_In morte di M. Brunetto._
Ritengo più che posso mio coraggio
In questo caso tanto disastroso;
Ma non mi val Brunetto gaioso:
Poichè se' morto, altro più ben non aggio.
Troppo ricevo al tuo morir dannaggio;
Troppa ragione ho d'esser doglioso.
Dove consiglio, oimè! dove riposo
A' mie' bisogni 'n nessun troveraggio?
I' voglio dipartirmi; e ammantellato
Andar vagando come pellegrino,
Sin che trovo uno bosco disertato.
Voglio cangiare con l'acqua lo vino,
In ghiande lo mio pane dilicato;
Pianger la sera, la notte, e 'l mattino.