XIV. *

Il predicatore di corte canonico Giovanni Emanuele Veith.

L'_Illustrirtes Wiener Extrablatt_ recava nel suo numero 153 del 5

giugno 1882 la seguente notizia:

“Nell'anno 1840 quando gli animi erano eccitati, come lo sono adesso in

Ungheria, il celebre canonico e predicatore della cattedrale di S.

Stefano, dott. Emanuele Veith, che per il suo zelo religioso era tenuto

in altissima considerazione dal principe Arcivescovo di Vienna, Milde,

reputò necessario calmare gli animi eccitati. Ricorrendo la solennità

dell'Ascensione, l'applaudito predicatore, dinanzi a migliaia di devoti

cristiani pronunciò alla fine del suo discorso le seguenti notevoli

parole: _Voi tutti sapete, o devoti miei ascoltatori, e lo apprendano

coloro che non lo sapessero, come io nascessi ebreo e per effetto della

Divina Grazia divenissi cristiano, come servissi a questa mia

convinzione nelle missioni cristiane, e come in ogni occasione dessi

testimonianza alla verità ed obbedendo alla mia vocazione sinceramente

pastorale, offrissi, per quanto sapevo ed in tutta coscienza,

consolazione e speranza ai fedeli cristiani._ E l'eccellente uomo,

impugnato il Crocifisso, continuò con voce commossa: _E così qui dinanzi

a voi, ed al cospetto del mondo intero giuro in nome di Dio e della

Santissima Trinità che tutti adoriamo, che la perfida bugia sparsa con

perfida astuzia, che gli Ebrei nella solennità delle loro feste pasquali

adoperino il sangue di un Cristiano, è sacrilega calunnia; giuro che

niente di ciò si trova nè nel Vecchio Testamento nè negli scritti del

Talmud che conosco_ _profondamente ed ho attentamente studiati. Così Dio

mi aiuti e mi sia indulgente nell'ultima mia ora_”.

Il sig. dottor L. A. FRANKL cavaliere di Hochwarth, segretario della

Comunità israelitica di Vienna, per accertarsi dell'esattezza di questa

notizia, si recò dal professore dottor Giovanni Veith, fratello

superstite del fu canonico Veith, per ottenere da lui maggiori

informazioni. In conseguenza gli venne rilasciata la seguente

dichiarazione:

“A richiesta del sig. L. A. Frankl dichiaro esser vero quanto fu detto

nell'_Illustrirtes Extrablatt_ del 5 giugno e cioè che il fu mio

fratello canonico Giovanni Emanuele Veith si pronunciò alla fine di una

predica sull'inesattezza della fiaba che gli Ebrei adoperino pei loro

riti pasquali il sangue di un fanciullo cristiano e dichiaro che mi

rammento ciò essermi stato detto da mio fratello.

“Prof. VEITH m. p.”

Pro Judaeis: Riflessioni e Documenti · 第 59 / 85 题