Proprietà letteraria

Milano. 1845 — Tip. Pagnoni

Via Solferino, 7.

Le pagine che seguono mi hanno servito a Vienna, a Praga, a Lipsia, a

Berlino, a Francoforte, ad Eidelberga, a Zurigo, a Berna e in altre

città straniere, dove le ho lette in lingua italiana, a pubblici

intelligenti e amanti di conferenze.

Stampate ora qui, forse che vogliono essere una specie di dichiarazione

di fede letteraria, a significare al prossimo mio che io non ho mutato

nè mai muterò, lasciando che gli altri si trasformino come e quanto

vogliono?

Perchè no?

Ho la coscienza che l’arte del romanziere debb’essere press’a poco

così. Se la mia coscienza sbaglia, come altri m’insegna, io non

contraddico; ma domando a costui, autore o critico, di assicurarmi

che, dopo aver mutato dieci volte la sua maniera di comporre o di far

la critica, dopo essere stato _realista, impressionista, naturalista,

colorista, ambientista_, egli sarà in avvenire _simbolista,

psicologista_... o qualcos’altro, sempre e unicamente _psicologista,

simbolista_... o qualcos’altro.

Finchè non mi sarà data questa preziosa certezza, io con l’ingenuità

che mi distingue, domanderò: _fino a quando?_

E fino allora farò il comodo mio; sarò non già russo nè francese,

ma italiano, ingegnandomi di scrivere nella mia lingua tanto facile,

facile tanto che _forse_ nessuno di noi romanzieri e critici la sa bene

ancora.

_Forse_... perchè vi è sempre qualcuno, il quale s’immagina di saperla

troppo.

Il Numero 13: Racconto Prefazione: Come si scrive un romanzo? · 第 5 / 20 题