Dice la grande alla piccola sorella:—«Andiamo in riva del mare.»—

—«Che faremo noi alla riva del mare? Nulla dobbiamo portarci.»—

—«Già somigliamo e diverremo così bianche del pari.»—

—«Oh! s'anco ti laverai ogni giorno, bianca non diverrai più di quel,

che dio ha voluto. E quand'anche ti facessi bianca più della neve, non

avresti l'amante mio.»—

Siede la piccola sorella in una roccia, la grande la spinge nel mare.

La poverina innalza le braccia.

—«Mia cara sorella, ajutami!...»—

—«Io non ti ajuterò, se non prometti cedere a me il tuo fidanzato.»—

—«Se potessi, il farei: ma di lui non posso decidere. Cercherò doni e

un amante per te.»—

Soffia terribile Ostro e spinge il corpo nel mare.

Corre il vento sulle onde cilestri e torna il corpo alla riva.

Già soffia levante e spinge il corpo verso la prua d'un battello.

Due pellegrini raccolgono il cadavere.

Compongono un'arpa delle braccia della donzella; e formano corde co'

biondi capegli suoi.

—«Andiamo alla casa vicina, ivi si fan delle nozze.»—

Pongonsi appresso alla porta, e s'ode l'arpa.

La novellaja fiorentina Fiabe e novelline stenografate in Firenze dal dettato popolare · 第 118 / 292 题