che mi dia toppe e toppò, che lo porti al medico medicò,
che mi medichi il cervellò, che il gallo m'ha beccato.»—Eccoti il bove
dice:—«Aspetta, aspetta!»—Con rispetto, gli fa un'evacuata ed affoga il
povero topino[2]. Gli stava lì!