Forse lo spron ti move
Che discritte ti prove
Di far difesa e scudo.
. . . . . . . . .
. . . . . . . . .
Ma sei del tutto sicuro,
Che tue difensione
. . . . . . . . .
E fallati drittura.
Una propria natura
Ha dritta benvoglienza;
Che riceve increscenza
D'amare ogne fiata,
E lunga dimorata:
Nè paese lontano
Di monte nè di piano
non mette oscuritade,
In verace amistade.
Dunqua pecca e disvia
Chi buon amico oblia.
E tra li buoni amici
Sono li dritti offici
Volere e non volere:
Ciascun è da tenere
Quello che l'altro vuole
In fatto ed in parole.
Quest'amistà è certa.
Ma della sua coverta
Va alcuno ammantato,
Come rame 'ndorato.
Così in molte guise
Son l'amistà divise,
Perchè la gente invizia
La verace amicizia.
S'amico ch'è maggiore
Vuol esser a tutt'ore
Per te come leone;
Amor bassa e dispone;
Perchè in fina amanza
Non cape maggioranza.
Dunque riceve 'nganno
Non certo sanza danno
Amico (ciò mi pare)
Ch'è di minor affare,
Ch'ama veracemente
E serve lungamente:
Donde si membra rado
Quelli, ch'è 'n alto grado.
Ben sono amici tali,
Che saettano strali;
E danno grande lode
Quando l'amico l'ode:
Ma null'altro piacere
Si può di loro avere.
Così fa l'usignuolo,
Che serve al verso solo:
Ma già d'altro mistero
Sai che non vale guero.