ACEVEDO (Petr.), Remedios contra la pestilencia. August, 1589; in-8.vo.
ALCANES (Luis), Regimento preservativ y curativ de la pestilencia;
in-4.to.
ALVARES (Thom.), Regimento para preservar de la peste. Coimbra, 1569.
BARBA (Petr.), Resumta de la materia de peste. Madrit, 1648; in-4.to.
BURGOS (Alonzo), Tratado de la peste ecc. Corduba, 1651; in-4.to.
CARTAGENA (Petr.), Sermon en medicina para preservarse en tiempo
dannado 1522; in-4.to.
DE FREYLAS (Alonz.), Conocimento curacion y preservacion de la peste
ecc. Jen. 1605; in-4.to. V. Haller. Bibl. Med. Pr. II. p. 377.
GIL (J. Batt. Vicent.), Relacion y discurso de la essencia,
preservacion, y curacion de las infermidades pestilentes, que tuevo in
la ciudad de Valencia an. 1647. Valencia, 1648; in-4.to.
LEYVA (Mich.), Remedios preservativos para el tiempo de peste y otras
curiosas experiencias. Madrit, 1597; in-8.vo.
MORATO (Franc.), Tratado para preservar da mal de peste. Coimbra, 1626;
in-4.to.
PEREZ (Antonio), Tratado de la Peste, y sus causas. Madrit, 1598;
in-8.vo.
ROSENSTEIN (Rosen), Tal om Pesten ecc. Stokholm, 1772.
SALGADN (Diego Bianco), Tratado de la epidemie pestilente, que padece
de la civdad de Malaga an. 1678 et 79. Malaga, 1679; in-4.to.
SARDO (Porcel.), Informacion y curacion de la peste di Saragossa.
Saragossa, 1565.
SASARIEGO (Jo. Gimenez), Tratado de la Peste, sus causas, preservacion,
y curacion. Antequera, 1602; in-4.to.
SEMMEDO (J. Curvo), Tratado de Peste. Lisbon, 1688.
SLESZKOWSKI, O ustrzézenin y leczenin morowego powietrza. 1625.
DE TORRES (Diego), Medicinas preservativas y curativas de la
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DE VIANA (J.), Tratado de Peste, sus causas, y curacion, y el modo, que
se a tenido en curar les secas y carbuncos pestilentas, que an aprimido
la civdad de Malaga el an. 1637. in-4.to.
UMIASTOWSKI (Petar), Nauha o morowym powietrzu. 1591.
ARISTOTELES, Problemat. T. II. Sect. I. Quaest. 8. p. 521.
BARBIERI (Co. Lodovico), Deposito di Pensieri utili alle scienze. Cap.
XVI. Della Peste propriamente detta; sua causa più propria, metodo
della cura, ec. Vicenza, 1780; in-8.vo; pag. 78.
GADDESDEN (Joannes), Rosa anglica, seu Practica medicinae. Papiae,
1492; in-fol.
LEMAITRE (P.), Les très-approuvés remedes et préservatifs contre la
Peste et l'Epidémie. Paris, 1623.
_OSSERVAZIONI ed AVVERTENZE generali intorno alle premesse
bibliografiche Notizie._
Quantunque io abbia usato ogni maggior diligenza e studio nel
raccogliere e compilare queste bibliografiche Notizie, le quali vengono
a formare un catalogo molto più ampio di ogni altro finor pubblicato
su questo suggetto; pure sono ben lontano dal credere che il lavoro mi
sia riuscito completo. Molte Opere sull'argomento della Peste, e sulla
pubblica Amministrazione Sanitaria non vi saran registrate, poichè
non mi venne fatto di conoscerle, nè di trovarle descritte. Feci però,
quanto meglio ho potuto; nè in questo fatto mi valse il desiderio di
fare di più; dirò per altro al caso mio con uno scrittore autorevole:
_Vita brevis, libri multi, nummi parci, tempus arctum_. Quelli che
verranno dopo di me, lavorando sopra questa materia, potranno più di
leggieri correggere ed ampliare l'opera mia. Io mi sono giovato delle
Opere di Plouquet, dell'Adami, dell'Hallero, e di altri parecchi. Il
lavoro lungo e nojoso per sè stesso ha richiesto molto tempo e molta
pazienza. Aggiugni poi le particolari ed avverse mie circostanze, e le
non poche altre difficoltà, che ben conosce per esperienza chi versa su
questo obbietto di letterarj esercizi.
Ma di quale utilità, dirà taluno, sono queste tue Notizie
bibliografiche? che altro presentano esse fuori di una semplice
indicazione di Autori, d'Opere, di Edizioni? Un così fatto Catalogo
non contribuisce punto ai progressi della scienza o dell'arte. Esso
non è che un soggetto di pura curiosità; uno studio vano di più vana
ed arida letteratura. Sia pur ciò vero; nè altro sia il quadro degli
Autori e dell'Opere che presento, che la serie di una sterile ed arida
sposizione di nomi. Ma questa, che pur potrebbesi dire letteratura
_nominale_, istruisce, e conduce non di rado alla letteratura reale.
L'intendimento umano va passo passo dilatando la sua possanza, e le sue
forze sull'infinità degli obbietti, anche coll'ajuto di apparentemente
piccole cose.
E di vero, quando in una materia si conoscano gli autori, i luoghi,
i tempi, i titoli e le ragioni delle Opere, quando se ne distinguano
le qualità, quantità e occasioni delle edizioni diverse; quando tra
l'opere di più argomenti sien note e distinte quelle in ispezie, che
all'uopo di ogni scrittore, maestro, od artefice trattino l'argomento,
ch'egli abbia per mano, o di che in sul fatto gli occorra istruirsi, e
su chi e quali con più sicurtà possa egli fondare i consigli e le prove
del suo esercizio; allor si può dire che nell'arte o nella scienza
siesi pur fatto felicemente alcun passo.
Oltre di ciò; è già manifesto che chiunque una scienza si propone
di coltivare, cerca di aver notizia degli scrittori e delle opere,
e di tutto ciò che alla prediletta scienza in qualsivoglia modo
appartiene; quindi, versando sui respettivi obbietti, la mente ci porta
a considerare e a conoscere le varie fonti donde attinger possiamo
i principj, i mezzi, il corredo per l'esercizio e la pratica della
facoltà che ci siam dati a seguire. L'amor proprio, l'amor della
gloria, il desiderio o il bisogno di novità e d'interesse succedonsi,
e tutti insieme pur anche mettono in foga le potenze tutte dell'anima,
di maniera che ansiose cercano di conseguire il proposto lor fine;
quindi trovano, e non di rado, in questi sussidj di erudizione norma,
direzione, e suffragio. Ma senza più oltre parlare della forza che
tiene sul cuore umano un tema propostosi di grande argomento, come non
dovranno esser gradite, ed accette, per non dir necessarie, tutte sorti
d'idee e di notizie, che c'introducano a mano a mano nel grande stadio,
corso gloriosamente dagli altri? Dalle quali idee io non posso non
confortarmi nella mia intrapresa colla dolce speranza, che si conosca
e si approvi la fatica e il divisamento di far precedere sì doviziosa
suppellettile al generale e particolar Trattato, che sulla Peste mi
dieder mezzo di compilare la sperienza, lo studio, l'osservazione,
e l'analisi in mezzo ai varj crudeli suoi sintomi, ed ai terribili
suoi effetti. E col pensiero tornando sul Catalogo da me compilato,
pur mi conforta il vedere, come tanti chiari ingegni in ogni età e
in differenti provincie con tanto merito ed onore travagliarono su
questo argomento, non risparmiando nè fatica nè spesa, onde fornire
all'uman genere provvedimento e salute. Finalmente la Repubblica
letteraria mostrò sempre di aver buon grado a coloro, che hanno posto
ogni cura, perchè si conservi la memoria di tanti benemeriti ed onorati
Autori, i quali adoperarono il lor sapere e gli studi loro a vantaggio
dell'umanità, facendo conoscere i progressi, e gli effetti delle loro
osservazioni ed esperienze, ed illuminando il corpo sociale sopra
oggetti di salute pubblica col mostrare i pericoli, che ne minacciano,
e il modo di preservarsi dal flagello più terribile e più devastatore
dell'umana generazione.
Ora scendendo al particolare, d'ordinario si osserva, che ne' casi
dubbj di peste, o già scoppiata, o vicina, da ministri della pubblica
autorità si fa ricorso a chi se ne crede più istrutto e perito. Nè è
raro, che in così fatte emergenze a dare un giudizio, da cui spesso
dipende la sorte delle popolazioni, o a sostener pubblici ufizj
sanitarj, pur troppo per l'importanza loro gravissimi, sieno chiamate
alcune persone, le quali, sebben fornite d'un titolo legale in alcuna
parte dell'arte salutare, non di meno manchino delle necessarie
cognizioni politico-sanitarie: o veramente altre tali, che, quantunque
addette a tutt'altro mestiere, pure o in riguardo de' vecchi sistemi,
o per qualche combinazione sono collocate ad agire nella carriera
Sanitaria, mancanti però affatto de' lumi, e delle respettive
cognizioni. Or sì gli uni, che gli altri possono a queste fonti
giovarsi, perchè l'opera loro in sì duri frangenti torni a profitto
della patria e della nazione. Essi impertanto vi troveranno una guida
facile per rinvenire que' lumi, de' quali abbisognano, e con minore
fatica e minor dispendio di tempo, ch'è prezioso in ogni circostanza
della vita, ma specialmente nelle calamitose congiunture di peste.
Per sì facile mezzo ecco ripari opportuni al male, e all'onore ed al
nome del magistrato, del medico, o di chi altro sia eletto ministro e
provveditore.
L'uomo di lettere, il saggio, ed il perito non avrà forse bisogno
d'indici e di cataloghi; ma non per questo inutile o grave tornerà a
lui il vedersi registrato ordinatamente sì copiosa serie di autori.
Nè a persuadernelo credo necessarie le già dette, nè altre ragioni da
dirsi a prova della utilità di questo lavoro. In fatti il letterato
o per troppe brighe o per moltiplicità di notizie e d'idee è talora
sì inviluppato ed oppresso, che gli può tornar di sollievo e di
scorta il trascorrere un elenco, e 'l trascegliere, quale autore
più e meglio per la reminiscenza conosca aver trattato la materia,
ch'ei si trova fra mani. Di questo ajuto è più verisimile ch'egli
abbisogni nelle calamitose e difficili congiunture di peste, nelle
quali la mente agitata da continue angustie e timori, e sopraffatta
da passioni diverse trovasi spesso in tumulto; perchè stando più
confuse le idee, e le urgenze vie più premendo, più difficile anche
ne suol venire il ritrovamento e la scoperta dei più saggi scrittori.
Di questo mezzo allora ei si giova non solo per riandare su idee
utili, ma specialmente per risparmiare un tempo prezioso, il quale
nel cercare tra proprj libri un oggetto d'altra parte fors'anche
noto, assai di frequente si perde. In breve, sia vaghezza o bisogno
che s'abbia d'istruirsi nell'argomento della Peste, ed in oggetti di
pubblica amministrazion sanitaria, saran queste bibliografiche Notizie
un mezzo, che conduce a buon fine. Nè val l'opporre: come è possibile
in una selva di tanti libri, indicati soltanto, conoscere i buoni,
gli utili, e sceglier quelli, che facciano meglio al caso proprio, ed
ai bisogni instantanei corrispondano in tutto? Un solo catalogo di
autori e di titoli non basta per far conoscere altrui ove all'uopo
trovar si possa medicina e riparo alla ferocia ed urgenza del male.
Non val l'opporre, io dissi, giacchè non è un Catalogo, donde riparo
e medicina cercar si voglia, ma bensì da un Catalogo destar nozioni e
principj, de' quali potersi all'uopo fornire, e provvedersi l'autore,
che si conosca, o per la propria o per l'altrui sperienza, far meglio
al proposito. Conciossiachè ogni libro d'una materia per naturale
principio si sa contenere almeno su quel soggetto alcune generali
avvertenze, le più conosciute sperienze e nozioni; in una parola, la
disciplina, il metodo, la dottrina seguita in quelle date occasioni,
per le quali s'è scritto. Di più; e chi non sa quasi tutti aver poi
coteste generali nozioni e regole vicendevolmente seguite? Ma de'
più recenti parlando, è ben chiaro, come che la filosofia, la storia
generale, la fisica scienza, e la chimica, a' nostri tempi salite
in alto grado di cognizioni e di forza, anche da queste fonti sonosi
ampliate; così pure la facoltà di combattere questo truce e maligno
nemico dell'umana specie. Quindi giova avvertire che i più recenti fra
gli autori, al confronto degli altri, hanno in se raccolto un maggiore
corredo di cognizioni atte a fiaccarne la tremenda possanza. Il perchè
un catalogo, che sponga, come degli antichi, così de' più recenti
scrittori il nome ed il titolo, e che delle varie opere loro distingua
i tempi e le classi, dovrà risguardarsi come un'ottima guida, un utile
scorta, ancorchè materiale, capace di condurci allo scopo desiderato.
Ma per entrar al fine nel midollo del mio suggetto, e per agevolar
altrui il pro, ch'io me ne sono proposto, alla conoscenza, alla
scelta, e all'uso de' libri da me registrati gioveran forse le seguenti
generali avvertenze.
Ancorchè i filosofi ed i storici antichi Greci e Latini molto prima
de' medici abbiano conosciuto la contagione della peste; e fra gli
altri Tucidide, Aristotele, Dionisi d'Alicarnasso, Diodoro di Sicilia,
Appiano d'Alessandria, Anna Comneno, Evagrio, Procopio, Eusebio
Panfilo, Tito Livio, Ammiano Marcellino, Boccaccio, e tanti altri,
della qualità sua attaccaticcia più o meno chiaramente ne abbiano
scritto; quantunque tra gli autori che fiorirono prima del secolo
XV s'abbiano pur ottimi precetti intorno la peste e le malattie
contagiose; e li provvedimenti politico-sanitarj de' Veneti del
secolo XIV, quelli del Governo di Milano, e d'altre principali città
d'Italia ottimi suggerimenti preservativi contengano; pur si vuol
tenere, che le più chiare idee della peste e dei mezzi da ripararla
debbonsi agli autori del secolo XV, e particolarmente a quelli del
secolo XVI. _Raimondo da Vinario_, _Guido da Cauliaco_, autori del
secolo XIV, ricordarono appena, che fosse pericoloso il trattar coi
malati di peste, e con quelli, che venissero da siti appestati, ma
non conoscevano nè i mezzi nè i modi del purificare le robe infette,
nè quelli del ripararsi dall'infezione, come dottamente prova l'Autor
degli Annali Universali di Medicina. _Marsilio Ficino Fiorentino_,
_Alessandro Benedetti_, Veronese, scrittori del secolo XV hanno tra
i primi divulgata la nozione del contagio; ma le vere cognizioni
intorno il contagio, e le più chiare idee della peste e dei mezzi di
preservazione si debbono specialmente agli autori del secolo XVI. Gli
antichi medici non avevano per così dire idee dei contagi, o quali
ne avevano, erano poche ed imperfette. La maggior parte da vizio
nell'aria, da corruzione dell'aria, da un'aria velenosa la contagion
ripetevano. Il perchè, quasi tutti raccomandarono i vieti bezoardici,
l'accensione de' fuochi, la purificazione dell'aria con sostanze
odorose, per difendersi dall'infezione e per estinguer la peste. Altri
le cagioni di essa da influsso degli astri e delle stelle derivarono,
altri dagli influssi terrestri; e v'ebbero pur anco autori e diversi
del secolo XVII, che non seppero svincolarsi da tali ridicole opinioni.
In fatti pubblicò il _Leto_ proceder la peste dalla sostanza del
cielo (Parigi, 1621), l'_Helbling_ essere ingenerata la peste da un
triplice ente, cioè divino, degli astri, naturale (Friburg, 1615),
l'_Artmanno_, nell'aria consistere le cagioni della Peste (Regiom,
1687), il _Bartolino_, Consiglio per correggere l'aria pestilenziale
(Hafn., 1654), _Giovanni Giovane_ de' Medicamenti _Bezoardici_, il
cui uso preserva dalla Peste (Antwerp. 1585), il _Lasson_ essere il
bolo armeno rimedio della Peste (Parigi, 1575), il _Limbisano_ dal
terremoto, come cagion della Peste (Napoli, 1629), ed altre si fatte
opinioni. Per molto tempo i mali contagiosi sono stati insieme confusi
coi mali epidemici, e ad onta degli insegnamenti di valenti scrittori,
per lungo tempo la peste è stata dai medici confusa con altri morbi.
Dal Fracastoro incominciarono i medici occuparsi di proposito di
questa materia gravissima. A lui dobbiamo di essa le vere e più
esatte nozioni; non che al Sennert, al Lancisi, a Prospero Alpino, al
Sydenham, al Mead, allo Schmid, ec.
L'altro ricordo, che gioverà aver presente intorno la scelta dei
libri, si è di guardarsi cautamente da quegli autori, che, sedotti da
soverchio amore per la propria opinione, o vaghi di singolarizzarsi,
dichiararonsi oppugnatori della _comunicabilità_ della peste; e ad onta
delle immense stragi, che ha menate cotesto flagello desolatore, non
ostante le osservazioni in tutti i tempi, su tutti i luoghi, l'opinione
di quasi tutti gli scrittori, ed il generale consentimento, sostennero
la non contagione della peste. Questa opinione è stata una delle
più funeste all'umanità, come quella, che trasse sovente le troppo
credule Magistrature nel gravissimo errore di abbandonare le necessarie
cautele di Sanità; quella, che mantenne la dissensioni e contraddizioni
fra i medici, e quella certa dubbiezza fra le popolazioni, da cui
derivarono incalcolabili danni. D'altra parte, fra gli oppugnatori
della contagione della Peste si noverano scrittori per autorità e
rinomanza riputati ed illustri; p. e. lo _Stoll_ nel 1774 (_Ratio
medendi V. II. p. 59._) nega alla peste la qualità attaccaticcia.
Questa stessa opinione è sostenuta dal Protomedico _Ferro_ nel 1782
_von der Ansteckung der epidemischen Krankheiten und besonders der
Pest. Leipzig_, 1782. _Allgemeine deutsche Bibl. LIII. p. 387. Tüb.
Anz. 1785. p. 205_, da esso poi emendata nel 1787. _Nähere Untersuchung
der pestansteckung, nebst zwei Aufsaetzen von der Glaubwürdigkeit der
meisten Berichten der Moldau und Walachey, und der Schaedlichkeit der
bisherigen contumazen von D. Lange und Fronius_. L'_Assalini_ nel 1801
riproduce la medesima opinione della non comunicabilità della peste
(_Riflessioni sopra la Peste di Egitto. Anno IX. 1801._). Il _Webster_
scrisse nel 1800 un'opera in due volumi, nella quale si sforzò di
provare che la peste, la scarlattina, la petecchiale, la febbre
gialla non sono contagiose (_A brief History of pestilential Diseases
ecc. London_, 1800.). L'_Adams_ nel 1809 ha sostenuta l'opinione
del _Webster_ (_An Inquiry in to the Laws of epidemie etc. London_,
1809.); e il _Maclean_ nel 1817 e 1818, oppugnatore appassionato
della _comunicabilità_ della peste, giunse per fino ad esporre se
stesso al pericolo di restar vittima del contagio per dar prova della
sua opinione. L'_Hancock_ nel 1821 è dell'opinione del _Webster_ e
del _Maclean_ (_Hancock, Researches in to the Laws and Phenomena of
Pestilence etc. London_, 1821, _Maclean, Results of an Investigation
respecting epidemic and pestilential Diseases ecc. London_, 1817.
1818.). Diversi altri autori molto prima di questi hanno negato
alla peste la qualità contagiosa; tra' quali il _Bouillet_ (_Suite
des Elemens de la Medecine pratique_), il _Dessenius a Cronenbourg_
(_de Peste Commentarius vere aureus ecc. Coloniae_, 1564.), il
_Jourdan_ (_Pestis Phaenomena ecc. Francofurti_, 1576.), il _Faccio_
(_Paradossi della Pestilenza. Genova_, 1584.), il _Magirus_ (_von der
Pest. Amsterdam_, 1632.), il _Lange_ (_Rudimenta Doctrinae de Peste.
Viennae_, 1784.), il _Dale Ingram_ (_an Historical Account on the
several Plagues that have appeared in the World since the year 1346:
with an Inquiry into the present prevaling opinion, that the Plague is
a contagions Distemper, ecc. London_, 1755.). Giova assai conoscere
i sostenitori di sì pericolosa opinione per non lasciarsi sedurre in
così grave argomento dalle loro dottrine, le quali, a guisa di quelle
funeste meteore, che spargono una falsa luce sull'orizzonte, sono meno
atte ad illuminare, che più non sieno acconce a danneggiare la terra.
Ma proseguendo a ragionare sulla scelta de' libri, secondochè occorra,
sarà buon avviso di attenersi a quegli autori pratici, ch'ebbero a
trovarsi in occasione di peste, avendo essi fatte le loro osservazioni
in mezzo alle stragi del morbo, e quasi come sul campo di battaglia.
Questa è la cattedra dell'istruzion più sicura; non quella di coloro,
che lontani dal pericolo, senza aver mai veduto nè peste nè appestati,
fra gli ozj tranquilli de' loro gabinetti letterarj si accinsero a
scriverne, trascrivendo di qua e di là le altrui osservazioni, o al più
i voli seguendo di troppo fervida immaginazione. Chi non si trovò nel
caso di peste, difficilmente si potè formare un'adeguata idea di questo
morbo esiziale; quindi è pur inverisimile, ch'ei possa dirette nozioni
altrui sporre. Gli scritti di un autore, a cui toccò di osservare da
presso una o più pestilenze, hanno un certo carattere solenne di verità
e d'interesse, che li dee far distinguere di leggieri, per chi non è
ignaro della materia, da tutti gli altri appartenenti ad autori, che
non siensi trovati a trattare sì luttuoso argomento. Dovendo scegliere,
specialmente in parità di circostanze, sarà sempre meglio preferire gli
originali alle copie.
In oltre giova avvertire, che una fatale ripetuta sperienza ci ha
finor dimostrato, che nel morbo della peste sono pericolosissimi in
pratica gli autori teoretici, i fautori di sistemi, e d'ipotesi, li
quali talvolta assai più della peste medesima riescon fatali. Una
prova di questa verità ci offrono le funeste, e terribili conseguenze,
che nella desolatrice peste di Marsiglia del 1720 ebbero le false
opinioni teoretiche di _Chicoyneau_, _Saulier_, _Verney_, sull'indole
di questo morbo; i quali, educati alla scuola, e nelle false dottrine
di _Chirac_ professore a Montpellier, uomo per altro celeberrimo a que'
tempi, ma che non avea mai veduto la peste, non seppero rinunziare
all'abbracciato sistema, e alle dottrine ricevute dal loro maestro,
malgrado l'evidenza dei fatti ed i furori di un contagio sterminatore,
ostinatisi a considerare la malattia, come una febbre perniciosa bensì,
ma non contagiosa. Ciò sciauratamente avvenne in varj altri casi
di pestilenza per la suddetta cagione di false opinioni teoretiche,
e di una fatale insistenza nell'attenersi alle abbracciate ipotesi
sistematiche. Nell'argomento specialmente della _peste_, ed in ogni
altro di malattie epidemiche e contagiose i fatti, quanto più nudamente
e fedelmente esposti si trovano, tanto meglio di essi ne comparisce
l'importanza, tanto più utile ed istruttiva ne riesce la storia.
Or io non m'intratterrò a dar un giudizio sul merito di ciascheduna
Opera in particolare. Ad eseguir ciò, come converrebbe, troppi mezzi,
più tempo e dottrina, ch'io non ho, ci vorrebbero.
Premesse tutte queste nozioni, a guida dei più inesperti, a' quali
potessero tornar giovevoli le sopraccennate bibliografiche notizie,
additerò alcuni autori, che della Peste han trattato, secondo me, in
modo più singolare e opportuno, per quanto m'è riuscito di raccogliere.
Questi sono l'_Ingrassia_, il _Massaria_, il _Diemerbroek_, il
_Peima da Beinthema_, l'_Hodges_, il _Sorbait_, il _Sydenham_, il
_Werlosching_, il _Schamschy_, il _Benza_, il _Mead_, il _Fornes_, il
_Deidier_, lo _Schreiber_, il _Paris_, il _Minderero_, il _Bertrand_
(_Gio. Battista_), il _Mertens_, il _Semolovitz_, l'_Orreo_, il
_Russel_, il _Chenot_, lo _Schraud_, il _Valli_, il _Foulkner_, il
_Mac-Gregor_, il _Foderé_, il _Romani_, il _Grohmann_. Non altrimenti è
da tenere degli altri tutti, che fecero parte della Spedizione Francese
in Egitto, che furono il _Desgenettes_, il _Lerroy_, il _Pugnet_, il
_Savaresi_, il _Frank_, il _Sotira_, l'Autore _du Courrier de l'Egypte_
ecc., così pure le dottrine di alcuni celebri uomini, che senza esser
medici hanno dato al pubblico trattati, e descrizioni sulla Peste,
di un merito, che vince d'assai quelle di molti medici: e sono il
_Card. Gastaldi_, il _Padre Maurizio da Tolone Cappuccino_, il _Padre
Antéro Maria da s. Bonaventura_, il _Turriano_, il _Mazzucchelli_,
il _Muratori_, il _Cav. Azuni_; il _Papon_, lo _Scudéri_, il
_Boccaccio_, _Marsilio Ficino_, il _Rondinelli_, il _Ripamonti_; la
più parte de' quali raccolsero le loro osservazioni di mezzo alle
terribili devastazioni della peste. Così pur è da dire di tanti altri
rispettabili pratici, che trovaronsi in occasioni di Peste, e che
sodamente di essa ragionarono, come sono il _Fracastoro_, il _Cardano_,
il _Bairo_, il _Massa_, _Valesio da Bourgdieu_, _Prospero Alpino_, il
_Capivaccio_, _Roderico_ e _Pietro da Castro_, il _Susio_, il _Moller_,
il _Landi_, il _Rinci_, _Gio. Battista Gemma_, il _Barbette_, il
_Daciano_, l'_Alfano_, il _Pona_, il _Managetta_, il _Lebselter_, il
_Dornkrell_, lo _Schoenborn_, il _Bokel_, il _Garnerio_, il _Settala_,
il _Sestini_, l'_Imperiale_, il _Pasini_, il _Righi_, il _Redlich_, il
_Ghisellero_, il _Giberti_, il _Fabroni_, il _Rivino_, il _Kanold_,
il _Gottwald_, lo _Sthaar_, il _Pichari_, il _Daver_, l'_Astruc_, il
_Loob_, ed altri molti, ch'io non conosco, o de' quali non ho ancora
chiara l'idea. Che se si abbia vaghezza o bisogno d'istruirsi di
cose relative alla storia generale, ovvero alle varie epoche delle
Pesti, converrà ricercarle principalmente fra i Cronologisti; e
sono l'_Adami_, il _Graziolo_, il _Gastaldi_, il _Padre Kirchero_,
il _Lebenswaldt_, il _Cavriolo_, l'_Agricola_, il _Tarcagnotta_, il
_Platina_, il _Musanzio_, e tanti altri ancora a me ignoti.
Intorno poi a que' Regolamenti Politico-Sanitarj, che le varie città
e provincie, e i differenti Governi stabilirono a loro difesa, e che
costituiscono altrettanti codici di leggi e di editti sanitarj, non
mi fo lecito di darne giudizio. Questi Regolamenti parziali hanno
immediato rispetto alle circostanze particolari de' luoghi, de'
costumi, usi, ordini, vizj, bisogni, ecc. dei differenti paesi. Ciò
ch'è buono in un luogo, può non convenire ad un altro. Fra i molti
che ho indicati nel Catalogo bibliografico, potendosi scegliere,
gioverà forse preferire quello o quelli che appartengono a città o a
provincie costituite in parità di circostanze; e che alla situazione,
usi, bisogni, ecc. della provincia, minacciata o colpita, più van da
presso. Si avverta in oltre che i paesi e le provincie più soggette
alla peste, quelle cioè che sono state istrutte da una maggiore e
più trista sperienza, posseggono d'ordinario i migliori Regolamenti;
mentre le provincie e le città più lontane dal pericolo della peste,
e meno soggette a questo flagello, o non hanno Regolamenti, o gli
hanno viziosi e imperfetti. I Regolamenti Sanitarj de' Veneziani
contenevano, relativamente ai tempi, in cui sono stati scritti, ben
ottimi provvedimenti preservativi, specialmente per quanto riguarda
le sospette comunicazioni dalla parte di mare; nè si può contendere
ai Veneti la gloria di essere stati in questa specie di scienza i
primi maestri delle altre nazioni. Ottimi provvedimenti preservativi
pur anco contengono i Regolamenti Sanitarj di varie città e provincie
della Germania ma questi si riferiscono specialmente alle sospette
comunicazioni dalla parte di terra. Molti porti e lazzeretti di Europa
hanno ora dei Regolamenti eccellenti; ma questi Regolamenti non sono di
pubblico diritto, e si custodiscono per lo più con una certa gelosia,
che non favorisce il progresso delle idee, e delle scienze. Intorno
ai principali lazzeretti di Europa si potrà consultare l'opera di
_Howard_, che ne ha scritto _ex-professo_.
Finalmente a mio credere le Opere sulla Peste troppo voluminose,
troppo lunghe, quelle che contengono molti dottrinali e molte parole,
e che non sono scritte con chiarezza e precisione, non giovano gran
fatto, sono di poca o nessuna utilità in tempo di peste, per quelli
specialmente che aspettano quell'occasione per istruirsi, accesosi
in loro il desiderio d'imparar a schivare il pericolo, quando sta
loro alle spalle, restando allora appena tempo di adoperare i mezzi
necessarj al salvarsi. La chiarezza, l'ordine, la disposizione piana
e regolare degli argomenti, una tessitura facile, e tale che ne
porti l'effetto di ritrovar prontamente e per ogni caso l'occorrente
istruzione, sono qualità pregevolissime in ogni opera di qualsivoglia
materia; ma particolarmente si rendono qualità essenziali e utilissime
nelle Opere, che trattano della Peste o della pubblica Amministrazion
Sanitaria.