27 Agosto. Ore 2 ant. Partenza da Prato.

--Ore 8 ant. Arrivo a Poggibonsi.

--Ore 12 merid. Partenza da Poggibonsi.

--Ore 3 pom. Al quadrivio di Volterra.

--Ore 5 pom. Arrivo al podere di Prugnano.

--Ore 6 pom. Partenza dal podere di Prugnano.

--Ore 7 pom. Arrivo alla Burraia.

--Ore 9 pom. Partenza dalla Burraia.

--Ore 11 pom. Arrivo al Bagno a Morbo.

[8] Angiolo Guelfi nel Decembre 1862 faceva apporre nella camera ove

riposò Garibaldi nel piano di Scarlino la seguente epigrafe dettata

dall'illustre F. D. Guerrazzi, e che qui trascrivo per l'altissimo suo

valore letterario, e per lo stupendo concetto che in essa è svolto, e di

cui ho riportata una parte come sintesi e chiusura del presento

capitolo.

BANDITO COME BELVA DA ROMA

IL DESTINATO

A TANTA PARTE DEL RISCATTO ITALIANO

GIUSEPPE GARIBALDI

QUI LA NOTTE DAL 1º AL 2 SETTEMBRE 1849 POCHE ORE POSÒ

LA NOTTE STESSA

PEDESTRE E SCORTO DA UN COMPAGNO SOLO

TRAVERSATO IL PIANO DI SCARLINO

ATTINSE LA CALA DI PUNTA MARTINA

DOVE SU DI UN BURCHIELLO

SÈ COMMISE IN BALÌA DEI VENTI

DIO

COMPASSIONANDO ALLE MISERIE NOSTRE

LO SALVÒ LO PROTESSE

QUINDI IMPARI CHI LEGGE A NON DISPERARE MAI DELLA PATRIA

ANGIOLO GUELFI

IN LAUDE DI DIO

ONORE ALLO EROE

Q. M. P.

IL GIORNO VENTESIMO QUINTO DEL MESE DI DECEMBRE 1862

[9] I fatti accennati nel presente Capitolo sono stati i più difficili a

rintracciarsi, perchè avvolti più profondamente nell'oblio, come lo

mostrano le notizie incerte, che quasi per incidenza si trovano su di

essi nei due opuscoli Sequi e Ricciardi. Eppure dopo l'imbarco è questo

il momento più importante della traversata. Dalle 2 della mattina alle

11 della sera il Generale, facendo il cambio di tre vetture, e prendendo

brevi riposi, si trasferì da Prato al Bagno, passando incolume per le

terre popolose della Valle dell'Elsa, e rasentando Volterra e Pomarance.

Mi fu cortese di tutte le informazioni fino all'arrivo a Poggibonsi

l'ora defunto patriotta Antonio Martini, ed ebbi la fortuna di

rintracciare i due vetturini tuttora viventi Niccola Montereggi a

Poggibonsi, e Vittore Landi detto Zizzo a Pomarance. Parlai altresì con

Tommaso Pucci figlio della Giuseppa Bonfanti, dal quale ebbi sicuri

particolari circa alla fermata degli esuli nella sua casa.

[10] L'opuscolo del dottor Ricciardo Ricciardi espone le principali

circostanze narrate in questo capitolo. Io poi potei completarle mercè

le più particolari informazioni fornitemi dal signor Odoardo Pellini, e

dalla signora Ester Martini, il primo genero, e la seconda vedova del fu

Girolamo Martini. In questa parte mi sono altresì venute in aiuto le

reminiscenze di giovinezza, per quanto aveva io stesso sentito narrare

dal padre mio Angiolo Guelfi. Era esso alieno dall'entrare in

particolari del fatto, ma rammento sempre la sera stessa del suo ritorno

a Laiatico ai primi di Settembre 1849, quando, nell'atto di coricarsi

nella medesima camera, raccontò con entusiasmo a me, allora dodicenne,

il salvamento compiuto da pochi giorni, e i particolari dei colloqui

avuti col Generale, e massimamente il dono dello stile coll'invito di

farglielo presentare dall'unico figlio se fossero vòlti per la patria

destini migliori.--Da quella circostanza in fuori gliene ho sentito

parlare raramente, come da chi avesse inteso compiere un dovere e nulla

più.--Tanto è ciò vero che le altre informazioni relative alla parte

presa da Angiolo Guelfi nella fortunata impresa le ho dovute raccogliere

dall'egregio amico, signor Cammillo Serafini, e dai quattro Scarlinesi,

segnatamente dal Pina e dall'Ornani, come più degli altri familiari di

Angiolo Guelfi.

[11] L'illustre patriotta signor Cammillo Serafini, entusiasta

dell'esito felice dell'impresa di cui era stato tanta parte, non curando

il pericolo, conservò per i dieci anni della dominazione lorenese i

preziosi documenti citati nel corso di questa storia. In una mia visita

all'egregio ed onorando amico ho veduto questi documenti ingialliti dal

tempo, macchiati dall'umidità, essendo essi stati per dieci anni chiusi

in un tubo di latta, e sotterrati nelle grotte della Pieve presso San

Dalmazio, e sono i seguenti:

1º La lettera di Angiolo Guelfi senza data, ma evidentemente scritta da

Massa Marittima la mattina stessa del suo arrivo, cioè il 29 agosto, cui

fa seguito una aggiunta fattavi dal signor Girolamo Martini.

2º Un piccolo pezzo di carta in cui Angiolo Guelfi di suo carattere

scrisse le sole parole «_Antonio Piesce_» recapito fittizio per potere

scrivere a lui in Maremma, dato il caso che se ne fosse presentata

l'urgenza.

3º La lettera di Girolamo Martini, ugualmente senza data e senza firma,

scritta la mattina del 30 agosto, nella quale dichiara di essere esso

stesso all'oscuro di quanto succedeva in Maremma al Guelfi, e accennava

alla speranza del suo prossimo ritorno.

4º Un autografo del Generale, che sotto il titolo di «_Tentativo

mineralogico_» dava l'indicazione dei patriotti della Romagna ai quali

poteva dirigersi il Serafini per una futura riscossa.

5º Il principio della narrazione dei fatti di Roma, scritto ugualmente

di carattere del Garibaldi, e rimasto interrotto dalla venuta di Angiolo

Guelfi a San Dalmazio per dare l'avviso della partenza.

6º Una lettera di Girolamo Martini senza data e senza indirizzo, colla

quale rendeva noto al Serafini ed al Guelfi il buon esito del viaggio

fino a Massa, e la consegna degli esuli nelle mani dei patriotti

massetani.

7º La lettera di Garibaldi scritta dalla Maddalena il 20 ottobre 1849,

diretta al signor Serafini, nella quale sotto colore di fare domanda

circa ad un caso d'idrofobia, per la cura preventiva della quale

malattia si rivolgono al signor Serafini da tutte la parti della

Toscana, faceva sapere le sue nuove, e ringraziava gli amici dell'aiuto

ricevuto in Toscana.

Devo alla squisita gentilezza dell'amico signor Cammillo Serafini il

dono del primo di questi documenti, cioè della lettera scritta da

Angiolo Guelfi al suo arrivo a Massa, quando non trovò ivi Giccamo come

aveva sperato. È questo per me un preziosissimo autografo, e che mi è

doppiamente caro, come quello che da un lato è prova della parte non

ultima presa dal padre mio nell'impresa onoranda, e dall'altro mostra

l'amicizia di cui mi onora il signor Cammillo Serafini, che con

gentilezza d'animo senza pari volle donare al figlio un documento così

importante scritto dal padre suo 35 anni avanti, in quali condizioni

ognuno può pensarlo. Ed io ne rendo qui all'egregio donatore pubbliche e

meritate grazie.

[12] Seguendo il sistema di documentare quanto più è possibile questo

tratto di storia fino a qui imperfettamente conosciuta, credo bene

annotare, per la sua importanza storica, l'itinerario di Angiolo Guelfi

dal 28 agosto al 4 settembre, tale quale ho potuto ricostituire con

certezza dalle deposizioni dei superstiti poste in confronto coi fatti

che si andavano svolgendo, ed è il seguente: 28 agosto. Nelle ore del

mattino si trovava alla fiera del Ponte di Ferro sul fiume Cecina, da

dove partì improvvisamente per San Dalmazio, tostochè fu avvertito della

presenza di due proscritti politici.

--Nelle ore della sera parlò col Generale in casa Serafini.

29 agosto. Partì nelle prime ore del mattino per Massa Marittima, e non

trovandovi Giccamo continuò per Follonica; sennonchè lo incontrò alle 10

antimeridiane circa sulla via di Massa, e continuò per Scarlino, ove

arrivò alle ore 12 circa. Ripartì la sera per Follonica e continuò per

Massa.

Dal molino di Cerbaia a Cala Martina Notizie inedite sulla vita di Giuseppe Garibaldi · 第 18 / 23 题