Mohammed-Alì 1801
Ibrahim ben-Mohammed-Alì 1848
Abbas ben-Toussoum 1849
Saïd ben-Mohammed-Alì 1859
Ismail ben-Ibraim 1863
Tewfik ben-Ismail 1879
Abbas II--Hélmi attuale Khédive 1892
Nell'esporre il quadro cronologico delle dinastie egizie, si è
osservato che nella XVIII dinastia figura pel primo il re Ammon o Ahmès
I con 25 anni di regno, dal 1703 al 1678 avanti l'êra cristiana, vale a
dire 3574 anni or sono.
Tuttavia, con questa data abbastanza remota, gli archeologi continuano
a classificare, sotto la denominazione di Nuovo Impero la 18ª dinastia
e le altre che vengono dietro; eppure mettendo a confronto la storia
egizia con quella ebrea e greca risulta, che il passaggio del Mar
Rosso, per parte degli Ebrei, si effettuò durante le dinastie egizie
18ª e 19ª e che la guerra di Troia si svolse durante la 20ª dinastia
egiziana.
Su questa base gli scienziati continuano a chiamare Nuovo Impero il
tempo trascorso sotto le due dinastie egizie 21ª e 22ª, mentre durante
la 21ª gli Egiziani strinsero alleanza col Re Salomone e durante la 22ª
dinastia assediarono in Gerusalemme il Re Roboamo.
Qui non so resistere al desiderio di trascrivere un brano di orazione
funebre in onore di un gran Sacerdote di Ammon o Ahmès I, che visse
3574 anni or sono. I sentimenti espressi in quella Orazione dimostrano
chiaramente il grado di civiltà di quei tempi.
Questo frammento si trova riportato in un libro inglese (_The Land of
Wonders_), che il mio amico commendatore Salvatori, durante il nostro
viaggio nell'alto Egitto mi tradusse, parola per parola, in italiano ed
io, nel dargli forma, mi sono studiato di non alterare menomamente i
concetti espressi dall'antico oratore.
Il grande non è più ed ora riposa;
L'opera sua è finita, l'ufficio suo è compiuto.
Perchè gli uomini se ne vanno fin da quando splende il Sole,
E la gioventù, che succede prende il posto di quelli.
Nella stessa guisa che Rà[1] riapparisce nel mattino di ogni giorno,
E giunta la sera se ne va in Occidente;
Così gli uomini continuano a mantenere la razza
Le donne a concepire ed i figliuoli a nascere.
Le narici di ogni vivente aspirano una volta soltanto
La brezza, che soffia dall'aurora al suo tramonto;
Perocchè quanti nacquero ed ebbero vita dalla donna
Devono tutti andare nel luogo a ciascuno di loro assegnato.
Un istante solo di tempo non può essere aggiunto alla vita,
Quando dall'alto ne sia fissato il termine e quando l'uomo
Sia chiamato ad intraprendere quel tenebroso viaggio,
Che prende le mosse da questa per la spiaggia dell'eternità.
Rammentati, o uomo! Non dimenticare mai
Che anche per te giungerà, forse inaspettato, il giorno,
In cui dovrai sloggiare e partire per quella terra,
Dalla quale, una volta raggiunta, non fu mai dato ad alcuno di ritornare.
Se la tua vita fu quella del giusto, sarai ricompensato
E sarà benedetta la tua memoria se ti serbasti onesto, caritatevole e
buono;
Perchè il giusto sarà sempre e dappertutto benedetto
Da Iside[2] che gli concede vita lunga e felice.
Il giovane ed il vecchio, il ricco ed il povero,
Il prode ed il codardo, il fortunato e l'infelice,
Tutti tutti devono subire la sorte della tomba!
[Illustrazione: ROVINE DI KARNAK (antica TEBE) presso LUXOR]
[Illustrazione: OBELISCO DEL TEMPIO D'AMENOFITE (LUXOR)]