_Come messer Filippo di Navarra cavalcò presso a Parigi._
Messer Filippo fratello carnale del re di Navarra, ch’era preso dal re
di Francia, si mise in compagnia del conte di Lancastro, e con molti
cavalieri e arcieri cavalcarono verso Parigi, scorrendo e predando il
paese, senza trovare in campo alcuno contasto, e accostaronsi presso a
Parigi a quindici leghe, e di là elesse messer Filippo mille cavalieri
Franceschi, navarresi e normandi, e con essi cavalcò all’uscita di
gennaio del detto anno infino presso a Parigi a tre leghe, ardendo
ville casali e manieri in grande quantità, e uccidendo e predando bene
alla disperata; e sì avea in quell’ora in Parigi cinquemila cavalieri
armati, e non ebbono ardire d’uscire della città, tanto erano inviliti.
E avendo per questo modo danneggiato il paese, e fatto onta e vergogna
al vilissimo Delfino, raccolta sua preda, con tutta sua gente sano e
salvo si tornò al conte, e di là tutti insieme carichi degli arnesi e
de’ beni de’ Franceschi, e di loro prigioni si tornarono, senza vedere
viso di nemico, in loro paese. In questi dì il Delfino s’era rimesso
nel consiglio e nelle mani di certi borgesi, i quali erano stati
eletti per comune consiglio del popolo di Parigi, e avea giurato nelle
loro mani di fare pace e guerra come per loro si diliberasse. E molti
stimarono che questa fosse la cagione perchè non uscì contro a messer
Filippo di Navarra, potendolo fare con molta maggiore forza per numero
di cavalieri che non avea egli.