II.

Piano dell'opera.

Ecco un'altra superfluità che si pretende nei libri; v'ha egli

bisogno che un'opera abbia un piano? o almeno che si sappia trovarlo

dall'autore? Alcuni pongono innanzi l'esempio dei maestri di musica

o le orecchie di quelli che li sentono: quando fanno la sinfonia

del melodramma, in poche note v'infondono tutta l'indole della

composizione; in un momento siete trasportati dall'ameno dei campi

al rimbombo del tuono, al fragor dei cannoni, agli sdegni di guerra,

alle paci degli amanti, e chi se ne intende, pregusta tutta la grande

tela che seguita. Eh l'è un bell'esempio! dovrebbero seguirlo tutti

gli autori dei libri; porre in principio, se è un trattato filosofico

o di scienze, un'idea, come usarono Vico e gli enciclopedisti; se

un romanzo, un sunto a forma di novella; sarebbe una cuccagna, il

più bel progresso de' nostri lumi: la maggior parte de' lettori,

udita la sinfonia, se ne andrebbero, e tutti i giornali ad ogni

modo parlerebbero dell'opera dandone l'estratto.... Ma capisco, è un

chiedere troppo; non è tanto facile ad un autore compendiarsi, perchè

sovente non sa rendere ragione a sè stesso di ciò che abbia cantato in

un grosso volume.

Per queste buone ragioni dimando anch'io umilmente perdono, se

non valgo più degli altri autori; però, perchè non voglio in tutto

rinnegare l'utile, se non so imitare i maestri di musica, seguirò

l'esempio de' coreografi. Al primo alzar del sipario, essi sogliono

attelare sul palco tutta la gente che hanno parte al ballo, dal re fino

al fante, amici e nemici, e sovente anche quelli che devono arrivare da

lontani paesi; tutte quelle creature fanno quattro smorfie, una danza

fragorosa, si mischiano, si confondono, quasi non se ne cava più nulla;

ma in fine a gran ventura capita un messo, un carro, un temporale; si

acqueta quel fragore, tutti si dividono e ricomincia l'azione.

Terrò anch'io lo stesso metro; porrò innanzi assembrata tutta la

compagnia di maghi e di streghe. Così, amabili lettrici, vi spicciate

presto, un'occhiatina mentre fate vista di guardare al volume, e se è

gente che non vi garba, lo restituite, e lasciate pure che il librajo

faccia compianto coll'autore. Anzi, se volete proprio il mio parere,

è meglio che lasciate il libro, non vi è nè ut.... nè dil.... Zitti,

udite che baccano; lo spettacolo incomincia, mano ai cannocchiali:

vediamolo.

Le streghe dono del folletto alle signore · 第 9 / 104 题