CAPITOLO XXVI[126]

Gronco, che dentro a le caverne nasce

E per natura arengo lo nutrica,

Fin ch’è grande, lì dentro lo pasce.

Mustrali el cibo con l’usata branca;

Con l’altra occultamente lo nimica;

Tanto lo strenge, che soa vita manca.

Cossì fa lo nimico de la gente,

Che mostra de delecto la dolce esca;

Fino a la morte pasce nostra mente.

In questo mare grande e spaziuso,

Con diversi ami, dolcemente pesca:

Beato è quello che volta lo muso

E mette a la soa gola el freno e ’l camo, [L. c. 44]

A ciò che preso non sia da questo amo.

L'Acerba · 第 83 / 144 题