Piano dell'opera.
Ecco un'altra superfluità che si pretende nei libri; v'ha egli
bisogno che un'opera abbia un piano? o almeno che si sappia trovarlo
dall'autore? Alcuni pongono innanzi l'esempio dei maestri di musica
o le orecchie di quelli che li sentono: quando fanno la sinfonia
del melodramma, in poche note v'infondono tutta l'indole della
composizione; in un momento siete trasportati dall'ameno dei campi
al rimbombo del tuono, al fragor dei cannoni, agli sdegni di guerra,
alle paci degli amanti, e chi se ne intende, pregusta tutta la grande
tela che seguita. Eh l'è un bell'esempio! dovrebbero seguirlo tutti
gli autori dei libri; porre in principio, se è un trattato filosofico
o di scienze, un'idea, come usarono Vico e gli enciclopedisti; se
un romanzo, un sunto a forma di novella; sarebbe una cuccagna, il
più bel progresso de' nostri lumi: la maggior parte de' lettori,
udita la sinfonia, se ne andrebbero, e tutti i giornali ad ogni
modo parlerebbero dell'opera dandone l'estratto.... Ma capisco, è un
chiedere troppo; non è tanto facile ad un autore compendiarsi, perchè
sovente non sa rendere ragione a sè stesso di ciò che abbia cantato in
un grosso volume.
Per queste buone ragioni dimando anch'io umilmente perdono, se
non valgo più degli altri autori; però, perchè non voglio in tutto
rinnegare l'utile, se non so imitare i maestri di musica, seguirò
l'esempio de' coreografi. Al primo alzar del sipario, essi sogliono
attelare sul palco tutta la gente che hanno parte al ballo, dal re fino
al fante, amici e nemici, e sovente anche quelli che devono arrivare da
lontani paesi; tutte quelle creature fanno quattro smorfie, una danza
fragorosa, si mischiano, si confondono, quasi non se ne cava più nulla;
ma in fine a gran ventura capita un messo, un carro, un temporale; si
acqueta quel fragore, tutti si dividono e ricomincia l'azione.
Terrò anch'io lo stesso metro; porrò innanzi assembrata tutta la
compagnia di maghi e di streghe. Così, amabili lettrici, vi spicciate
presto, un'occhiatina mentre fate vista di guardare al volume, e se è
gente che non vi garba, lo restituite, e lasciate pure che il librajo
faccia compianto coll'autore. Anzi, se volete proprio il mio parere,
è meglio che lasciate il libro, non vi è nè ut.... nè dil.... Zitti,
udite che baccano; lo spettacolo incomincia, mano ai cannocchiali:
vediamolo.