E l’aquila per tempo se renova,[92] [L. c. 34]
Volando ne la excelsa parte ardente,
Chè sotto la vecchiezza ella sè cova.
Nel gran volato, le sue penne ardendo,
Reprende iovinezza; e ciò consente
Natura, presso a l’acqua ella cadendo.
Stando nel nido con li piccoli nati,
Verso li raggi fa ciascun mirare:
De quel che vede li occhi ’maculati,
Che non son fermi aperti verso ’l sole,
Beccandolo, comenza a desdegnare;
E nel so nido mai star plù non sole.
Ov’è ’l so nido, non li sta da presso [C. c. 32 t.]
Nessun auselo, se non vol morire
E da soe branche esser da cesso[93].
De soa rapina sempre lassa parte;
Piccoli animal non vol mai ferire;
Vegendo lor temer, tosto se parte.
Così me renova nel piacer costei.
Et arde de vergogna la mia mente,
Quando s’agrava pur de seguir lei:
Spandendo l’ale de la soa vertute,
Allora cresce lo intellecto agente,
Mirando de bellezza la salute.
E chi con lo suo sguardo non remira
Al so Fattore e depreme ’l viso
Costei desdegna, per cui lo corso spira.
Le lagreme pur bagnano la terra,
Essendo da costei così diviso, [L. 34 t.]
Che per defecto cade in la soa guerra.
Si como donna de le iuste genti,
Desprege d’onne vicio radice
Dal cor che mostra po’ l’acti possenti:
Avendo misericordia e caritate,
A la vilità del mondo contradice,
Facendo degna nostra umanitate;
Da li occhi soi nascendo tal piacere,
Che fa beato l’omo nel vedere.