_Nel carnevale passato certo gentiluomo pagò mille lire una parrucca da
mettere in capo al suo cocchiere onde apparisse mirabile in corso! —
Pochi anni avanti, VITALIS, giovane genio svedese, moriva di fame
all’ospedale di Upsala! — E questo, già come sapete, è il secolo
_superior fine_ della Intelligenza e della Carità._
_Conoscendo che Voi, non estimandovi migliore dei nostri padri, nel
pensiero di suscitarne la memoria col mezzo delle Belle Arti avevate
deciso commettere dieci quadri a Pittori di antica fama, e a Pittori che
dovevano formarsene una nuova, vi raccomandai il giovane pittore ENRICO
POLLASTRINI, mio concittadino._
_A questa mia raccomandazione rispondeste: avere commesso immediatamente
un quadro, che doveva rappresentare la _Morte del duca Alessandro_, al
mentovato giovane, aprendogli così il campo ad onorare la sua Patria, se
stesso, ed anche Voi, che lo avete protetto, — ov’egli faccia, come
spero, opera egregia._
_Io desiderava pertanto manifestarvi pubblicamente la mia gratitudine
per questo fatto; e, come vedete, colgo la prima occasione che mi viene
offerta, intitolando a Voi questo Racconto._
_Accettatelo com’io ve lo mando, cioè non come dimostrazione d’ingegno,
ma come testimonianza di animo grato._
_E questa mi sembra una Dedica che io possa fare, e Voi accogliere,
senza che ne dobbiamo arrossire ambedue. Addio._
Vostro affezionatissimo amico,
F. DOM. GUERRAZZI.