XXIII.[4]

Al fino amico caro,

A cui molto contraro

D'allegrezza e d'affanno

Pare venuto ogne anno;

Io Brunetto Latino

Che nessun giorno fino

D'avere gioia e pena,

Come ventura mena

La rota a falsa parte;

Ti mando 'n queste carte

Salute e intero amore.

Ch'i' non trovo migliore

Amico che mi guidi,

Ed a cui più mi fidi

Di dir le mie credenzie:

Che troppo ben sentenzie,

Quando chero consiglio

Intra 'l bene e 'l periglio.

Or m'è venuta cosa

Ch'i' non poria nascosa

Tener, ch'io non ti dica:

Pur non ti sia fatica

D'udire 'nfino al fine.

Amico, tutte han fine

Mie parole mondane,

Ch'i' dissi ogne ora vane.

Per Dio mercè ti mova

La ragione e la prova:

Che ciò che dir ti voglio,

Da buona parte accoglio.

Non sai tu che 'l mondo

Si poria dir nonmondo;

Considerando quanto

Ci hanno 'mmondezza e pianto

Che trovi tu che vaglia?

Non vedi tu san faglia,

Ch'ogni cosa terrena

Porta peccato e pena?

Nè cosa ci ha sì clera,

Che non fallisca e pera?

E prendi un animale

Più forte e che più vale;

Dico che 'n poco punto

È disfatto e disgiunto.

Ahi uom perchè ti vante,

Vecchio, mezzano, e fante?

Di che vai tu cenando?

Già non sai l'ora o quando

Vien quella che ti porta;

Quella che non comporta

Officio o dignitate.

A Dio quante fiate

Ne porta le Corone,

Come basse persone!

Giulio Cesar maggiore,

Lo primo Imperadore,

Già non campò di morte;

Nè Sanson lo più forte

Non visse lungamente.

Alessandro valente

Che conquistò lo mondo,

Giace morto 'n profondo.

Ansalon per bellezze,

Ettor per arditezze,

Salamon per savere,

Attavian per avere

Già non campò un giorno

Fuori del suo ritorno.

Pataffio - Tesoretto · 第 49 / 66 题