_Novità fatte per gli usciti di Lucca._
All’entrata del mese d’agosto del detto anno, messer Arrigo e messer
Gallerano figliuoli di Castruccio usciti di Lucca, con quella gente
d’arme ch’avere poterono in Lombardia apparirono in Lunigiana, e ivi
e di Garfagnana accolsono fanti a piè; e i Lucchesi guelfi usciti da
capo si ragunarono e accozzarono co’ figliuoli di Castruccio, e di
concordia, trovandosi quattrocento cavalieri e duemilacinquecento
fanti, si posono ad assedio a Castiglione, che si guardava per i
Pisani. I Pisani avuto l’aiuto da’ Sanesi, con cui erano in lega e
compagnia, con settecento cavalieri e seimila pedoni uscirono di Pisa
per andare a soccorrere il castello, e a dì 12 d’agosto del detto anno,
trovandosi ne’ campi presso a’ nemici, feciono loro schiere. Gli usciti
di Lucca, veggendosi il vantaggio del terreno, si feciono ordinatamente
loro incontro da quella parte donde li vidono venire. I Pisani si
mostrarono di volerli assalire da quella parte, e cominciaronvi
l’assalto per tenere i nemici a bada; e cominciata la battaglia, il
loro capitano con quella gente ch’e’ s’avea eletta, mentre che d’ogni
parte si mantenea l’assalto, girò il poggio, e montò sopra i nemici
da quella parte onde venia la vittuaglia agli usciti che teneano
l’assedio, e fece questo sì prestamente, che i Lucchesi, ch’aveano
assai di buoni capitani, non vi poterono riparare, ma veduto ch’ebbono
ch’e’ nemici aveano tolto loro la via del pane, non vidono potere
mantenere l’assedio al castello; e però si strinsono insieme, e arsone
il campo loro, e ricolsonsi in alcuna parte ivi presso senza potere
essere danneggiati da’ nemici; e raccolti quivi, senza alcuno danno
di là si partirono salvamente, e valicarono l’alpe, e capitarono nel
Frignano, e di là catuno con accrescimento d’onta, senza altro danno,
perduta la speranza di tornare in Lucca, catuno tornò a procacciare
sue condotte per vivere al soldo, e ’l castello rimase libero
all’ubbidienza de’ Pisani.