XXX.[5]

Forse lo spron ti move

Che discritte ti prove

Di far difesa e scudo.

. . . . . . . . .

. . . . . . . . .

Ma sei del tutto sicuro,

Che tue difensione

. . . . . . . . .

E fallati drittura.

Una propria natura

Ha dritta benvoglienza;

Che riceve increscenza

D'amare ogne fiata,

E lunga dimorata:

Nè paese lontano

Di monte nè di piano

non mette oscuritade,

In verace amistade.

Dunqua pecca e disvia

Chi buon amico oblia.

E tra li buoni amici

Sono li dritti offici

Volere e non volere:

Ciascun è da tenere

Quello che l'altro vuole

In fatto ed in parole.

Quest'amistà è certa.

Ma della sua coverta

Va alcuno ammantato,

Come rame 'ndorato.

Così in molte guise

Son l'amistà divise,

Perchè la gente invizia

La verace amicizia.

S'amico ch'è maggiore

Vuol esser a tutt'ore

Per te come leone;

Amor bassa e dispone;

Perchè in fina amanza

Non cape maggioranza.

Dunque riceve 'nganno

Non certo sanza danno

Amico (ciò mi pare)

Ch'è di minor affare,

Ch'ama veracemente

E serve lungamente:

Donde si membra rado

Quelli, ch'è 'n alto grado.

Ben sono amici tali,

Che saettano strali;

E danno grande lode

Quando l'amico l'ode:

Ma null'altro piacere

Si può di loro avere.

Così fa l'usignuolo,

Che serve al verso solo:

Ma già d'altro mistero

Sai che non vale guero.

Pataffio - Tesoretto · 第 56 / 66 题