*1479 . . . Aprile.*
Carteggio relativo all'arresto di alcuni Ebrei della provincia di Pavia,
falsamente imputati d'avere, nelle loro cerimonie, crocifisso un
fanciullo cristiano; e dichiarazione di provata innocenza, emessa il 28
aprile 1479, da Bona e Giovanni Galeazzo Maria Sforza, con ordine di
liberazione e resa dei beni confiscati (344).
1º
Illustrissimi et excellentissimi principes et domini domini mej
metuendissimi. Aviso vostre excellentie qualiter noviter domino Antonino
locumtenente del Cardinale ha dextenuto uno hebreo che sta in la tera
dela Stratella per famiglo de uno Belhomo hebreo che sta in la terra de
Arena, perchè el debe haver piglato uno puto et mandato al dicto Belhomo
per fare le cerimonie deli hebrey, lo qual puto non se trova. El qual
famiglo he stato examinato, et prout posso intendere ha confessato haver
mandato esso puto al dicto Belhomo. Et intexo questo ho facto dextenire
esso Belhomo: Et aziò se possa haver il vero dal dicto Belhomo
bexognaria haver esso famiglo, et etiam la confessione per luy facta et
li altri indicij per esso domino Antonino et seu il suo potestà
assumpte, aziò etiam possa intendere li complici et participi de tal
delicto, et provvedere circha il punire similli errori, li quali non
sono da tollerare. Per la qual cossa piaqua a vostre excellentie
scrivere al dicto domino Antonino, me vogla dare nele mane cussi dicto
famiglo, come la confessione sua et altri indicij circha ciò assumpto
per intendere il vero; avisando esse vostre excellentie che più
virilmente se procedarà nante a mi che al dicto domino Antonino, perchè
etiam questo he uno officio, et vostre excellentie non debano tolerare
me sia tolta la jurisdicione, la qual cosa etiam cedarà ad utillitate de
vostre excellentie, ala qual humiliter me racomando.
Papie, XX aprilis 1479.
Earundem illustrissimarum et excellentissimarum dominationum, fidelis
servitor