Gronco, che dentro a le caverne nasce
E per natura arengo lo nutrica,
Fin ch’è grande, lì dentro lo pasce.
Mustrali el cibo con l’usata branca;
Con l’altra occultamente lo nimica;
Tanto lo strenge, che soa vita manca.
Cossì fa lo nimico de la gente,
Che mostra de delecto la dolce esca;
Fino a la morte pasce nostra mente.
In questo mare grande e spaziuso,
Con diversi ami, dolcemente pesca:
Beato è quello che volta lo muso
E mette a la soa gola el freno e ’l camo, [L. c. 44]
A ciò che preso non sia da questo amo.