_Come il re di Tunisi fu morto._
Innanzi ch’e’ Genovesi prendessono Tripoli di Barberia, il re di Tunisi
avendo assai figliuoli di diverse donne, com’è usanza de’ saracini,
i quali figliuoli male ordinati, non volendo che la successione del
regno venisse a quel loro fratello a cui il re intendea di lasciare la
reale signoria, trattarono e misono ad esecuzione la violente morte del
re loro padre; e rimanendo il reame in vacazione, i baroni occuparono
chi in un paese e chi in un altro le possessioni e ragioni del reame;
e nondimeno alcuni de’ piccoli figliuoli del re che non era partefice
al patricidio feciono re, il quale possedea Tunisi e parte del reame,
ma non l’occupava. In quel tempo avvenne, ch’un figliuolo d’un fabbro
saracino, essendo sperto, e ben parlante, e di grand’animo, ebbe cuore,
trovandosi in Tunisi, d’occupare la città con tirannia; ed essendovi
grande per la sua eloquenza, per la sua industria se ne fece signore,
e reggea e governava quel popolo e quell’antica città a suo volere,
senza lasciarli ritornare alla debita signoria del re di Tunisi; e per
lo male stato di quello reame non era chi lo repugnasse. Per la qual
cosa avvenne, che certi Genovesi ch’aveano veduto il reggimento di
quel tiranno, e sentito com’egli era in odio al re di Tunisi e a’ suoi
baroni, da cui non avrebbe soccorso, e il gran tesoro ch’era in quel
popolo, si pensarono di prendere per ingegno e per forza quella città,
come poi venne loro fatto, secondo che appresso leggendo si potrà
trovare.