Cristina Belgiojoso, nell'assedio di Roma nel 1849, diresse
l'ospedale dei feriti, avendo seco l'unica figlia sua, Maria,
che divenne poi marchesa Trotti. Ciò è ricordato anche in una
lettera che il marito della marchesa, Lodovico Trotti, diresse al
senatore Tulio Massarani in seguito a una patriotica richiesta
di S. E. il senatore Gaspare Finali. Nel 1886, l'insigne
patriota, statista e letterato Finali desiderava avere l'elenco
preciso dei valorosi feriti all'assedio di Roma nel 1849, i
quali furono ricoverati in quell'ospedale dei Pellegrini diretto
dalla principessa: voleva far scolpire quei nomi gloriosi in una
lapide. Era diffusa opinione che il registro di quei feriti e dei
morti fosse stato portato con sè dalla principessa Belgiojoso
dopo la caduta di Roma; Gaspare Finali si rivolse all'uopo a
un amico illustre, al senatore Tullo Massarani di Milano, per
saperlo con esattezza. Il Massarani ne scrisse al consorte della
marchesa Maria Trotti, e n'ebbe da Olgiate Molgora, risposta
negativa in una lettera. Di questa, si reca qui la parte che
riguarda la Belgiojoso:
“Mia moglie si rammenta perfettamente del tempo passato a Roma
nel 1849 quando sua madre dirigeva l'ospedale destinato ai
feriti. Essa ricorda la catastrofe in seguito alla quale esse
furono costrette a lasciar Roma precipitosamente, e non senza
pericolo, per andare ad imbarcarsi a Civitavecchia; ma essa è
convinta che i registri dell'ospedale non facevano parte del
loro pericolosissimo bagaglio. Da Civitavecchia si diressero
verso l'Oriente, per rimanervi alcuni anni, durante i quali, come
durante tutti i successivi, essa non vide nè udì mai accennare a
simili registri.„
Quei preziosi registri andarono perduti.