IL TOPO.[1]

C'era una volta un topo. Dunque, questo topino entra in una stalla.

C'era il gallo e gli becca il cervello a questo topino. Il topo

principia a urlare e dice:—«Dove ho a andare a farmi medicare?»—Dice

il gallo:—«Da il medico, eh!»—«Medico medicò, medica il cervellò, dove

il gallo m'ha beccato.»—Dice il medico:—«Portami delle toppe.»—Delle

pezzette, si dirà.—«E dove ho andare?»—«Da il sarto.»—«Sarto sartò,

dammi toppe e toppò, che le porti al medico medicò, che mi medichi il

cervellò, dove il gallo m'ha beccato.»—«Portatemi del pane eh!»—dice il

sarto.—«O dove ho andare?»—«Da il fornajo, eh!»—«Fornajo fornajò, dammi

pane e panò, che lo porti al sarto sartò, che mi dia toppe e toppò, che

le porti al medico medicò, che mi medichi il cervellò, dove il gallo

m'ha beccato.»—«Portami delle frasche, eh!»—«E dove ho andare?»—«A il

bosco.»—«Bosco boscò, dammi frasche e frascò, che le porti al fornajo

fornajò, che mi dia pane e panò, che lo porti al sarto sartò, che

mi dia toppe e toppò, che le porti al medico medicò, che mi medichi

il cervellò, dove il gallo m'ha beccato.»—Dice il bosco:—«Portami

del concio, eh!»—A volere, che il bosco sia coltivato, ci vol del

concio.—«E dove ho andare?»—«Da il bove, eh!»—«Bove bovò, dammi merda e

merdò, che la porti al bosco boscò, che mi dia frasche e frascò, che

le porti al fornajo fornajò, che mi dia pane e panò, che lo porti al

sarto sartò, che mi dia toppe e toppò, che lo porti al medico medicò,

che mi medichi il cervellò, che il gallo m'ha beccato.»—Eccoti il bove

dice:—«Aspetta, aspetta!»—Con rispetto, gli fa un'evacuata ed affoga il

povero topino[2]. Gli stava lì!

La novellaja fiorentina Fiabe e novelline stenografate in Firenze dal dettato popolare · 第 182 / 292 题