CAP. XI.

_Come il re di Tunisi fu morto._

Innanzi ch’e’ Genovesi prendessono Tripoli di Barberia, il re di Tunisi

avendo assai figliuoli di diverse donne, com’è usanza de’ saracini,

i quali figliuoli male ordinati, non volendo che la successione del

regno venisse a quel loro fratello a cui il re intendea di lasciare la

reale signoria, trattarono e misono ad esecuzione la violente morte del

re loro padre; e rimanendo il reame in vacazione, i baroni occuparono

chi in un paese e chi in un altro le possessioni e ragioni del reame;

e nondimeno alcuni de’ piccoli figliuoli del re che non era partefice

al patricidio feciono re, il quale possedea Tunisi e parte del reame,

ma non l’occupava. In quel tempo avvenne, ch’un figliuolo d’un fabbro

saracino, essendo sperto, e ben parlante, e di grand’animo, ebbe cuore,

trovandosi in Tunisi, d’occupare la città con tirannia; ed essendovi

grande per la sua eloquenza, per la sua industria se ne fece signore,

e reggea e governava quel popolo e quell’antica città a suo volere,

senza lasciarli ritornare alla debita signoria del re di Tunisi; e per

lo male stato di quello reame non era chi lo repugnasse. Per la qual

cosa avvenne, che certi Genovesi ch’aveano veduto il reggimento di

quel tiranno, e sentito com’egli era in odio al re di Tunisi e a’ suoi

baroni, da cui non avrebbe soccorso, e il gran tesoro ch’era in quel

popolo, si pensarono di prendere per ingegno e per forza quella città,

come poi venne loro fatto, secondo che appresso leggendo si potrà

trovare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 15 / 289 题