TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO XII.

CAPITOLO XCI. _Considerazioni intorno al

carattere ed alle rivoluzioni del quindicesimo

secolo._ _pag._ 3

Revista dello stato prospero dell'Italia

quando cominciò la lotta per la sua

indipendenza 3

Importanza dell'epoca in cui ci siamo trattenuti 4

Fino al 1492 l'Italia occupa il primo posto

tra le nazioni europee 4

Calamità che cominciarono in quest'epoca

e ridussero l'Italia in servitù 5

Rapida occhiata sull'intera storia d'Italia 6

Avvi fondamento di accusare gl'Italiani

d'avere meritato di perdere la loro

indipendenza? 7

La più saggia nazione non può signoreggiare

tutti gli avvenimenti che formano il suo destino 8

La nazione inglese fu in preda più volte

alle medesime vicende che perdettero l'Italia 9

Gl'Italiani non avrebbero conservata la

propria indipendenza, riunendosi in una

sola monarchia. Esempio degli Spagnuoli 10

L'Italia non poteva far testa a tutte le

nazioni che l'attaccarono contemporaneamente 13

Una guerra civile poteva egualmente aprire

l'Italia agli stranieri, quand'anche non

avesse formata che una sola monarchia 14

Diritti eventuali di successione che una

monarchia lascia sempre agli stranieri 15

L'Italia piuttosto avrebbe potuto salvarsi

coll'unione delle repubbliche 16

Gli stati d'Italia erano potenti nel XV

secolo quanto quelli della Francia e

della Germania 18

L'Italia non poteva prevedere il pericolo

che la minacciava 19

L'indebolimento dello spirito di libertà

diminuì in Italia la sua forza di resistenza 20

Considerabile diminuzione nel numero de'

cittadini sovrani 21

La potenza d'una repubblica sopra di sè

medesima accresciuta dalla partecipazione

di tutti alla sovranità 21

Il giogo imposto alle città suddite delle

repubbliche aggravato nel XV secolo 23

Diminuzione della libertà politica nelle

stesse capitali delle repubbliche 25

Diminuzione del sentimento d'indipendenza ne'

principati italiani durante il XV secolo 26

Molte antiche dinastìe innalzate dal popolo

perdono nel XV secolo la sovranità 28

Gli stati monarchici cessarono di appoggiarsi

ad un principio di legittimità 29

Malgrado questi semi di futuri disordini,

il XV secolo fu un'epoca di grande prosperità 31

Uomini illustri che brillarono nel XV secolo 31

Le guerre del XV secolo si fecero con umanità 32

Di quest'epoca la milizia italiana si fece

onore in faccia agli stranieri 33

Entusiasmo di tutta la nazione per le lettere 34

Considerazione politica dei letterati in

tutti gli stati d'Italia 35

Emulazione eccitata a motivo dei molti

piccoli stati 35

Grandissima differenza tra le province

e le capitali rispetto ai progressi

dell'incivilimento 37

Utilità pratica. Risultamento dei progressi

delle scienze 39

La storia di un paese libero fa conoscere

tutti i patimenti degli individui, quella

de' paesi non liberi li dissimulano 40

Indagini intorno alla felicità reale d'una

nazione in tutte le classi della società 42

Stato di felicità de' paesani italiani

paragonato a quello delle altre nazioni 42

Prosperità dell'agricoltura nel XV secolo 43

Province oggi incolte erano allora ben coltivate 44

Allora i contadini italiani erano riuniti

in terre murate 46

Importanza politica loro data da tale unione 47

Condizione dei popoli delle città più felice

che la presente 49

Attività di tutte le manifatture 50

Gli artisti contribuivano alla pubblica

prosperità 51

Attività del commercio italiano esercitato

dalla principale classe della nazione 52

Prodigioso accrescimento del capitale italiano 53

Speranza sempre offerta a tutti i padri

di famiglia 55

Prosperità delle arti e delle lettere, altra

prova di quella della nazione 56

Carattere di opulenza in tutti gli edificj

del XV secolo a differenza della presente

miseria 56

La magnificenza dell'Italia era in allora

affatto spontanea, e non deve confondersi

col fasto dei governi 58

Trovansi ovunque monumenti dell'universale

prosperità del XV secolo; dopo tale epoca

non si videro che avvenimenti che

dovevano distruggerla 59

CAPITOLO XCII. _Elezione di Alessandro VI;

progetti di riforma di Girolamo Savonarola;

vanità di Pietro de' Medici, nuovo capo della

repubblica fiorentina. Lodovico Sforza invita

Carlo VIII a far valere i suoi diritti sul regno

di Napoli; fermento di tutta l'Italia, Ferdinando I

muore prima d'essere attaccato._ 1492-1494 61

La potenza temporale dei papi erasi

accresciuta nel XV secolo 61

Trovavansi alla testa degli stati

indipendenti dell'Italia 62

1492 25 luglio. La loro potenza vacilla alla

morte d'Innocenzo VIII 63

Egoismo dei 23 cardinali adunati in conclave 64

Opinione e ricchezze di Roderigo Borgia,

vice cancelliere 65

Costumi del Borgia e suoi cinque figli 67

Rivali del Borgia, Ascanio Sforza e Giuliano

della Rovere 68

11 agosto. Simoniaca elezione del Borgia,

che prende il nome di Alessandro VI 69

Tripudio de' Romani in principio del suo regno 71

Desiderio di riforma sparso in tutta

la Cristianità 73

Carattere della riforma, quale fu cominciata

in Italia 74

1452 21 settembre. Nascita di Girolamo Savonarola 75

1483 Prime prediche profetiche del Savonarola 76

1489 Suo arrivo a Firenze 77

La riforma del Savonarola non si estende

che ai costumi ed alla disciplina, ma

non tocca il domma 78

1492 Il Savonarola ricusa di assolvere Lorenzo

de' Medici al letto della morte, perchè

Lorenzo non vuole rendere la libertà a Firenze 79

Vanità ed incapacità di Pietro che succede

a Lorenzo dei Medici 80

1493 Gelosia di Pietro de' Medici contro i suoi

cugini, figli di Pier Francesco, ch'egli

esilia da Firenze 82

Il Savonarola predica in Firenze la riforma

politica e religiosa 83

Predice all'Italia le calamità che doveva

apportarle la guerra 85

Pronostici di prossima guerra nelle pretese

della casa di Francia, erede di quella

di Angiò 85

Lodovico il Moro, governatore di Milano,

vuole riunire l'Italia contro gli oltremontani 86

1493 Pietro de' Medici si oppone per vanità

a quest'unione 87

Irritazione di Lodovico il Moro, e sua

inquietudine per la segreta alleanza di

Pietro dei Medici con Ferdinando di Napoli 89

22 aprile. Si lega segretamente con Venezia

e con Alessandro VI 90

Lodovico il Moro temeva che il re di Napoli

non volesse proteggere suo nipote 91

Incapacità di Giovanni Galeazzo, sovrano

nominale di Milano 92

Rivalità di sua consorte Isabella d'Arragona

e di Beatrice d'Este, sposa di Lodov. il Moro 93

20 agosto. Massimiliano succede a suo padre

Federico III, imperatore 94

Lodovico il Moro marita sua nipote con

Massimiliano, e da lui segretamente ottiene

l'investitura del ducato di Milano 95

Chiede l'alleanza della Francia, prima di

spogliare il nipote e di prendere egli

medesimo il titolo di duca 96

1483 30 agosto. Carlo VIII era succeduto a suo

padre Lodovico XI 97

1483 Carattere di Carlo VIII, secondo il

Guicciardini, e secondo il Comines 97

Suo mostruoso aspetto e sua incapacità 98

1493 Offerte d'alleanza di Lodovico il Moro a

Carlo VIII 100

Negoziazioni del conte di Cajazzo di concerto

cogli emigrati napolitani 101

Negoziazioni del conte di Belgiojoso presso

i favoriti di Carlo VIII 101

Convenzione tra Lodovico il Moro e Carlo

VIII, stipulata da Briçonnet e dal

Siniscalco di Belcario 103

Negoziazioni di Carlo VIII con tutti i

suoi vicini 104

1492 3 novembre. Trattato d'Etaples con

Enrico VII d'Inghilterra 105

1493 23 maggio. Trattato di Senlis con

Massimiliano, re de' Romani 105

19 gennajo. Trattato di Barcellona

col re di Spagna 106

Negoziazioni di Perron de' Baschi a Venezia 107

L'ambasciata francese passa a Firenze 108

1494 Indi a Siena 109

Ed all'ultimo a Roma 109

1493 Negoziazioni di Ferdinando con Carlo VIII

col mezzo di Camillo Pandone 110

Sua alleanza col papa, e matrimonio di don

Goffredo Borgia 110

Aperture di riconciliazione fatte da

Ferdinando a Lodovico il Moro 112

Apparecchi di guerra di Ferdinando 113

Nuovo malcontento ed artificj del papa 114

Fermento di tutta l'Italia 115

Ferdinando pensa ad abboccarsi in Genova

con Lodovico il Moro 116

1494 25 gennajo. Ferdinando muore inopinatamente

di 70 anni 117

Carattere di Ferdinando e del suo regno 118

Sua figura e sue maniere 119

CAPITOLO XCIII. _Apparecchi di difesa

d'Alfonso II. Primi attacchi de' Francesi

nello stato di Genova ed in Romagna. Discesa

di Carlo VIII in Italia. Pietro de' Medici

gli dà nelle mani tutte le fortezze della

Toscana. Ribellione di Pisa; rivoluzione di

Firenze; esilio dei Medici._ 1494 121

1494 Alcune rivoluzioni si fanno a dispetto

dell'abilità, altre a dispetto della

reciproca inesperienza 121

1494 La guerra d'Italia si sostenne con eguale

imperizia dalle due parti 122

25 gennajo. Alfonso II viene proclamato re

di Napoli 123

Suoi apparecchi di difesa colle negoziazioni

e colle armi 124

Sue negoziazioni con Bajazette II 124

Alessandro VI si unisce a lui per chiedere

l'assistenza dei Turchi 125

Alfonso rende più intima la sua alleanza

con papa Alessandro VI 126

Favori accordati alla casa Borgia nel regno

di Napoli 127

Alleanza d'Alfonso con Pietro dei Medici,

le repubbliche toscane, ed i principati

della Romagna 128

Alfonso vuole chiudere colle armi le strade

di Toscana e di Romagna, ed il mare con una

flotta comandata da suo fratello don Federigo 130

13 luglio. Congresso di Vicovaro per regolare

la difesa d'Italia 130

Diversione cagionata dal papa, che adopera

le forze napolitane contro i suoi particolari

nemici 131

1494 Una parte dell'armata viene incaricata di

contenere i Colonna 132

Ferdinando, duca di Calabria, conduce

l'altra parte in Romagna 133

Proposizione del vecchio Paolo Fregoso di

fare una rivoluzione in Genova 134

Carlo VIII aveva fatta apparecchiare una

magnifica flotta in Genova 136

Vi aveva mandati il duca d'Orleans e

due mila Svizzeri 137

Fine di luglio. Don Federigo e gli emigrati

genovesi attaccano Porto Venere, e

sono respinti 138

4 settembre. Sbarca a Rapallo, e mette a

terra Ibletto dei Fieschi cogli emigrati

genovesi 140

Gli emigrati attaccati a Rapallo per mare

e per terra 141

Rapallo è preso; prime crudeltà degli

oltremontani 143

Fuga d'Ibletto dei Fieschi e di suo figlio 144

Luglio. Don Ferdinando conduce la sua armata

in Romagna 144

Il sire d'Aubignì ed il conte di Cajazzo

gli fanno fronte 145

I consiglieri di Ferdinando non gli permettono

d'attaccare d'Aubignì 146

1494 Ferdinando si ritira sotto le mura di Faenza 148

Irrisoluzione di Carlo VIII 148

Il cardinale Giuliano della Rovere lo persuade

a fare l'impresa d'Italia 150

23 agosto. Carlo VIII parte da Vienna per

passare le Alpi con una numerosa armata 150

Il duca di Savoja ed il marchese di

Monferrato, ambidue minori, non custodiscono

i passaggi delle Alpi 152

9 settembre. Carlo VIII è visitato in Asti

da Lodovico il Moro e dalla sua corte 153

Malattia di Carlo VIII in Asti 154

Abboccamento di Carlo VIII con Gian Galeazzo

ed Isabella sua sposa 154

20 ottobre. Morte di Gian Galeazzo. Lodovico

proclamato duca di Milano 156

Spavento che la morte di Gian Galeazzo,

che si crede avvelenato, cagiona

nell'armata francese 157

Carlo VIII prende la via di Pontremoli

per entrare in Toscana 158

Sollevazione dei Colonna in Roma, che

impedisce al papa di accorrere in difesa

della Toscana 159

1494 Deboli apparecchi di difesa dei Fiorentini 159

L'armata francese potev'essere trattenuta

presso Sarzana e Pietra Santa 160

Agitazione dei Fiorentini contro i Medici

all'avvicinarsi dei Francesi 162

Pietro de' Medici spaventato si reca al

campo francese 163

Novembre. Il Medici cede le fortezze dei

Fiorentini ai Francesi 164

Irritamento de' Fiorentini contro Pietro

de' Medici 166

8 novembre. Il Medici torna a Firenze, e

non è ricevuto nel palazzo della signoria 167

9 novembre. È forzato dal popolo ad uscire

da Firenze coi suoi fratelli 168

Pietro de' Medici si rifugia a Bologna 170

Giovanni Bentivoglio gli rinfaccia di non

avere saputo morire al suo posto 170

Saccheggio delle ricchezze e delle preziose

raccolte dei Medici 171

Decreto della signoria contro i Medici, e

per una mutazione di governo 172

Negoziazioni del nuovo governo con Carlo VIII 173

1494 Girolamo Savonarola parla al re di Francia

come un profeta inspirato 173

Fermento del popolo di Pisa all'avvicinarsi

di Carlo VIII 176

Il governo di Firenze nelle città suddite

era diventato più oppressivo durante la

grandezza dei Medici 177

L'agricoltura e la salubrità di Pisa

ruinate dall'abbandono dei canali e

delle dighe 178

Il commercio all'ingrosso e le manifatture

proibite ai Pisani 179

Pisa non conta più storici dopo il 1406.

_Nota_ 180

Unanimità dei Pisani per iscuotere il giogo 181

Lodovico il Moro manda ad eccitarli Galeazzo

da Sanseverino 181

Simone Orlandi domanda a Carlo VIII la

libertà di Pisa 182

Carlo VIII la promette inconsideratamente 183

9 novembre. I Fiorentini scacciati da Pisa,

la quale si pone in libertà 184

Carlo VIII si concerta con d'Aubignì prima

di andare verso Firenze 184

Ottobre e novembre. Ferdinando abbandona

la Romagna e d'Aubignì 184

1494 D'Aubignì raggiugne Carlo VIII presso Firenze 187

Carlo VIII vuole rimettere il Medici in

Firenze, ma questi, da lui chiamato, non torna 187

17 novembre. Ingresso in Firenze di Carlo VIII 188

Negoziazioni di Carlo VIII colla signoria 190

Ardire di Piero Capponi, che straccia le

proposizioni del re, e si appella alle armi 191

26 novembre. Convenzione di Carlo VIII

colla repubblica di Firenze 192

28 novembre. Partenza di Carlo VIII alla

volta di Siena 193

CAPITOLO XCIV. _Terrore ed irrisoluzione

del papa all'avvicinarsi di Carlo VIII. Questo

monarca entra in Roma: abdicazione e fuga

di Alfonso II. Dispersione dell'armata di

Ferdinando II. Il regno di Napoli si assoggetta

a Carlo VIII._ 1494-1495 194

1494 Opinione di accortezza di Alessandro VI

fondata sulla sua mala fede 194

La politica, quando non va d'accordo colla

morale, rimane insufficiente nel pericolo 195

Versatilità della condotta d'Alessandro coi

Francesi 196

1494 Avvicinandosi Carlo VIII vuole negoziare con lui 197

9 dicembre. Incoraggiato dalla presenza

dell'armata del duca di Calabria, fa

trattenere i negoziatori che venivano a lui 199

2 dicembre. Ingresso di Carlo VIII in Siena 200

Ritirata di Ferdinando, duca di Calabria,

a traverso all'Ombria fino a Roma 200

19 dicembre. Nuovo sperimento di negoziazione

del papa coi Francesi 201

I feudatarj della Chiesa fanno le loro paci

parziali coi Francesi 202

Tutta la campagna di Roma viene in potere

dei Francesi 202

Motivi di Carlo VIII per trattare col papa 203

I suoi consiglieri si lusingano di ottenere

dal papa le principali dignità della Chiesa 205

31 dicembre. Il re entra in Roma alla testa

della sua armata, mentre che il duca di

Calabria esce per un'altra porta 207

Aspetto di quest'armata. Gli Svizzeri 207

I Guasconi, gli uomini d'armi 208

1494 I cavalleggieri, la casa del re 209

L'artiglieria 210

1495 gennajo. Il papa, ritirato in Castel

sant'Angelo con sei soli cardinali,

viene due volte minacciato dall'artiglieria

francese 211

11 gennajo. Pace tra il re ed il papa, e

sue condizioni 212

Il sultano Gem viene dal papa consegnato al re 213

Anteriori negoziazioni di Bajazette col papa

per far avvelenare suo fratello 214

L'ambasciatore di Bajazette e quello del

papa cadono nelle mani dei loro nemici 215

26 di febbrajo. Il sultano Gem muore avvelenato 216

Fabrizio Colonna conduce un corpo di Francesi

negli Abruzzi 217

28 gennajo. Carlo VIII parte da Roma alla

volta di Napoli, per la strada di san Germano 218

30 gennajo. L'ambasciatore di Spagna dichiara

a Carlo VIII, che i suoi padroni difenderanno

il re di Napoli 219

Risposta de' Francesi, e collera

dell'ambasciatore 221

1495 Fuga del cardinale di Valenza, che doveva

rimanere ostaggio presso il re 222

Presa, sacco e carnificina di Monte Fortino

e di Monte san Giovanni 222

Terrore d'Alfonso II, ed irritamento del

popolo contro di lui 224

Uccisione dei prigionieri di stato

nell'istante in cui salì sul trono 226

Superstiziosi terrori d'Alfonso 227

23 di gennajo. Alfonso si chiude in

Castel dell'Uovo 228

Soscrive un atto d'abdicazione in favore

di suo figlio, e fa imbarcare i suoi tesori 229

3 febbrajo. Parte alla volta di Mazari

in Sicilia 230

19 novembre. Muore dopo molti atti di penitenza 230

24 gennajo. Inaugurazione di Ferdinando II

a Napoli, dopo la quale riparte per l'armata 231

Si fortifica a san Germano 232

La sua armata atterrita abbandona san Germano.

Egli ripiega sopra Capoa 234

19 febbrajo. Sollevazione del popolo in Napoli 235

Ferdinando s'affretta di passare a Napoli,

per acquietare la sollevazione del popolo 236

1495 Durante la di lui assenza la sua armata si

disperde, e Capoa si solleva contro di lui 237

20 febbrajo. Vani sforzi di Ferdinando per

ricondurre alla ubbidienza gli abitanti

di Capoa 239

Si ritira nel castello di Napoli 240

21 febbrajo. S'imbarca per timore d'essere

tradito dai suoi soldati tedeschi 241

Si rende padrone dell'isola d'Ischia 242

22 febbrajo. Ingresso di Carlo VIII in Napoli 243

Carlo attacca le fortezze di Napoli 244

6 marzo. Capitolazione del Castello Nuovo

di Napoli 245

15 marzo. Capitolazione del castello dell'Uovo 246

Dispersione dell'armata di don Cesare

d'Arragona che difendeva gli Abruzzi e

la Puglia 247

Terrore dei Turchi sull'altra riva

dell'Adriatico 248

Pratiche dell'arcivescovo di Durazzo e di

Costantino Arianite per apparecchiare

una ribellione nell'Albania 249

Disordine ed orgoglio dell'armata francese 249

1495 Tutti i grandi signori napolitani accorrono

alla corte di Carlo VIII 251

Il re scontenta tutti i partiti 252

Si abbandona ai piaceri ed all'ignavia 253

Tutte le fortezze vengono disarmate per

l'imprudenza de' suoi ufficiali 255

CAPITOLO XCV. _Rivoluzioni cagionate in

Toscana dal passaggio di Carlo VIII. — Sforzi

de' Fiorentini per riconstituire la loro

repubblica, assoggettare Pisa e sottrarsi

alla malevolenza de' Sienesi, dei Lucchesi,

dei Genovesi. — Inquietudini dei Veneziani

per i progressi di Carlo VIII; lega dell'Italia

per mantenere la sua indipendenza,_ 1494-1495 256

1494 Stato della Toscana prima della spedizione

di Carlo VIII 256

Rivoluzioni che eccita in Firenze, in Pisa,

in Siena, in Lucca 257

I Fiorentini, ricuperando la libertà, appena

sanno in che consista 258

La felicità che desidera ogni uomo è

proporzionata alla sviluppo delle sue

facoltà. Non è la stessa per tutti 259

Lo scopo del governo è quello di rendere

felice il maggior numero d'uomini possibile,

innalzandoli, non abbrutendoli 260

1494 La libertà politica è il più potente mezzo

d'innalzare gli uomini 260

Confusione della libertà politica e della

libertà individuale 262

Ambidue venivano pochissimo rispettate

in Venezia 263

Pure Venezia prosperava a motivo della sua

prudenza, ed il suo governo era l'oggetto

dell'universale ammirazione 264

Tutti i politici fiorentini propongono

d'imitare in Firenze la costituzione

de' Veneziani 265

In Firenze tre opposti partiti adducono

tutti a favor loro l'esempio di Venezia 268

Partito dei _Piagnoni_, diretto dal

padre Savonarola, da Valori e da Soderini 269

Partito degli _Arrabbiati_, diretto da

Dolfo Spini e da Guid'Antonio Vespucci 270

Partito dei _Bigi_, affezionato ai

Medici assenti 271

2 dicembre. Il parlamento adunato accorda

alla signoria l'autorità della balìa 271

La balìa nomina venti elettori, incaricati

di eleggere tutti i magistrati 273

1494 I venti elettori non possono convenire tra

di loro, e perdono ogni credito 274

Il Savonarola propone le elezioni popolari,

un consiglio formato di tutti i cittadini,

ed un'amnistia 275

23 dicembre. Viene sanzionata la formazione

del gran consiglio 276

1495 1.º luglio. Le elezioni sono restituite

al popolo 277

1494 I Pisani riconstituiscono la loro repubblica 277

Deferiscono la sovrana autorità alle

magistrature municipali, da cui erano stati

governati in tempo di servitù 278

1495 gennajo. Prime ostilità tra i Pisani ed i

Fiorentini 279

Negoziazioni dei Pisani presso Carlo VIII

per conservarsi la protezione della Francia 281

Briçonnet va a Firenze per eseguire il

trattato, per ricevere il danaro e

consegnare Pisa 283

24 febbrajo. Dichiara di non aver potuto

persuadere i Pisani, e riparte alla volta

di Napoli 284

Negoziazioni de' Pisani con Siena, Lucca

e col duca di Milano 284

1495 Il duca di Milano li rimette ai Genovesi 286

Arringa degli ambasciatori pisani al senato

genovese 286

Soccorsi dai Genovesi accordati ai Pisani 288

Primi vantaggi ottenuti da Giulio Malvezzi,

capitano dei Pisani 289

26 di marzo. Monte Pulciano si ribella ai

Fiorentini, e si pone sotto la protezione

di Siena 291

I Fiorentini ricorrono invano a Carlo VIII 292

Carlo VIII manda soccorsi ai Pisani

contro Firenze 293

Il Savonarola persuade i Fiorentini, colle

sue profezie, a non abbandonare l'alleanza

della Francia 295

Inquietudine e scontentezza degli altri stati

d'Italia 296

Lagnanze di Lodovico il Moro contro i Francesi 297

Animosità dei re di Spagna e dei Romani 298

Negoziazioni di Filippo di Comines a Venezia

per unire questa repubblica alla Francia 299

Congresso di Venezia per formare un'alleanza

contro la Francia 301

1495 Terrore de' Veneziani alla notizia della

conquista di Napoli 303

Pericolo del re se la lega dell'alta Italia

toglieva Asti al duca d'Orleans 305

31 marzo. La lega contro la Francia si

sottoscrive in Venezia, tra il papa, i re

di Spagna, il re de' Romani, i Veneziani e

Milano 306

Partecipazione di tale lega a Filippo di Comines 308

Segreto delle negoziazioni e turbamento

del Comines 309

Articoli pubblici dell'alleanza puramente

difensivi 309

Articoli segreti che la rendono offensiva 310

Debolezza di Massimiliano, che non può

soddisfare ai suoi obblighi 312

Il duca di Ferrara ed i Fiorentini ricusano

d'entrare nella lega 313

Apparecchi di guerra dei confederati e

ritirata degli ambasciatori 314

CAPITOLO XCVI. _Carlo VIII abbandona il

regno di Napoli; attraversa Roma e la Toscana;

si apre un passaggio a Fornovo a dispetto

de' confederati, e giugne ad Asti. Tratta

in Vercelli col duca di Milano, libera il

duca d'Orleans assediato in Novara, e

ripassa le Alpi._ 1495 316

1495 Notificazione di Carlo VIII per minorare

le imposte in Napoli, riducendole alle

tariffe dei re angioini 316

Importanza della nobiltà del regno

feudale di Napoli 317

Carlo la scontenta non meno del popolo 319

Non conosce nè i nomi, nè gli interessi,

nè i servigj degli antichi signori napolitani 319

Si desidera la prudente e regolare

amministrazione degli Arragonesi 320

La nazione si sente umiliata da un

giogo straniero 321

I Francesi impazienti di ritornare nella

loro patria 322

La notizia della lega di Venezia accresce

questa loro impazienza 322

12 maggio. Carlo VIII prende la corona di

Napoli senza aspettare l'investitura del papa 323

Discorso del Pontano in occasione di

tale inaugurazione 324

1495 Carlo assegna comandanti a varie province, e

lascia loro la metà della sua armata 325

Cerca di guadagnarsi i Colonna, i Savelli

ed i Sanseverini coi beneficj 326

20 maggio. Parte da Napoli colla metà

dell'armata per tornare in Francia 327

30 maggio. Il papa si ritira da Roma,

quando si avvicinano i Francesi 328

Carlo fa restituire al papa le fortezze

di Cività Vecchia e di Terracina 329

13 giugno. Giugne a Siena, e vi si trattiene

per far dare la signoria di quella città

al signore di Lignì 330

I Fiorentini fanno a Carlo VIII nuove

offerte per ridurlo a ridar loro Pisa 332

Esigono che Pietro de' Medici non entri

nel loro territorio 333

Si pongono in istato di difesa, e Carlo

abbandona il pensiero di passare per

la loro città 334

Nuove suppliche dei Pisani a Carlo VIII

pel mantenimento della loro libertà 335

Vivo interesse che l'armata francese

prende a favore dei Pisani 336

1495 Carlo VIII protrae la sua decisione

intorno alla sorte di Pisa, e rinnova

le guarnigioni delle fortezze pisane 338

Inquietudine dell'armata francese,

udendo cominciate le ostilità in Lombardia 339

Lodovico il Moro provoca il duca d'Orleans

rimasto in Asti 339

11 giugno. Il duca d'Orleans sorprende Novara 341

È poi assediato in Novara da Galeazzo di

Sanseverino 342

23 giugno. Carlo VIII parte da Pisa per

Pontremoli 343

Stacca un piccolo corpo d'armata per fare

un tentativo sopra Genova 344

Questa piccola armata è battuta ed a stento

si riunisce a quella del re 344

29 giugno. La vanguardia francese brucia

Pontremoli 345

L'artiglieria francese attraversa a stento

l'Appennino sopra Pontremoli 346

L'esercito dei confederati, di circa quaranta

mila uomini, e comandato dal marchese di

Mantova, aspetta i Francesi a Fornovo 348

La vanguardia francese avrebbe potuto

facilmente distruggersi dai confederati

a Fornovo 349

1495 5 luglio. L'armata francese riunita a

Fornovo non conta più di nove mila uomini 351

Le due armate si accampano in vicinanza

l'una dell'altra sulla destra del Taro,

nella valle di Fornovo 352

Il re spedisce il Comines al marchese di

Mantova per trattare 353

Gli alleati tardano ad attaccare i Francesi 354

6 luglio. Il re fa nuovamente chiedere il

passo che gli viene negato 355

Disposizioni della sua armata per farsi

strada colla forza 356

Viene attaccato dai Veneziani 358

Il marchese di Mantova, che lo attacca

alla coda, è respinto 360

Gli Stradioti, che dovevano attaccarlo ai

fianchi, lasciano la battaglia per

saccheggiare l'equipaggio de' Francesi 361

Il conte di Cajazzo, che doveva attaccare

la vanguardia francese, prende la fuga 362

I Francesi non ardiscono di attaccare in

appresso gli Italiani 364

La pugna benchè breve fu assai micidiale

pegli Italiani 365

Estremo terrore nell'armata italiana; invano

il Pitigliano cerca di persuaderla ad

attaccare il campo francese in quella notte 366

1495 7 luglio. Il re alloggia in Medesana, sempre

in presenza del nemico 367

Il Comines viene incaricato di nuove

negoziazioni 368

8 luglio. Il re leva tacitamente il suo

campo, durante la notte, e s'avvia verso

Borgo san Donnino 369

I Francesi guadagnano un giorno di cammino

sugli Italiani 370

9 e 10 luglio. Pericolo dell'armata francese

divisa dalla Trebbia 371

Continua la sua ritirata sempre inseguita

dal conte di Cajazzo 372

Patimenti e costanza de' Francesi in questa

ritirata 373

15 luglio. L'armata francese arriva in Asti,

dove si pone in sicuro 375

Carlo dimentica la sua armata per una

pratica amorosa 377

Patimenti del duca d'Orleans chiuso in Novara 379

Desiderio de' Francesi per la pace 380

L'armata italiana si fortifica intorno a Novara 381

1495 Il Comines, spedito alla corte del marchese

di Monferrato, riprende nuove negoziazioni

per la pace 382

Novara viene evacuata dal duca d'Orleans 383

Il baglivo di Digione conduce al re dugento

mila Svizzeri invece dei cinque mila che

doveva assoldare 384

Il duca d'Orleans cerca di persuadere il re

ad approfittarne per rinnovare la guerra 386

I suoi nemici si oppongono a tali progetti 387

Rendono sospetti gli Svizzeri venuti all'armata 387

Carlo VIII tratta col duca di Milano un

parziale trattato 388

10 ottobre. Trattato di Vercelli col duca

di Milano 388

Scontento degli Svizzeri che il re vuole

rimandare con un mese di soldo 389

20 ottobre. Il re parte da Torino ed entra

in Francia pel Delfinato 391

Nuova malattia sparsa in tutta l'Europa in

occasione della spedizione di Carlo VIII 391

CAPITOLO XCVII. _Ferdinando II rientra nel

regno di Napoli e ricupera la sua

capitale. — I Francesi vendono ai nemici

dei Fiorentini le fortezze che occupavano

in Toscana. Sono ridotti a capitolare ad

Atella, ed evacuano il regno di Napoli. Morte

di Ferdinando II._ 1495-1496 394

Gloria acquistata da Carlo VIII, siccome il

solo dei re di Francia che facesse acquisto

in lontane parti 394

Immoralità di un re che tenta una conquista

che non può conservare 395

Altri conquistatori vengono scusati da

progetti di miglioramento, di liberazione

dei popoli, d'ingiurie all'onore nazionale

da cancellarsi 396

Carlo VIII non fa la guerra che per dar

valore a certi diritti ereditarj privi

di giustizia 397

Prima d'entrare in Napoli, poteva prevedere

che non vi si manterrebbe 398

1495 Abboccamento di Ferdinando II con suo padre

e con Gonsalvo di Cordova a Messina 399

Maggio. Occupa Reggio di Calabria 400

I Veneziani prendono Monopoli, e la saccheggiano 401

1495 Gaeta si solleva contro i Francesi, ma

gl'insorgenti sono vinti, svaligiati

ed uccisi 402

Primi prosperi successi di Ferdinando II

in Calabria 403

È sconfitto a Seminara dal d'Aubignì 405

Fine di giugno. Si presenta sotto Napoli

con una flotta 407

7 luglio. Ferdinando è ricevuto in Napoli

dal popolo, mentre che il Montpensiero

viene chiuso fuori delle mura 408

Sforzi de' Francesi per rientrare in Napoli

dalla banda della piazza di Castel Nuovo 409

8 luglio. La città viene chiusa con palafitte,

e tolta ai Francesi, chiusi nelle fortezze,

ogni comunicazione colla campagna 410

Frequenti sortite de' Francesi chiusi ne'

castelli di Napoli 411

Prospero e Fabrizio Colonna prendono servigio

sotto il re Ferdinando 412

Ottobre. Il Montpensiero tratta per

l'evacuazione dei castelli di Napoli 414

Il Precì si avanza per liberare il Montpensiero 415

Sua vittoria ad Eboli sul principe di Matalona 416

1495 Ferdinando riduce con accortezza il Montpensiero

a soscrivere la capitolazione 418

Suo imbarazzo per chiudere la strada di Napoli

a Precì 419

Fortifica i passi presso di Posilippo 420

Precì in forza della capitolazione di

Montpensiero è costretto a ritirarsi 421

Il Montpensiero esce di notte dai castelli

di Napoli, che poi non si consegnano a

norma della capitolazione 422

I Francesi del regno di Napoli sono

compromessi dall'imprudente politica del

loro sovrano in Toscana 423

Ferocia dei Guasconi lasciati dal re in

servigio dei Pisani 424

Carlo VIII si obbliga nuovamente a dare Pisa

ai Fiorentini contro un accrescimento

di sussidj 425

15 settembre. Livorno renduto ai Fiorentini 426

D'Entragues ricusa di ubbidire agli ordini

del re, e di cedere Pisa e le sue fortezze 426

20 settembre. D'Entragues promette ai Pisani

di dar loro entro cento giorni la rocca 427

1496 1.º gennajo. I Pisani, posti in possesso

della loro fortezza, la spianano 430

26 febbrajo. Sarzana e Sarzanello renduto

ai Genovesi 430

30 marzo. Pietra Santa venduta ai Lucchesi 430

Piero de' Medici si avvicina ai confini

de' Fiorentini 431

Chiede ajuto a tutti i nemici de' Fiorentini 432

1495 3 settembre. Tentativi degli Oddi contro i

Baglioni a Perugia 433

1496 Virginio Orsini, dopo avere adunate le sue

truppe a nome dei Baglioni, si avanza per

spalleggiare Pietro de' Medici 435

I principi d'Italia abbandonano Piero de' Medici 435

Virginio Orsini si obbliga a passare nel

regno di Napoli con i Vitelli in servigio

di Carlo VIII 436

Carlo VIII non porge altro soccorso ai

suoi generali nel regno di Napoli 436

La guerra si faceva simultaneamente in ogni

luogo nel regno di Napoli, ma in ogni luogo

assai mollemente 438

I Veneziani mandano il marchese di Mantova

al re di Napoli con un'armata, chiedendo

in compenso cinque città sulla costa

dell'Adriatico 439

1496 Importanza della dogana di Manfredonia, che

percepisce un pedaggio sulle gregge

di passaggio 440

Ferdinando e Montpensiero vogliono avere

quella dogana 441

Settecento fanti tedeschi al soldo di

Ferdinando combattono contro tutta

l'armata francese, e si fanno tutti uccidere 442

Le due armate offrono la battaglia sotto le

mura di Foggia, ma non l'accetta nè l'una

nè l'altra 444

Le mandre di passaggio da Manfredonia sono

lasciate in balìa de' soldati; questi le

uccidono per venderne la pelle 445

Le due armate chiamano a sè i distaccamenti

sparsi in tutte le province del regno 445

Carlo VIII viene pressato a mandare soccorsi

al Montpensiero 446

Annuncia una spedizione in Italia, ed in

appresso la trascura 447

Il Montpensiero lascia l'assedio di Circello

per soccorrere Frangetto di Monforte 449

1496 Gli Svizzeri ricusano di combattere se il

Montpensiero non paga i soldi arretrati 451

Gran parte della sua armata si disperde 451

Il Montpensiero vuole ritirarsi sopra Venosa,

ma è sopraggiunto ad Atella dove viene

assediato 452

Situazione di Atella nella Basilicata 453

Gonsalvo di Cordova, dopo avere battuti a

Laino i baroni angiovini, si unisce a

Ferdinando sotto Atella 454

5 luglio. Sconfitta di un corpo degli uomini

d'armi francesi 455

Sconfitta degli Svizzeri all'abbeveratojo

di Atella 456

20 luglio. Capitolazione di Montpensiero

in Atella 457

23 luglio. Il Montpensiero esce da Atella con

cinque mila uomini ed è condotto a Baja ed

a Pozzuolo 458

Il Montpensiero muore vittima dell'aere

malsano colla maggior parte de' suoi soldati 459

Virginio e Paolo Orsini sono posti in prigione

ad istanza d'Alessandro VI 459

1496 Tutto il rimanente del regno di Napoli, tranne

tre piazze forti, si assoggetta a

Ferdinando II 460

Agosto. Ferdinando II sposa sua zia paterna,

Giovanna 461

7 settembre. Muore di consunzione, in età

di 27 anni 461

CAPITOLO XCVIII. _Guerra di Pisa; i Pisani

soccorsi dal duca di Milano, dai Veneziani

e dall'imperatore Massimiliano. — Tregua

in Italia. — Il Savonarola va perdendo in

Firenze la sua riputazione. — Prova del fuoco

che gli è proposta da un monaco; sua condanna

e morte._ 1496-1498 463

1496 Carlo VIII abbandona l'Italia per darsi tutto

in preda ai piaceri 463

Tutti i Napolitani riconciliati alla casa

d'Arragona a cagione dell'elezione di don

Federico 464

Il solo principe di Salerno rifiuta la pace

e muore in esilio 466

Sommissione delle città in cui i Francesi

conservaronsi più lungamente 466

Guerra di Pisa in Toscana, condotta secondo

il sistema militare che precedette

l'invasione di Carlo VIII 467

1496 I Fiorentini guerreggiano a Pisa nello stesso

tempo contro i nemici de' Francesi e contro

i Francesi 468

Politica di Lodovico Sforza, chiamando i

Veneziani in ajuto de' Pisani 470

I Pisani si alienano dallo Sforza 470

La repubblica di Venezia li riceve

pubblicamente sotto la sua protezione 472

Vantaggi ottenuti dai Pisani sopra i

Fiorentini coll'ajuto degli Stradioti

mandati da Venezia 472

Lodovico Sforza, per tenere i Veneziani

in soggezione, chiama in Italia Massimiliano,

re de' Romani 475

I Veneziani acconsentono di pagare, d'accordo

collo Sforza e col papa, un sussidio al re

de' Romani 476

Massimiliano ordina ai Fiorentini di entrare

nella lega d'Italia 477

Molti rinomati capitani passano a soccorrere

i Pisani 479

Essi cercano di troncare ogni comunicazione

tra Firenze e Livorno 480

Morte di Piero Capponi sotto al castello

di Sojana 480

1496 Massimiliano attraversa la Lombardia con

una così piccola armata, che non ardisce

passare per le grandi città 481

Angustie de' Fiorentini attaccati

contemporaneamente da tanti nemici 482

Le esortazioni del Savonarola li conservano

fedeli al partito francese 483

Gli ambasciatori de' Fiorentini, rimandati

dall'imperatore al duca di Milano, non

vogliono esporgli la loro commissione 484

8 ottobre. Massimiliano s'imbarca a Genova

per passare a Pisa 486

Intraprende l'assedio di Livorno 487

Crudeltà commesse dalle sue truppe a Bolgheri 489

Arrivo di sei vascelli francesi a Livorno,

che vittovagliano il presidio 489

14 novembre. Burrasca che disperde la flotta

dell'imperatore, e lo costringe a levare

l'assedio 490

19 novembre. L'imperatore parte subito alla

volta di Sarzana e Pontremoli 491

Dopo nuove negoziazioni cogli alleati in

Lombardia torna in Germania 492

1496 Durante l'inverno i Fiorentini ricuperano

le castella loro tolte dai Pisani 494

26 ottobre. Alessandro VI pronuncia la

confisca dei beni degli Orsini, che vuole

dare ai suoi figliuoli 495

1497 Assedio di Bracciano sostenuto da

Bartolommea Orsini 496

I Vitelli di città di Castello formano

un'armata per soccorrere gli Orsini 498

L'armata pontificia è battuta dai Vitelli,

ed è fatto prigioniere il suo generale,

il duca d'Urbino 499

Pace tra il papa, gli Orsini ed i Vitelli 500

Carlo VIII manda G. G. Trivulzio in Italia

con una piccola armata 501

Il Trivulzio tenta di eccitare una rivoluzione

in Genova di concerto coi Fregosi, ma è

costretto a ritirarsi 502

Il duca d'Orleans non scende in Italia per

assecondare il Trivulzio, per non

allontanarsi dalla Francia nell'istante

della morte di Carlo VIII 504

5 marzo. Tregua sottoscritta tra la Francia

e la Spagna, cui possono intervenire tutti

gli stati d'Italia 505

1497 A Firenze la suprema autorità passa

alternativamente dal partito dei _piagnoni_

a quello degli _arrabbiati _ 507

Negoziazioni dei Fiorentini colla lega d'Italia 508

29 aprile. Piero de' Medici ne approfitta per

tentare di sorprendere Firenze 509

Il gonfaloniere e quattro de' più riputati

cittadini accusati di essere entrati nella

trama di Piero de' Medici 511

17 agosto. Sentenza di morte pronunciata

contro i prevenuti coll'adesione del

consiglio de' Richiesti 512

21 agosto. Il consiglio de' Richiesti rigetta

l'appello al popolo, interposto dai condannati 513

La signoria dubita di ordinarne l'esecuzione 514

Forme complicate delle deliberazioni della

signoria, rispettate anche in tempo che si

fa violenza agl'individui 515

La sentenza di morte si eseguisce durante

la notte 517

20 agosto. Il Savonarola perde il credito,

per non essersi opposto al supplicio de'

suoi nemici 518

1497 Provoca la corte di Roma predicando contro

la condotta di Alessandro VI, e de' figliuoli

di lui 519

14 giugno. Francesco Borgia assassinato da

Cesare, suo fratello 519

Alessandro VI eccita tutti i nemici del

Savonarola 520

La signoria di Firenze ordina al Savonarola

di non predicare 522

Il Savonarola dichiara che la scomunica del

papa non ha forza quando è ingiusta, e torna

a predicare 523

1498 Il Savonarola fa distruggere sotto pena

d'anatema, tuttociò che sembragli concorrere

al vizio o alla mollezza 524

Il papa fa predicare a santa Croce contro

il Savonarola 525

L'antagonista del Savonarola offre di subire

con lui la prova del fuoco 527

Domenico Bonvicini di Pescia accetta la

disfida pel suo maestro 528

Ardore di tutto il popolo fiorentino per

affrettare la prova del fuoco 528

7 aprile. Rogo apparecchiato per la prova dei

due monaci 530

1498 I Francescani promovono diverse difficoltà

per ritardare la prova 531

Il Savonarola non vuole acconsentire che il

suo discepolo deponga il sagramento per

entrare nel fuoco 532

Una violenta pioggia divide l'adunanza, senza

che abbia luogo la prova 533

Irritazione del popolo contro il Savonarola,

perchè per cagion sua mancò l'aspettato

spettacolo 534

Viene assalito in convento di san Marco, ed

il Savonarola condotto in prigione con due

dei suoi monaci 535

8 aprile. Francesco Valori è arrestato dal

popolaccio ed assassinato da Vincenzo Ridolfi 535

La sovrana autorità viene in mano della parte

nemica del Savonarola 536

Alessandro VI manda due giudici a Firenze per

assistere il processo del Savonarola; ma egli

lo condanna anticipatamente 537

Colla tortura strappano al Savonarola

confessioni, in appresso da lui smentite 538

1498 23 maggio. Il Savonarola viene bruciato sulla

pubblica piazza con Domenico Bonvicini e

Salvestro Maruffi, suoi discepoli 540

Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 12 (of 16) · 第 11 / 13 题