ALTRE OPERE DI CECCO

Oltre i sonetti a Cecco attribuiti e che riportiamo in appendice, le

opere latine di lui sono le seguenti:

I — _De principiis Astrologiae_, novamente scoverto, di sul cod.

miscell. Vaticano 2366 del sec. XIV dal Boffito, che lo pubblicò,

illustrandolo, in _Gior. stor. de Lett. ital._, 1903, Suppl. n.

6, e a Firenze, L. Olschki, 1905, in 8., pp. 64, con tav. È un

commento, d’indole prevalentemente astrologica, all’opera più famosa

dell’astronomo e astrologo arabo del sec. X, Abdel-Haziz Al-cabiti,

conosciuto col nome latinizzato di _Alcabizio_.

II — _De morbis cognoscendis ex aspectu astrorum_, che l’Alidosi,

l’Andreantonelli ed altri riferiscono sotto questo titolo: _Ratio

cognoscendi ex sideribus quinam morbi laethales sint quive non_. Forse,

un commento ai _Pronostici_ di Ippocrate, secondo il Boffito.

III — _Epistola seu tractatus de qualitate planetarum_, menzionata in

_Tractatus in Sphaeram_. Secondo il Boffito, sarebbe stata un’epistola

didattica indirizzata al cancelliere della città di Bologna, in cui

si agitava la questione sulla costituzione dei cieli, se cioè fossero

questi d’una sola o di più specie.

IV — _Commentarii in Logicam_, citati da molti biografi, e che il

Boffito crede doversi accogliere con benefizio d’inventario. L’Appiani

dice che dovrebbe trovarsi nella Bibl. Barberina di Roma. (Bariola,

_op. cit._ pag. 191).

V — _Tractatus in Sphaeram_, di cui si hanno queste edizioni: 1.

Basilea, 1485, irreperibile (Castelli); ma non si trova neppure

menzionata nelle bibliografie e repertori più noti. 2. Venezia, senza

data. 3. così intit.: _Sphaera mundi tribus commentis nuper editis,

videlicet Cicchi Esculani, Francisci Capuani de Manfredonia, Iacobi

Fabri Stapulensis. Impressum, Venetiis, per Simonem Papiensem dictum

Bevilacquam_, 1499, in f. con molte fig. astronom. incis. in legno e

marca tipografica. L’Hain, sotto il n. 14125, ne descrive due ediz.

con la stessa data, ma con lievi differenze, rilevate da L. Olschki

nel n. 1126 dei _Monumenta Tipographica_, in _Bibliofilia_, Fasc.

Settembre-Ottobre 1902. Un esemplare nella collezione del comm. C.

Lozzi. Queste due ediz. furono anche descritte dal Boffito nella prima

Memoria sulla _Quaestio de aqua et terra_, in _Mem._ d. R. Accad. di

Torino, ser. II, t. 51, p. 108, n. 1 e 122, n. 2. Vi sono poi le ediz.:

4. Venezia, Giunti, 1518, in f., di cui un esempl. presso il Lozzi; 5.

Venezia, 1519, apud Iac. Pentium de Lencho, di cui un esempl. nella

Bibl. Casanatense di Roma; 6. Venezia, 1559. È un commento, d’indole

prevalentemente cosmografica, alla _Sfera_ dell’astronomo inglese Iohn

Halifax da Holywood, detto il _Sacrobosco_, nato nella contea di York

sui primi del sec. XIII e morto a Parigi nel 1256.

VI — _De quodam modo physonomiae._ (Cod. perg. in 4., secc. XIII-XIV,

con belle miniature, in calce al vetusto cod. dell’_Acerba_ della Bibl.

Laurenziana, plut. 40, n. 52). Pubblicato dal Boffito nel _Gior. stor.

d. Lett. ital._, 1903, Suppl. n. 6. Il Bandini (Catal. V. 74, Firenze,

1778) «fu il primo e forse l’unico, secondo il Boffito, a sospettare

che questo trattatello, adespoto e anepigrafo, dovesse attribuirsi

all’Ascolano. Per parte mia son confermato nel medesimo sospetto dalla

somiglianza che presenta col cap. 3. lib. II (_alias cap._ 1. lib.

III.) dell’_Acerba_ e da altre ragioni interne. Coi trattati di altri

fisonomisti (Pseudo-Aristotele, Polemone, Adamanzio sofista, Avicenna,

Razi, Michele Scoto, ecc.) vi ha pure, è vero, qualche somiglianza, ma

non tanta. Altri cod. delle bibl. fiorentine contengono, per lo più,

adespoti dei trattatelli di fisonomia, ma sono differenti dal nostro.

(Riccard. 2224, 1270, 1166; Magliab. cl. 20 cod. 10 e 34; Strozz., cl.

20, cod. 55, ecc.)».

VII — _Esculeus, sive Liber de ascensione signorum_, che l’Haenel

(_Catalogi librorum mss. qui in bibliothecis Galliae, Helvetiae,

Belgii, Brit., Hisp., Lusit. asservantur_. Lipsiae, 1830, col. 518)

ed altri citavano come esistente nella Hofstadtbibliothek di Basilea;

ma che il Boffito trovò che era una mistificazione. Invece, pubblicò

nel citato Suppl. n. 6 del _Gior. stor. della Lett. ital._, 1903,

_l’Esculeo_, che per cortesia del Delisle ebbe in fotografia dalla

Bibl. Naz. di Parigi, Cod. Lat. 9335, c. 22 r., col. 1.-23 r., col. 2.:

_Liber esculei de ascensionibus incipit_. Si vede però chiaramente,

egli dice, «che non si tratta che di un commento o trattato di

Ipsicle (sec. 2. av. C.?), che non è credibile che si debba alla penna

dell’Ascolano, ma a quella, almeno nel testo greco, di Ipsicle stesso,

stranamente deformato nella pronuncia in _Esculeo_. Cfr. G. Friedlein,

_De Hypsicle mathematico_, nel _Bull. di storia e bibl. d. sc. mat. e

fis._ di B. Boncompagni, VI, 493-529. Cfr. anche di questo _Bull._,

V, 353; XIV, 193; XIX, 345. L’_Anaforico_ di Ipsicle fu pubblicato

a Parigi nel 1657 da Giacomo Mentelio, ma in una versione molto

differente dalla nostra. Cfr. _Bull._ cit., VI, 526».

VIII — _De eccentricis et epicyclis_ (Da un cod. misc. cart. della

Bibl. Palatina di Parma, n. 984 del sec. XV), pubblicato nel 1905, in

_Pubbl. dell’Osserv. del Collegio alle Querce_, Firenze, Serie in 4.,

n. 7, dal Boffito, il quale la giudicò «opera che pur dal titolo appare

più seria e grave e degna in ogni modo d’esser presa in considerazione

anche dagli odierni scienziati, come quella che concerne una pagina

della storia delle scienze non ancora ben decifrata neppure ai nostri

giorni». È una lezione tenuta su questo argomento da Cecco, verso il

1324, nell’Università di Bologna.

IX — Le tre lettere giocose, in latino, che Francesco Novati pubblicò

nel _Gior. stor. d. Lett. italiana_, I, 62 traendole dai Codd.

Corsiniano 33 E 23 e Marciano XIV 69, ritenute, del resto, apocrife dal

Castelli e da Vittorio Rossi. In due di esse, l’autore, rivolgendosi

ai _fiorini_ e ai _danari_, si fa _una stoica invettiva contro la

plutocrazia_; nella terza, individua il suo amore in una suor Lucia,

clarissa d’un monastero di Empoli o di Eboli o di Ascoli (il nome della

città non si legge bene).

L'Acerba · 第 20 / 144 题