1.
_Sofia._ Oggi dunque avremo da noi la Milla, è vero, sorelle? Quanto è
buona la vecchia Milla, eh? che ne dite?
_Sorelle._ Buonissima; devi dire buonissima.
_Sof._ L'avete caro ch'ella venga a tenerci compagnia?
_Sorelle._ Altro!
_Maria._ Io n'ho un gusto matto.
_Teresa._ Io vorrei averla meco il giorno e la notte.
_Sofia._ Or ora sarà qui. Poniamo in ordine i nostri lavori.
_Luigia._ E prepariamoci a stare allegre davvero.
_Maria._ Già io mi aspetto un racconto.
_Angiolina._ Io la chicca....
_Teresa._ Oh, sì! Appena è venuta, glielo dico subito veh! un racconto
da sua pari.
_Luigia._ Porterà la rocca e io voglio filare con la sua rocca; io mi
ci diverto tanto!
_Angiol._ Ma quanto si fa aspettare!
_Sof._ Oh! un po' di pazienza. Sono andati a chiamarla ch'è poco. La
non ha le nostre gambe, sapete?
_Angiol._ Potevano esser andati a chiamarla più presto.
_Maria._ Oh che uggia aspettar tanto!
_Sofia._ Zitte, zitte, bambine! Sentite.... intanto che aspettiamo,
farò io da Milla. Vo' vedere se so imitarla. Questa mazza del babbo
sarà la rocca.... Qui, nel suo seggiolone. Bambine mie.... (_cercando
d'imitare la Milla_).
_Luigia._ Oh! sì, sì, facci un po' ridere. Ma ci vorrebbero gli
occhiali.
_Sofia._ Hai ragione, gli occhiali; e dov'è ora un pajo d'occhiali?
Basta, figuratevi ch'io gli abbia. Ecco; grassa grassa; co' suoi
occhialoni a cavalluccio sul naso. Comincia a filare.... Noi ci
mettiamo fitte fitte intorno a lei e la guardiamo.... Comincia a
ridere.... Ecco, si mette le mani in tasca....
_Angiol._ E tira fuora un confetto....
_Sofia._ No signora.... E tira fuori la scatola del tabacco (_figura di
prendere il tabacco_).
_Angiol._ Eh! va' via col tabacco.
_Sofia._ E poi dice.... dopo aver tossito....
_Maria._ Volete sentire un racconto?
_Sofia._ Aspetta! — Bambine mie, state voi tutte bene? Avete voglia?...
_Maria._ Di sentir come e quando....
_Sofia._ Ancora no! Non mi interrompete. — Avete voi voglia di lavorare?
_Maria._ Che! Tu non ci riesci a imitarla.
_Luigia._ Queste non sono dimande da farsi a noi.
_Teresa._ Sarebbe un'offesa. Noi lavoriamo sempre di genio.
_Luigia._ Ce ne vuole per essere un'altra Milla!
_Sofia._ Eh! lo so, per contentare voialtre....
_Angiol._ E poi la prima cosa dev'essere la chicca.
_Milla._ Come, come? I' ho a sentire anche questa? Deo grazia, bambine.
Così dicendo, la Milla (udite l'ultime parole dell'Angiolina) apre la
porta, ed entra. Le giovinette, sorprese ed allegre, esclamano:
«Eccola, Eccola! Viva la nostra Milla!» Poi corrono ad incontrarla.
L'Angiolina si mostra un po' compunta, e meno sollecita; ma a lei,
prima che alle altre, la Milla si volge sorridendo, e le dice:
_Milla._ Non le vo' più sentire queste cose, Angiolina mia. Non
conviene mostrarsi ghiotta, nè anche per ischerzo. E poi, un bravo
signore m'ha detto che i dolci fanno male ai bambini; e so che la mamma
pensa come lui; e hanno ragione. Oh! non voglio far cose di danno a te
e di dispiacere a tua madre. Ho per voi tutte un racconto, che ve ne
grillerà 'l core. Andiamo andiamo (_va nel suo seggiolone_); a sedere
tutte: e prendete i vostri compiti. Il babbo e la mamma son fuori eh?
Ed io farò da babbo e da mamma, se Dio m'aiti.
_Sofia._ Brava, brava! Siamo tutte contente quando vieni da noi.
_Maria._ E quanto ti abbiamo desiderata!
_Angiol._ Più di tutto di tutto!
_Milla._ E per me è un giorno di festa quando sono con voi.
_Sofia._ Andiamo, io qui accanto alla Milla. Tu qui, Maria... e
voialtre.... sicuro.... così va bene. Tutte intorno alla brava Milla
(_le bambine si pongono a sedere_).
_Milla._ O bene via! Dite un po', le mie care fanciulle.... (_le
bambine ridono mentre la Milla si accomoda gli occhiali_). Oh! E ora?
di che ridete?... Almanco aspettate ch'io mi sia messo le barelle sul
naso, prima di far questi versi. Vedete un po'!... Insomma, si può
sapere di che tanto ridiate?
_Bambin._ Sofia....
_Sofia._ Oh! lo dirò io il perchè. La Milla mi perdonerà lo scherzo, io
spero. Sai tu, Milla? Mi era posta nel tuo seggiolone per contraffarti;
mi dispiaceva di non avere gli occhiali da par tua.... e ora che gli
hai....
_Milla._ Ho capito, via, ho capito. A lei, signora dottoressa, si metta
gli occhiali, e mi contraffaccia meglio ora (_e mette i suoi occhiali
sul naso a Sofia_).
_Bam._ (_ridono vedendo la Sofia con gli occhiali della Milla_).
_Milla._ Chi burla è burlato, dice il proverbio, sa ella?
_Sofia._ Per carità! Che te lo sei avuto a male, Milla mia, questo
scherzo?
_Milla._ No, no, il Ciel me ne guardi! Anch'io fo per chiasso. I' so
bene che il brio di voialtre fanciulline è innocente; e che nessuna
di voi avrebbe il coraggio di beffarsi di una povera vecchia. Ora
stiamo allegre, su via, stiamo allegre. Se sapeste! Ho tanta voglia
anch'io di spassarmi con voi! Quand'io ho a venir qui, mi sento quasi
ringiovanire.
E le fanciullette, fatta corona alla vecchia, si sogguardano e
sorridono col lavoro in mano, aspettandosi a ogni momento che la buona
vecchia incominci a dire le solite barzellette o a raccontare. Essa
avvolge il pennecchio alla rocca, vi adatta la pergamena, e guarda
sorridendo quel cerchio di fantoline, i cui anni messi tutti insieme,
appena appena fanno la metà de' suoi. Per due o tre volte fa con la
bocca un certo atto, come di chi vuol parlare, e poi non trova subito
il verso, o pensa ad altro; e le fanciulle, per due o tre volte si
rigirano sulla sedia e spingono innanzi la faccia, come chi si dispone
a sentir cosa che assai gli prema. Finalmente la Milla apre la bocca
per parlare di buono, e incomincia in questo modo.
_Milla._ Oh.... sentite.... Ma prima, dovete sapere ch'egli è un
fatto proprio vero, seguito giù di quì, e' son anni, anni!... E' mi fu
raccontato da un baccalare, da uno di que' che la sanno lunga. E vi
dirò le sue proprie parole. Oh! sì, me ne ricordo come se fuss'ora.
Dunque state a sentire.... Badiamo veh! gli è un po' lungo, ma e' vi
piacerà: e non mi interrompete, eh, voialtre piccine?
_Bam._ No, no, Milla. Fa' presto.
_Milla._ Ch'i' non senta uno zitto! Me lo promettete?
_Bam._ Sì, te lo promettiamo. Racconta, racconta.
_Milla._ Comincio subito. Ma voglio posar la rocca, perchè non
vorrei....
_Bam._ Oh che pazienza!
_Milla._ Meno furia! Roma non fu fatta in un giorno. Mettiamola qui.
Ve', ve', a Maria farebbe gola quella rocca. Verrà tempo che filerai
anche tu.
_Maria._ No, no; ora non ne ho voglia. Mi par mill'anni che tu
incominci.
_Milla._ Eccomi davvero. Sentite (_sputa, si soffia il naso, e
principia_)