tintura d'iodo un colore rosso-vinoso.
Allorchè s'esaminano al microscopio tessuti contenenti sostanza
amiloide, anche in tracce minime, e si fa uso per la colorazione del
violetto d'anilina, laddove gli elementi istologici ci colorano in
violetto-bleu, la sostanza amiloide si colora in rosso-violaceo.
7.° gruppo: _Albumina coagulata_.
Questo gruppo raccoglie le albumine di tutti i gruppi coagulate con
qualunque dei mezzi adatti ad ottenei la coagulazione. L'albumina
coagulata è insolubile nell'acqua, nell'acido idroclorico, nel nitrato
di potassa, nel cloruro e nel carbonato di sodio, è solubile negli
acidi e nelle soluzioni saline concentrate.
Si presenta sotto varia forma: nella maggior parte dei casi, si
presenta bianca, fioccosa, elastica
8.° gruppo: _Peptone_.
Nasce il peptone dall'azione lenta del succo gastrico e dall'azione
rapida della tripsina pancreatica sugli albuminoidi.
La peptonizzazione ha per scopo fisiologico quello di rendere gli
albuminoidi diffusibili e dializzabili.
I peptoni non precipitano col calore, nè la mercè di acidi, ne di
soluzioni d'alcali fissi; precipitano mercè l'alcool, il sublimato
corrosivo, l'acido tannico, il nitrato d'argento e l'ammoniaca. Il
solfato d'ammonio precipita tutti gli albuminoidi, fuorchè il peptone.
Per prepararlo si fa agire su di un albuminoide o la pepsina o la
tripsina, indi si riscalda e si filtra: il filtrato si tratta con
solfato ammoniaco. Tutti gli albuminoidi precipitano, fuorchè il
peptone, il quale può ottenersi, precipitandolo mediante alcool.
Forse i peptoni sono albuminoidi idrati, infatti, disidratandoli con
anidride acetica o col portarli ad alta temperatura, si ha un corpo
albuminoide, molto simile agli albuminoidi solubili.
Pare anche che i peptoni siano più poveri di carbonio degli
albuminoidi donde s'originarono.
Tutti gli albuminoidi studiati possono aggrupparsi nel seguente
quadro:
{ Albumina dell'uovo } {
{ Albumina del sangue } da soli { coagulabili
Solubili { Pancreatina } { completamente
nell'acqua { Paralbumina coll'aggiunta d'ac. acetico { pel calore.
{ Fermenti solubili {
{ Peptone { incoagulabili
{ Alcali albumina (Caseina)
{ Acidalbumina (Parapeptone) } solubili senza trasformarsi
{ Vitellina } in soluzioni di sali
Insolubili { Miosina } neutri e di acidi.
nell'acqua { Fibrinogeno }
{ Fibrinoplasto }
{ Fibrina
{ Sostanze albuminoidi coagulate
{ Sostanza amiloide
§2.°--_Derivati albuminoidei_
1.° gruppo dei collogeni
2.° gruppo delle cheratine
3.° gruppo delle elasticine
_Sostanze collogene_: trovansi nei tessuti connettivi varii, avendo
per ciascuno di essi una varia composizione centesimale: hanno tutte
la proprietà d'essere insolubili nell'acqua ed in soluzioni alcaline.
A questo gruppo deve ascriversi l'osseina e la condrina:
C_{49.9}H_{6.6}Az_{14.5}O_{28.6}S_{???}, la prima si trova in tutti
i tessuti ossei, la seconda nelle cartilagini e nella cornea. Per
preparare l'osseina basta decalcificare l'osso trattandolo con una
soluzione d'acido cloridrico, indi con etere, per sciogliere i residui
di sostanza grassa.
La condrina si prepara facendo bollire le cartilagini per molte ore e
lavando la massa che se ne ottiene con etere, e poi con molto alcool.
La condrina si rammollisce nell'acqua fredda, laddove l'osseina resta
immutata, l'una e l'altra però si sciolgono nell'acqua bollente.
Coll'ebollizione prolungata si trasformano in colla o gelatina la
quale raffreddata si rappiglia in una massa amorfa, trasparente,
elastica, poco solubile nell'acqua fredda, molto nell'acqua calda.
Bollita con acido solforico dà leucina e glicocolla, epperò questa
vien detta zucchero di gelatina.
La gelatina vien precipitata dall'acido tannico, dall'alcool e dal
bicloruro di mercurio in presenza di acido cloridrico.
I colloidei nel tubo digerente si comportano come gli albuminoidi,
però il succo gastrico toglie loro la facoltà di gelatinificare.
Ai colloidei può aggrupparsi la _mucina_ C_{48}H_{6.8}Az_{8.5}O_{35.8}
la quale, come è noto, è segregata dalle grosse gandole mucose o
dalle membrane mucose: trovasi anche nel connettivo e nel funicelio
spermatico. Chimici insigni credono all'esistenza del solfo nella
mucina.
Le soluzioni di questa in alcali molto diluiti, sono dense, filanti,
nè precipitano mediante il calore. L'acido acetico precipita la
mucina, nè il precipitato si ridiscioglie in un eccesso di reattivo o
in liquidi alcalini: questo carattere lo fa distinguere nell'urina.
Però in questa reazione si deve aggiungere molt'acqua all'urina per
evitar che precipiti l'acido urico e per render meno intensa l'azione
dissolvente sulla mucina del cloruro di sodio.
Le urine con muco presentano la proprietà di dare un grosso fiocco
allorchè dopo d'avere aggiunto dell'ammoniaca si dà al tubo un moto
rotatario: questo fiocco è formato dal muco che impiglia il solfato
ammonico-magnesico formatosi (Renzone).
Nelle articolazioni ha l'importante ufficio di lubrificare la sinovia
epperò rendere scorrevoli le articolazioni: essa è segregata dalle
cellule caliciformi dell'epitelio (Soubbotine); la sua quantità
proprorzionale diminuisce col riposo articolare.
2.° gruppo: delle elasticine.
La elasticina trovasi nei tessuti elastici caratterizzabile per la sua
grande resistenza ai mezzi dissolventi. Essa non dà colla, neppure
colla cottura molto prolungata. La potassa e l'acido acetico la
disciolgono molto lentamente, l'acido cloridrico la scioglie
colorandosi in giallo per la formazione d'acido xautoproteico.
Nell'acido cloridrico allungato si scioglie, ma alla temperatura di
30°, 40°C epperò pare che si debba disciogliere nel succo gastrico
nello stomaco.
3.° gruppo: delle cheratine.
Costituiscono i tessuti cornei. Nelle fibre della sostanza nervosa la
cheratina forma le guaine del Mauthner nonchè i setti intermediarii
d'impalcatura della mielina (Kuhne).
La cheratina è insolubile nel succo gastrico, è insolubile nell'acqua,
nell'alcool, nell'etere. È solubile nell'acqua riscaldata al disopra
della sua temperatura d'ebollizione nella pentola di Papin: del pari è
solubile in soluzioni d'alcali fissi.
§ 3.° _Fermenti ed enzimi_.
Intendesi per fermentazione quel fenomeno chimico per mezzo del quale
una sostanza organica si trasforma in altri prodotti, sotto l'azione
d'un agente modificatore. Questa definizione dice che ocorrono due
corpi nella fermentazione, uno fermentescibile ed un altro capace
d'indurre la fermentazione: quest'ultimo dicesi fermento. E prendendo
questo nome nel senso più largo possiamo dire che esso è di doppia
natura: o è organizzato o è inorganico; si riserba il nome di fermento
al primo, il nome di enzima al secondo.
Questi agenti hanno comune la facoltà di agire in proporzioni minime
e sebbene i fermenti abbiano la facoltà di riprodursi con rapidità
straordinaria, pure il peso di essi complessivo, paragonato a quello
della sostanza fermentescibile, è infinitamente piccolo.
Liebig negava la vitalità del fermento e supponeva che la
fermentazione non fosse altro che un disquilibrio molecolare, che si
trasmettesse come disquilibrio ondulatorio, il quale disturbando il
rapporto atomico dei varii corpi suscitasse in esso uno scuotimento
intimo ed energico, paragonabile alla scintilla, cui seconda un
incendio, al minimo stimolo nervoso, cui tien dietro la contrazione di
miriadi di fibre muscolari.
Il Pasteur con importanti esperimenti, provò che la fermentazione è
dovuto ad esseri organizzati, i quali capitano nei liquidi, cadendo
dall'aria atmosferica, che seco li trasporta: e lo sviluppo dei corpi
nuovi è dovuto all'attività vitale di questi esseri organizzati,
fermenti, per cui essi, nutrendosi, come ogni altra cellula, danno
come prodotto escretorio, mi sia permesso dir cosi, i vari prodotti di
trasformazione. Da altri si dice che i vari fermenti agiscono dando
prodotti chimici che a loro volta agiscono da enzimi.
I fermenti muoiono a temperature inferiori a 4°C e superiori a
55°C, gli enzimi invece disseccati possono esser sottoposti ad un
riscaldamento di 160°C senza perdere la loro attività.
I fermenti perdono la loro azione, trattali con alcool, sublimato,
fenolo, acido salicilico, gli enzimi dell'organismo animale invece
resistono all'azione degli agenti suddetti, di guisa che queste
sostanze antisettiche sono i migliori mezzi per studiar l'azione di
questi fermenti puri dell'organismo, poichè neutralizzano l'azione dei
fermenti organizzati.
Gli enzimi vengono trasportati meccanicamente dai precipitati che si
formano nelle loro soluzioni senza perdere attività.
Dei fermenti alcuni come il micoderma aceti, le monadi vivono
nell'aria ed impiegano l'ossigeno di quest'ultima per trasformare
i corpi organici di cui vivono in ammoniaca, acqua ed anidride
carbonica, altri nell'aria muoiono. I saccoromyces cerevysiae ad
esempio vivono nell'aria epperò diconsi aerobii, i vibrioni invece
nell'aria muoiono, epperò diconsi anaerobii. Il disseccamento non
nuoce ai fermenti, epperò il lievito di birra in commercio vendesi
impastato con amido.
_Fermenti_
_Criptococcus cervisiae:_ sdoppia l'amido della birra, dopo d'averlo
trasformato, in glucosio, in alcool ed anidride carbonica. E
costituito da piccoli otricoli rotondeggianti aggruppati.
_Micoderma aceti:_ figurato da piccolissimi globetti ovoidali sdoppia
il glucosio in alcool ed anidride carbonica.
_Bacillus lactis:_ costituito da lunghi bastoncini determina la
fermentazione lattica: nello stomaco questo batterio ha un periodo di
grande sviluppo al principio della digestione gastrica, arrestandosi
la sua azione pel comparire dell'acido cloridrico il quale lo
distrugge pel suo alto potere antifermentativo.
_Bacillus butiricus_: è a forma di bastoncini: dà la fermentazione
butirica agli albuminoidi, ai grassi ed agli zuccheri.
Il _micrococcus ureae_ induce nell'urina la decomposizione dell'urea
in carbonato d'ammonio.
_Enzimi_
1.° Enzima saccarificante 2.° Enzima inversivo 3.° Enzima coagulativo
4.° Enzima peptogenico 5.° Enzima emulsivo e sdoppiante i grassi
_Enzimi saccarificanti_
La _ptialina_ trovasi nella saliva donde s'ottiene pura aggiungendo
dell'acido fosforico e poi dell'acqua di calce sino ad aver reazione
alcalina: si formerà fosfato di calce che precipitando trascinerà seco
la ptialina. Si raccoglie il precipitato su d'un filtro e si lava con
acqua abbondante: nell'acqua di lavaggio c'è la ptialina che può farsi
precipitare mediante alcool. Vien precipitata dall'acetato di piombo
e dall'alcool; precipitata, ha la forma di polvere bianca amorfa,
solubile nell'acqua.
La ptialina agisce con la maggiore attività in liquidi neutri di
reazione. Il bicloruro di mercurio e l'acido ossalico anche in
soluzioni estremamente diluite impediscono l'azione della ptialina.
Nello stomaco la ptialina, introdotta per deglutizione della saliva
cessa d'aver azione allorchè l'acido cloridrico vien fuori in quantità
sufficiente: questo arresta l'azione zimotica della ptialina in
quantità dell'uno per mille.
Immensa è la potenza saccarificante della ptialina; calcoli recenti
dimostrarono che una parte di enzima saccarifica 40,000 parti d'amido.
_Amilopsina_: è l'enzima diastasico del pancreas il quale agisce molto
energicamente sull'amido cotto e sulla cellulosa (Schmulewitsch). È
solubile nell'acqua e nella glicerina, gli acidi e gli alcali caustici
lo distruggono, l'alcool lo precipita epperò per prepararlo si fa
l'infuso glicerico del pancreas per molte ore, indi si precipita
mediante alcool e si raccoglie su filtro: il raccolto è puro dopo
ripetute lavande e formazion di precipato mercè acqua ed alcool
alternatamente aggiunti.
--Si crede che anche la glandule del Brunner diano un enzima
diastasico (Costa).
--Il succo enterico secreto dalle glandule di Lieberkun, ha azione
sull'amido cotto che trasforma in zucchero: esso è un liquido
gialletto, trasparente di reazione alcalina. Per raccoglierlo si isola
un'ansa intestinale pur lasciandola in continuità col mesentere indi
si cuciono i due tratti dell'intestino tagliato e si uniscono alla
ferita fatta sulla parete addominale, mercè sutura i due capi del
tratto interciso (Vella).
Al metodo suddetto fu opposto il dubbio che il succo enterico così
ottenuto non fosse normale siccome quello che fosse ottenuto in
condizioni non fisiologiche di riposo (Albini). Il metodo di Velia
migliorato dai Prof. Malerba ed Iappelli dette come risultato che il
succo enterico ha azione più inversiva che saccarificante laddove col
metodo dell'ansa sequestrata predominava il potere saccarificante.
--Il succo dell'intestino cieco ha energica azione saccarificante
(Paladino).
_Enzimi invertivi_.
II succo enterico muta il saccarosio in destrosio e levulosio, per
l'invertina o fermento inversivo scoperto da Bernard.
_Enzima peptogenico_:
_Pepsina_: trovasi nel succo gastrico nel rapporto del 3 per mille.
Per separarnelo si adopera il metodo di Wittich che fa l'infuso
glicerico della mucosa gastrica, indi precipita la pepsina mercè
alcool.
La pepsina isolata è una sostanza azotata non albuminoide, è solubile
nell'acqua e nella glicerina, insolubile nell'alcool.
La pepsina ha azione solo in un ambiente acido, scioglie gli
albuminoidi e li trasforma prima in propeptoni, poi in peptoni: un
grammo di pepsina può peptonizzare 3000 gr. di albumina.
Il propeptone si differisce dal peptone perciò che si scioglie solo
nell'acqua lievemente alcalina od acida e precipita mediante aggiunta
d'acido nitrico.
Resistono all'azione del succo gastrico la mucina, la cheratina,
l'osseina, la condrina.
Secondo Schiff la pepsina si genera dalla propepsina la quale però
dicesi pepsinogeno, che differisce dalla prima perchè resiste agli
alcali i quali distruggono invece la pepsina.
Per raccogliere il succo gastrico s'usa il metodo della fistola
gastrica che consiste nel fare una incisione sulla grande curvatura
dello stomaco penetrando evidentemente, dalla parete addominale con un
taglio fatto in corrispondenza di quella: indi si uniscono tra loro
mercè sutura, i bordi rispettivi della incisura addominale con quelli
della incisura gastrica. Nella bocca siffatta si adatta una cannula
d'argento di costruzione speciale, si che afferrando d'intorno le
pareti gastrica ed addominale con un doppio cercine metallico, lasci
nell'interno di esso un canale attraverso del quale può introdursi le
diverse sostanze da studiare o può fluire il succo gastrico secreto
dalle glandule per riflesso d'una stimolazione meccanica, chimica od
elettrica.
Alcuni fisiologi credono che il vago domini con una azione moderatrice
anche sullo stomaco e che uno stimolo sulla mucosa gastrica non faccia
che paralizzare l'azione inibitrice del vago, per cui restando libera
la funzione d'una innervazione (?) intrinseca dello stomaco questa
sollecitasse la secrezione del succo gastrico. E Goltz esperimentò su
di animali operati di fistola gastrica e vide esser più abbondante la
secrezione in quelli che aveva operati di recisione unilaterale del
vago che in quelli in cui la funzione del par vago era normale.
_Tripsina_: è il fermento peptogenico del succo pancreatico.
La sua azione differisce da quella della pepsina, in quanto che questa
agisce in un ambiente acido, quella in un ambiente alcalino o neutra,
o molto debolmente acida. Par che le cellule pancreatiche mettan fuori
un zimogeno, il quale poi vien formato durante la secrezione, per
l'azione di varie sostanze.
La tripsina fu ottenuta dal Kühne come una massa gialla, trasparente,
preparandola col seguente metodo:
Si prende il pancreas di un animale in digestione e si pesta
finamente. S'introduce la poltiglia nell'acqua gelata e si filtra;
il filtrato precipita coll'alcool e il precipitato si tratta
coll'alcool assoluto per rendere insolubili gli albuminoidi; poi
si riprende di nuovo coll'acqua che scioglie il solo fermento. Si
aggiunge a questa soluzione l'uno per cento di acido acetico che
forma un precipitato; si filtra e si lava il residuo: il liquido e
l'acqua di lavaggio, uniti insieme, sono novellamente precipitati
coll'alcool; il precipitato è ripreso coll'acqua a cui si aggiunge
uno per cento di acido acetico e il tutto si riscalda a 40° per
qualche tempo; si forma un nuovo precipitato che si separa per
filtrazione. Il liquido filtrato vien reso alcalino colla soda
caustica ed è portato di nuovo a 40°C; si forma un precipitato
in massima parte fatto di sali terrosi. Separato il deposito, si
concentra il liquido e si sottomette alla dialisi che lascia
passare i peptoni, la tirosina e la leucina. Nel dializzatore
resta un liquido, il quale evaporato a dolce calore, lascia un
residuo giallastro, trasparente, alquanto elastico, che in massima
parte, è costituito da tripsina. (Malerba)*
La tripsina, così preparata, è solubile nell'acqua, insolubile nella
glicerina.
--Pare che il succo enterico abbia anche un potere peptogenico su
qualche albumina: secondo Schiff e Boas ha azione su molte albumine,
non sulla sola fibrina, come credeva Thiry.
I professori Malerba, Boccardi e Iappelli, per studii recenti, credono
che il succo enterico non abbia facolta peptogena sulle sostanze
albuminoidi.
_Enzimi sdoppianti i grassi ed emulsivi_
Si ammette che già i grassi neutri subiscano nello stomaco una
parziale decomposizione in acidi grassi e glicerina: a questa funzione
provvede soprattutto la _steopsina_ del succo pancreatico.
Essa è solubile nell'acqua: facendo un infuso acquoso del pancreas ed
aggiungendo a questo dell'ossido di magnesia, la steopsina trovasi nel
precipitato.
L'emulsione dei grassi è data dalla bile, dal succo pancreatico e dai
succhi intestinali. La bile da ad essi una emulsione grossolana, che
presto sparisce: il succo pancreatico da invece una emulsione fina e
che più non scompare; epperò la bile ed il succo pancreatico agiscono
cospirantemente allo scopo di ottenere una emulsione completa.
La bile favorisce l'azione steolitica del succo pancreatico e
saponifica, del pari che i succhi enterico e pancreatico, gli acidi
grassi formati dallo sdoppiamento dei grassi neutri.
I saponi formatisi vengono assorbiti facilmente: essi favoriscono
moltissimo il passaggio attraverso le mucose intestinali dei globetti
di grasso in emulsione, epperò, com'e chiaro, il succo pancreatico e
la bile agiscono d'accordo nella digestione dei grassi.
Il succo enterico, alcalino, contribuisce all'emulsione e
saponificazione dei grassi.
§ 4.° _Pigmenti_.
Son dette pigmenti molte sostanze azotate dell'organismo, cui il
colore caratteristico fa aggruppare in una sola categoria.
E di questi alcuni possedon ferro nella loro molecola, come l'ematina,
l'emina, la melanina, altri non ne possiedono.
_Ematina_ C_{96}H_{51}Az_{6}O_{18} è il pigmento rosso del
sangue formatosi dalla ossidazione dell'emocromogeno, sostanza
cristallizzabile, che trovasi nei corpuscoli rossi del sangue in uno
stroma speciale.
Può ottenersi trattando l'emoglobina con soluzione di soda a 100°C in
completa assenza d'ossigeno.
L'ematina è una polvere rosso bruna, a riflesso metallico, insolubile
nell'acqua, nell'etere, nell'alcool, solubile negli alcali, anche
molto diluiti. Può ottenersi precipitandola dalle sue soluzioni mercè
acqua di calce o di barite.
E una sostanza dicroica presentando una colorazione verde, allorchè
la si guarda attraverso, una colorazione rosa, guardandola con luce
riflessa.
Allo spettroscopio si comporta diversamente secondochè le soluzioni
sono acide od alcaline: nel primo caso, dà tre strie d'assortimento:
una tra C e D, l'altra tra D ed E, la terza tra E ed F di Fraünhofer.
La soluzione alcalina dà una sola grossa stria tra C e D.
Oltre l'uso dello spettroscopio, v'ha molti mezzi chimici per
riconoscere l'ematina nei vari liquidi: Per riconoscerne la presenza
patologica nell'urina si aggiunge della potassa caustica, mercè cui
precipiteranno i fosfati terrosi, i quali sono colorati più o meno
fortemente in rosso.
Altra reazione: si mettano in un tubo da saggio 2 c.c. di tintura di
guaiaco e 2 c.c. di essenza di trementina e si agiti sinchè il liquido
avrà assunto un colorito bianco latte, per trovarsi in sospensione in
minuti globetti la tintura nell'essenza di trementina; si versi questa
pian piano in un tubo da saggio contenente urina: se l'urina contiene
ematina, mostrerà, nel piano di contatto, prima un alone azzurro, poi
un precipitato resinoso, tinto in azzurro.
Si renda alcalina l'urina con ammoniaca, indi si aggiunga un po'
d'acido tannico, in soluzione acquosa, e poche gocce d'acido acetico e
si riscaldi. S'avrà in poche ore un precipitato bruniccio di tannato
di ematina.
Ho notato che, aggiungendo una goccia di soluzione alcolica di
ematossilina, all'urina contenente ematina, in un tubo da saggio,
precedentemente alcalinizzata con solfato di sodio, si ha una
colorazione bruniccia: aggiungendo del permanganato di potassa si
colorirà in verde, se conteneva ematina.
Aggiungendo all'ematina acido solforico concentrato, si ha un pigmento
privo di ferro, ematoporfirina.
_Emina_ C_{68}H_{70}Az_{???}Fe_{???}O_{10} 2Cl: è come vedesi un
cloridrato d'ematina.
È insolubile nell'acqua, solubile nell'alcool e nell'etere e nelle
soluzioni alcaline; è precipitata dagli acidi.
Si presenta come polvere bleu scura; osservandola al microscopio
appare formata di piccoli cristallini rombici.
Per ottenere dei bei cristalli di emina, si fa cadere una piccola
goccia di cloruro di sodio, in soluzione, su di un vetrino
portoggetti, su cui siavi una goccia di sangue, indi si aggiunge
un'altra goccia d'acido acetico e si riscalda il vetrino alla lampada.
Volendo riconoscere una macchia di sangue, a scopo medicolegale, si
ricorre alla formazione dei cristalli d'emina facendoli formare nel
modo suaccennato, da una soluzione, in acqua tiepida, della macchia
raschiata accortamente dall'oggetto su cui il sangue era caduto.
Per certificarsi dalla natura dei cristalli formatisi, si fa
cadere sul vetro portoggetti, in vicinanza del margine del vetrino
coproggetti, una goccia d'ammoniaca; questa si fa strada nello spazio
capillare tra i due vetri, e cosi i cristalli più non si vedono:
aggiungendo una goccia d'acido acetico, i cristalli ricompariranno.
_Ematoidina_ C_{30}H_{18}N_{2}O_{6}. Trovasi nei focolai emorragici;
l'ho trovato una volta in un piccola ecchimosi sottocutanea della mia
mano. È un pigmento di color arancio, cristallizzato in piccoli rombi.
Nei focolai emorragici si trova un'altro pigmento non cristallizzato.
_Melanine_. Son dei pigmenti neri che trovansi nell'occhio, di cui
colorano la coroide, nel reticolo di Malpighi, nei peli, nel sangue,
nel fegato, nell'urina, sotto forma di piccole granulazioni. È
insolubile nell'acqua, nell'alcool, nell'etere; negli acidi minerali,
nell'acido acetico: epperò la difficoltà che presenta a disciogliersi
è la caratteristica di questo pigmento.
Latschenberger crede che la melanina sia nel fegato il punto di
passaggio tra la ematina e i pigmenti biliari.
_Pigmenti biliari_.
_Bilirubina_ C_{16}H_{18}AzO_{3}: è il pigmento normale della bile, di
colore giallo rossastro.
Può ottenersi dalla bile, agitando in questo del cloroformio, che lo
scioglierà ed evaporando la soluzione.
È cristallizzabile in tavole rombiche gialliccie.