Noi Stefano, per grazia di Dio, Re di Polonia, _omissis_, pubblichiamo a
tutti ed a ciascuno che ne abbia bisogno.
Giunse a noi ed alle nostre orecchie, cosa meravigliosa e da noi non
prima udita, sulla uccisione di fanciulli cristiani e precisamente sul
ratto e sulla uccisione del figlio di un certo eccellentissimo
Studsionsky nel circolo di Gostina. Siccome non soltanto si sospettano
gli Ebrei di questo misfatto, ma vengono anche apertamente accusati,
così crediamo necessario investigare e cercare premurosamente quanto
siavi di vero in quest'accusa; e tanto più ciò ci sembra necessario in
quanto simili accuse non si sollevano ora per la prima volta, essendo
per numerose testimonianze venuto a conoscenza nostra che già da lungo
tempo si è sparsa la voce aver gli Ebrei rubato ed ucciso fanciulli
cristiani ed anche comperato (per farne vilipendio) il Santissimo
Sacramento, voce che dette origine a scene deplorevoli.
Ora avendo due gentiluomini Studsionsky portato apertamente dinanzi a
noi una simile accusa contro gli Ebrei ed avendoci mostrato un fanciullo
morto, ordinammo si procedesse a severe indagini. Siffatte indagini
furono dai nostri ufficiali condotte col maggior zelo, furono citati gli
Ebrei e da ambe le parti si addussero prove e testimonii per porre in
luce il vero; il risultato fu che non soltanto gli Ebrei non erano
colpevoli, ma che nessun sospetto poteva venir su di loro formato. Anzi
i predetti signori, saputo di essere stati tratti in errore e che nulla
si era rinvenuto a carico degli Ebrei ritirarono l'accusa. Dimostrata,
nel modo più assoluto, la loro innocenza in questo fatto, gli Ebrei si
lagnarono meco amaramente perchè da queste popolari credenze che essi
abbisognando di sangue cristiano, rapissero ed uccidessero fanciulli
cristiani, o che vilipendessero il Santissimo Sacramento comperandolo
dai Cristiani, e facendone spicciare sangue umano, non soltanto erano
derivate loro numerose persecuzioni, ma s'eran trovati spesso in
pericolo di vita, ed avevano dovuto soffrire crudelissimi martirii e
persino acerba morte. Dopo averci dimostrato, con decreti e privilegi
dei nostri antecessori, l'ingiustizia di tali pene, ci supplicarono
caldamente, per mezzo di alcuni nostri Senatori, di provvedere, in modo
definitivo, perchè non abbiano per lo stesso motivo a rinnovarsi gli
insulti, le persecuzioni ed altre ingiustizie di cui già ebbero a
soffrire. Commossi da questa preghiera, e desiderando precludere l'adito
a simili calunnie e rimuovere una causa di tumulti e di persecuzioni che
gli Ebrei ebbero spesso a soffrire per questo argomento, abbiamo
deliberato in base alla nostra ferma convinzione ed in seguito a parere
dei nostri Senatori, che nessuno osasse d'ora innanzi muovere agli
Ebrei, nel nostro Regno e nei nostri dominii, l'ingiusto rimprovero del
rapimento e dell'uccisione di fanciulli cristiani, o della compera del
Santissimo Sacramento. Ed essendo essi innocenti di entrambi questi
misfatti non devono perciò essere calunniati, nè accusati dinanzi un
giudice o qualunque altro magistrato, essendosi nel fatto dimostrato che
queste accuse non hanno base di fondamento, e che gli Ebrei non fanno
uso di sangue, nè cercano di procurarsi il Santissimo Sacramento. Perciò
chiunque si facesse lecito di ripetere tali accuse, vogliamo che, senza
riguardo a rango, venga severamente punito, come autore di grandi
disordini. Chi dunque incolpasse gli Ebrei di questi misfatti sarà
punito come calunniatore; e colui che per questi motivi portasse contro
di essi un'accusa dinanzi ad un giudice, sarà passibile della _poena
talionis_ e dannato nel capo.
Questa nostra decisione portiamo a cognizione di ciascuno che avesse
bisogno di saperlo, e specialmente vogliamo che venghi notificato a
tutti i Woiwodi, Starosti e Sottostarosti ed in generale a tutti
impiegati, Sindaci e Consiglieri, ed ordiniamo che la Nostra Volontà sia
da essi strettamente eseguita, portata a cognizione di tutti perchè
agiscano solamente secondo la Nostra Volontà, altrimenti cadrebbe su di
loro la nostra disgrazia.
Noi firmiamo per maggior sicurezza questo scritto e vi apponiamo il
suggello della Nostra Corona.
Dato a Varsavia il 5 del mese di luglio dell'anno del Signore 1576 nel
secondo anno del nostro Regno.