RISERVATI TUTTI I DIRITTI.

_Gli editori_ R. BEMPORAD & FIGLIO _dichiarano contraffatte

tutte le copie non munite della seguente firma_:

[Illustrazione: firma manoscritta]

Firenze, 1897. Tip. Cooperativa, Via Pietrapiana, 46.

_Invece di Prefazione._

Queste Letture Fiorentine su _la Vita italiana_ nei vari secoli,

iniziate ott'anni sono, a cura d'una Società di gentiluomini[1],

hanno fin qui ottenuto una grande e non immeritata fortuna. Per sei

anni consecutivi ebbero la signorile ospitalità d'uno di quei nostri

palazzi, in cui la gentilezza e il buon gusto son domestica gloria,

e presero nome di «Conferenze del Palazzo Ginori»; poi quando il

cresciuto favore crebbe altresì il numero delle ascoltatrici e degli

uditori devoti, convenne alla Società mutar sede. E la fortuna le

fu novamente propizia nell'ottenere ospitalità in un altro palazzo,

quasi di fronte a quello Ginori, in una sala già famosa per antiche

letterarie adunanze, adornata dal pennello di un geniale pittore. Il

_Palazzo Riccardi_ e la _Sala di Luca Giordano_, offerta con premurosa

cortesia dalla Deputazione Provinciale, sempre amica agli studii,

videro crescer nell'inverno e nella primavera del 1896 e del 1897 il

numero dei fedeli a queste letture, per le due ultime serie, quella

sulla vita italiana _durante la Rivoluzione francese e l'Impero_, e

l'altra che or vede la luce sui primi quindici anni del _Risorgimento

italiano_. Soggetti attraentissimi, trattati con l'usata maestria da'

lettori più noti e pregiati, ormai familiari al nostro uditorio, e ai

quali si aggiunsero nuovi e valorosi oratori anche per riempire i vuoti

che nell'eletta schiera ha pur troppo fatto la morte, togliendoci due

cari e indimenticabili amici: Enrico Nencioni e Diego Martelli. E di

questi l'opera e l'ingegno commemorava con caldezza d'affetto e felice

eloquenza, Enrico Panzacchi preludendo al corso di quest'anno con la

conferenza sul _Romanticismo_ che sarà pubblicata nel terzo volume.

Il periodo assegnato alle ultime conferenze che toccano di eventi a noi

più vicini, è senza dubbio il più curioso e importante; anche perchè

questa recentissima storia, che abbiam visto quasi svolgersi sotto gli

occhi nostri, è ne' suoi particolari, nelle sue ragioni politiche,

ne' suoi documenti men nota. La _Società di pubbliche letture_, cui

da prima convenne affrettarsi nel suo cammino per non indugiarsi

ne' secoli più tetri della vita italiana, poi che vide di aver in

gran parte colorito il vagheggiato disegno, pensò di svolgere con

maggiore larghezza questo periodo del _Risorgimento_ dividendolo nei

suoi momenti storici principali, di cui piantò i contrassegni Giosuè

Carducci; negli anni di contrasto, di confusione, di aspettazione che

arrivano fino al 1830, e in quelli di ravviamento, di svolgimento, di

risolvimento che vanno dal 1831 al 1870.

Anche le piacque tentare un'altra novità, e chiamare letterati

stranieri che avessero a parlare di certi argomenti una particolare

competenza, procurando così quello scambio di opinioni e di idee

che giova nella storia a serbare la serenità dei giudizi, affinchè

l'opera, che esce da queste conferenze, viva e feconda, e si perpetua

nel libro letto e cercato nei salotti, nelle scuole, da' giovani,

dalle gentildonne, in Italia e fuori, non sia panegirico di vuota

rettorica, ma offra de' tempi, de' casi, degli uomini, un quadro

animato e veritiero. Perchè il segreto del favore onde le _Conferenze

fiorentine_ sono accolte, quando si pubblicano per le stampe, e quello

dell'efficacia che ormai hanno e possono avere sulla cultura nazionale,

in due cose consiste: nel nesso ideale che le congiunge, e nell'aver

reso piacevole la storia, invitando a trattarne quanti sanno renderne

più facile l'intelligenza, e più attraente la narrazione.

Ricordo un desiderio del Giusti: quello d'esser delle più difficili

questioni addottrinato da persone competenti, che le cose più astruse

spiegassero senza sussiego, con quella semplicità onde si discorre

tra amici a fin di tavola. Allora, quando il Giusti scriveva, le

«conferenze» non erano state inventate, per soddisfare appunto cotesto

desiderio d'imparare senza fatica e senza perdita di tempo. Imparare? E

perchè no, se gli uomini più illustri non disdegnano, anzi ricercano,

di farsi ascoltare dalle uditrici della Sala di _Luca Giordano_, e se

gl'_immortels_ dell'_Académie Française_ tengono ad onore sedere su

quella poltrona di damasco rosso, che ha ormai sentito il peso di tutta

la scienza e la letteratura italiana?

La _Società di letture_, fatta certa del favore onde fu accolto il suo

disegno, non pensa di disertare il campo, fra tre o quattr'anni, quando

il programma della prima serie sulla _Vita Italiana_ sembri compiuto.

Essa si propone di continuare nel suo assunto, poichè il pensiero che

lo inspirava ha superato una difficile prova: quella di pigliar la

forma d'un libro che si fa leggere.

La vita Italiana nel Risorgimento (1815-1831), parte 1 Conferenze fiorentine - Storia · 第 4 / 29 题