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_OSSERVAZIONI ed AVVERTENZE generali intorno alle premesse

bibliografiche Notizie._

Quantunque io abbia usato ogni maggior diligenza e studio nel

raccogliere e compilare queste bibliografiche Notizie, le quali vengono

a formare un catalogo molto più ampio di ogni altro finor pubblicato

su questo suggetto; pure sono ben lontano dal credere che il lavoro mi

sia riuscito completo. Molte Opere sull'argomento della Peste, e sulla

pubblica Amministrazione Sanitaria non vi saran registrate, poichè

non mi venne fatto di conoscerle, nè di trovarle descritte. Feci però,

quanto meglio ho potuto; nè in questo fatto mi valse il desiderio di

fare di più; dirò per altro al caso mio con uno scrittore autorevole:

_Vita brevis, libri multi, nummi parci, tempus arctum_. Quelli che

verranno dopo di me, lavorando sopra questa materia, potranno più di

leggieri correggere ed ampliare l'opera mia. Io mi sono giovato delle

Opere di Plouquet, dell'Adami, dell'Hallero, e di altri parecchi. Il

lavoro lungo e nojoso per sè stesso ha richiesto molto tempo e molta

pazienza. Aggiugni poi le particolari ed avverse mie circostanze, e le

non poche altre difficoltà, che ben conosce per esperienza chi versa su

questo obbietto di letterarj esercizi.

Ma di quale utilità, dirà taluno, sono queste tue Notizie

bibliografiche? che altro presentano esse fuori di una semplice

indicazione di Autori, d'Opere, di Edizioni? Un così fatto Catalogo

non contribuisce punto ai progressi della scienza o dell'arte. Esso

non è che un soggetto di pura curiosità; uno studio vano di più vana

ed arida letteratura. Sia pur ciò vero; nè altro sia il quadro degli

Autori e dell'Opere che presento, che la serie di una sterile ed arida

sposizione di nomi. Ma questa, che pur potrebbesi dire letteratura

_nominale_, istruisce, e conduce non di rado alla letteratura reale.

L'intendimento umano va passo passo dilatando la sua possanza, e le sue

forze sull'infinità degli obbietti, anche coll'ajuto di apparentemente

piccole cose.

E di vero, quando in una materia si conoscano gli autori, i luoghi,

i tempi, i titoli e le ragioni delle Opere, quando se ne distinguano

le qualità, quantità e occasioni delle edizioni diverse; quando tra

l'opere di più argomenti sien note e distinte quelle in ispezie, che

all'uopo di ogni scrittore, maestro, od artefice trattino l'argomento,

ch'egli abbia per mano, o di che in sul fatto gli occorra istruirsi, e

su chi e quali con più sicurtà possa egli fondare i consigli e le prove

del suo esercizio; allor si può dire che nell'arte o nella scienza

siesi pur fatto felicemente alcun passo.

Oltre di ciò; è già manifesto che chiunque una scienza si propone

di coltivare, cerca di aver notizia degli scrittori e delle opere,

e di tutto ciò che alla prediletta scienza in qualsivoglia modo

appartiene; quindi, versando sui respettivi obbietti, la mente ci porta

a considerare e a conoscere le varie fonti donde attinger possiamo

i principj, i mezzi, il corredo per l'esercizio e la pratica della

facoltà che ci siam dati a seguire. L'amor proprio, l'amor della

gloria, il desiderio o il bisogno di novità e d'interesse succedonsi,

e tutti insieme pur anche mettono in foga le potenze tutte dell'anima,

di maniera che ansiose cercano di conseguire il proposto lor fine;

quindi trovano, e non di rado, in questi sussidj di erudizione norma,

direzione, e suffragio. Ma senza più oltre parlare della forza che

tiene sul cuore umano un tema propostosi di grande argomento, come non

dovranno esser gradite, ed accette, per non dir necessarie, tutte sorti

d'idee e di notizie, che c'introducano a mano a mano nel grande stadio,

corso gloriosamente dagli altri? Dalle quali idee io non posso non

confortarmi nella mia intrapresa colla dolce speranza, che si conosca

e si approvi la fatica e il divisamento di far precedere sì doviziosa

suppellettile al generale e particolar Trattato, che sulla Peste mi

dieder mezzo di compilare la sperienza, lo studio, l'osservazione,

e l'analisi in mezzo ai varj crudeli suoi sintomi, ed ai terribili

suoi effetti. E col pensiero tornando sul Catalogo da me compilato,

pur mi conforta il vedere, come tanti chiari ingegni in ogni età e

in differenti provincie con tanto merito ed onore travagliarono su

questo argomento, non risparmiando nè fatica nè spesa, onde fornire

all'uman genere provvedimento e salute. Finalmente la Repubblica

letteraria mostrò sempre di aver buon grado a coloro, che hanno posto

ogni cura, perchè si conservi la memoria di tanti benemeriti ed onorati

Autori, i quali adoperarono il lor sapere e gli studi loro a vantaggio

dell'umanità, facendo conoscere i progressi, e gli effetti delle loro

osservazioni ed esperienze, ed illuminando il corpo sociale sopra

oggetti di salute pubblica col mostrare i pericoli, che ne minacciano,

e il modo di preservarsi dal flagello più terribile e più devastatore

dell'umana generazione.

Ora scendendo al particolare, d'ordinario si osserva, che ne' casi

dubbj di peste, o già scoppiata, o vicina, da ministri della pubblica

autorità si fa ricorso a chi se ne crede più istrutto e perito. Nè è

raro, che in così fatte emergenze a dare un giudizio, da cui spesso

dipende la sorte delle popolazioni, o a sostener pubblici ufizj

sanitarj, pur troppo per l'importanza loro gravissimi, sieno chiamate

alcune persone, le quali, sebben fornite d'un titolo legale in alcuna

parte dell'arte salutare, non di meno manchino delle necessarie

cognizioni politico-sanitarie: o veramente altre tali, che, quantunque

addette a tutt'altro mestiere, pure o in riguardo de' vecchi sistemi,

o per qualche combinazione sono collocate ad agire nella carriera

Sanitaria, mancanti però affatto de' lumi, e delle respettive

cognizioni. Or sì gli uni, che gli altri possono a queste fonti

giovarsi, perchè l'opera loro in sì duri frangenti torni a profitto

della patria e della nazione. Essi impertanto vi troveranno una guida

facile per rinvenire que' lumi, de' quali abbisognano, e con minore

fatica e minor dispendio di tempo, ch'è prezioso in ogni circostanza

della vita, ma specialmente nelle calamitose congiunture di peste.

Per sì facile mezzo ecco ripari opportuni al male, e all'onore ed al

nome del magistrato, del medico, o di chi altro sia eletto ministro e

provveditore.

L'uomo di lettere, il saggio, ed il perito non avrà forse bisogno

d'indici e di cataloghi; ma non per questo inutile o grave tornerà a

lui il vedersi registrato ordinatamente sì copiosa serie di autori.

Nè a persuadernelo credo necessarie le già dette, nè altre ragioni da

dirsi a prova della utilità di questo lavoro. In fatti il letterato

o per troppe brighe o per moltiplicità di notizie e d'idee è talora

sì inviluppato ed oppresso, che gli può tornar di sollievo e di

scorta il trascorrere un elenco, e 'l trascegliere, quale autore

più e meglio per la reminiscenza conosca aver trattato la materia,

ch'ei si trova fra mani. Di questo ajuto è più verisimile ch'egli

abbisogni nelle calamitose e difficili congiunture di peste, nelle

quali la mente agitata da continue angustie e timori, e sopraffatta

da passioni diverse trovasi spesso in tumulto; perchè stando più

confuse le idee, e le urgenze vie più premendo, più difficile anche

ne suol venire il ritrovamento e la scoperta dei più saggi scrittori.

Di questo mezzo allora ei si giova non solo per riandare su idee

utili, ma specialmente per risparmiare un tempo prezioso, il quale

nel cercare tra proprj libri un oggetto d'altra parte fors'anche

noto, assai di frequente si perde. In breve, sia vaghezza o bisogno

che s'abbia d'istruirsi nell'argomento della Peste, ed in oggetti di

pubblica amministrazion sanitaria, saran queste bibliografiche Notizie

un mezzo, che conduce a buon fine. Nè val l'opporre: come è possibile

in una selva di tanti libri, indicati soltanto, conoscere i buoni,

gli utili, e sceglier quelli, che facciano meglio al caso proprio, ed

ai bisogni instantanei corrispondano in tutto? Un solo catalogo di

autori e di titoli non basta per far conoscere altrui ove all'uopo

trovar si possa medicina e riparo alla ferocia ed urgenza del male.

Non val l'opporre, io dissi, giacchè non è un Catalogo, donde riparo

e medicina cercar si voglia, ma bensì da un Catalogo destar nozioni e

principj, de' quali potersi all'uopo fornire, e provvedersi l'autore,

che si conosca, o per la propria o per l'altrui sperienza, far meglio

al proposito. Conciossiachè ogni libro d'una materia per naturale

principio si sa contenere almeno su quel soggetto alcune generali

avvertenze, le più conosciute sperienze e nozioni; in una parola, la

disciplina, il metodo, la dottrina seguita in quelle date occasioni,

per le quali s'è scritto. Di più; e chi non sa quasi tutti aver poi

coteste generali nozioni e regole vicendevolmente seguite? Ma de'

più recenti parlando, è ben chiaro, come che la filosofia, la storia

generale, la fisica scienza, e la chimica, a' nostri tempi salite

in alto grado di cognizioni e di forza, anche da queste fonti sonosi

ampliate; così pure la facoltà di combattere questo truce e maligno

nemico dell'umana specie. Quindi giova avvertire che i più recenti fra

gli autori, al confronto degli altri, hanno in se raccolto un maggiore

corredo di cognizioni atte a fiaccarne la tremenda possanza. Il perchè

un catalogo, che sponga, come degli antichi, così de' più recenti

scrittori il nome ed il titolo, e che delle varie opere loro distingua

i tempi e le classi, dovrà risguardarsi come un'ottima guida, un utile

scorta, ancorchè materiale, capace di condurci allo scopo desiderato.

Ma per entrar al fine nel midollo del mio suggetto, e per agevolar

altrui il pro, ch'io me ne sono proposto, alla conoscenza, alla

scelta, e all'uso de' libri da me registrati gioveran forse le seguenti

generali avvertenze.

Ancorchè i filosofi ed i storici antichi Greci e Latini molto prima

de' medici abbiano conosciuto la contagione della peste; e fra gli

altri Tucidide, Aristotele, Dionisi d'Alicarnasso, Diodoro di Sicilia,

Appiano d'Alessandria, Anna Comneno, Evagrio, Procopio, Eusebio

Panfilo, Tito Livio, Ammiano Marcellino, Boccaccio, e tanti altri,

della qualità sua attaccaticcia più o meno chiaramente ne abbiano

scritto; quantunque tra gli autori che fiorirono prima del secolo

XV s'abbiano pur ottimi precetti intorno la peste e le malattie

contagiose; e li provvedimenti politico-sanitarj de' Veneti del

secolo XIV, quelli del Governo di Milano, e d'altre principali città

d'Italia ottimi suggerimenti preservativi contengano; pur si vuol

tenere, che le più chiare idee della peste e dei mezzi da ripararla

debbonsi agli autori del secolo XV, e particolarmente a quelli del

secolo XVI. _Raimondo da Vinario_, _Guido da Cauliaco_, autori del

secolo XIV, ricordarono appena, che fosse pericoloso il trattar coi

malati di peste, e con quelli, che venissero da siti appestati, ma

non conoscevano nè i mezzi nè i modi del purificare le robe infette,

nè quelli del ripararsi dall'infezione, come dottamente prova l'Autor

degli Annali Universali di Medicina. _Marsilio Ficino Fiorentino_,

_Alessandro Benedetti_, Veronese, scrittori del secolo XV hanno tra

i primi divulgata la nozione del contagio; ma le vere cognizioni

intorno il contagio, e le più chiare idee della peste e dei mezzi di

preservazione si debbono specialmente agli autori del secolo XVI. Gli

antichi medici non avevano per così dire idee dei contagi, o quali

ne avevano, erano poche ed imperfette. La maggior parte da vizio

nell'aria, da corruzione dell'aria, da un'aria velenosa la contagion

ripetevano. Il perchè, quasi tutti raccomandarono i vieti bezoardici,

l'accensione de' fuochi, la purificazione dell'aria con sostanze

odorose, per difendersi dall'infezione e per estinguer la peste. Altri

le cagioni di essa da influsso degli astri e delle stelle derivarono,

altri dagli influssi terrestri; e v'ebbero pur anco autori e diversi

del secolo XVII, che non seppero svincolarsi da tali ridicole opinioni.

In fatti pubblicò il _Leto_ proceder la peste dalla sostanza del

cielo (Parigi, 1621), l'_Helbling_ essere ingenerata la peste da un

triplice ente, cioè divino, degli astri, naturale (Friburg, 1615),

l'_Artmanno_, nell'aria consistere le cagioni della Peste (Regiom,

1687), il _Bartolino_, Consiglio per correggere l'aria pestilenziale

(Hafn., 1654), _Giovanni Giovane_ de' Medicamenti _Bezoardici_, il

cui uso preserva dalla Peste (Antwerp. 1585), il _Lasson_ essere il

bolo armeno rimedio della Peste (Parigi, 1575), il _Limbisano_ dal

terremoto, come cagion della Peste (Napoli, 1629), ed altre si fatte

opinioni. Per molto tempo i mali contagiosi sono stati insieme confusi

coi mali epidemici, e ad onta degli insegnamenti di valenti scrittori,

per lungo tempo la peste è stata dai medici confusa con altri morbi.

Dal Fracastoro incominciarono i medici occuparsi di proposito di

questa materia gravissima. A lui dobbiamo di essa le vere e più

esatte nozioni; non che al Sennert, al Lancisi, a Prospero Alpino, al

Sydenham, al Mead, allo Schmid, ec.

L'altro ricordo, che gioverà aver presente intorno la scelta dei

libri, si è di guardarsi cautamente da quegli autori, che, sedotti da

soverchio amore per la propria opinione, o vaghi di singolarizzarsi,

dichiararonsi oppugnatori della _comunicabilità_ della peste; e ad onta

delle immense stragi, che ha menate cotesto flagello desolatore, non

ostante le osservazioni in tutti i tempi, su tutti i luoghi, l'opinione

di quasi tutti gli scrittori, ed il generale consentimento, sostennero

la non contagione della peste. Questa opinione è stata una delle

più funeste all'umanità, come quella, che trasse sovente le troppo

credule Magistrature nel gravissimo errore di abbandonare le necessarie

cautele di Sanità; quella, che mantenne la dissensioni e contraddizioni

fra i medici, e quella certa dubbiezza fra le popolazioni, da cui

derivarono incalcolabili danni. D'altra parte, fra gli oppugnatori

della contagione della Peste si noverano scrittori per autorità e

rinomanza riputati ed illustri; p. e. lo _Stoll_ nel 1774 (_Ratio

medendi V. II. p. 59._) nega alla peste la qualità attaccaticcia.

Questa stessa opinione è sostenuta dal Protomedico _Ferro_ nel 1782

_von der Ansteckung der epidemischen Krankheiten und besonders der

Pest. Leipzig_, 1782. _Allgemeine deutsche Bibl. LIII. p. 387. Tüb.

Anz. 1785. p. 205_, da esso poi emendata nel 1787. _Nähere Untersuchung

der pestansteckung, nebst zwei Aufsaetzen von der Glaubwürdigkeit der

meisten Berichten der Moldau und Walachey, und der Schaedlichkeit der

bisherigen contumazen von D. Lange und Fronius_. L'_Assalini_ nel 1801

riproduce la medesima opinione della non comunicabilità della peste

(_Riflessioni sopra la Peste di Egitto. Anno IX. 1801._). Il _Webster_

scrisse nel 1800 un'opera in due volumi, nella quale si sforzò di

provare che la peste, la scarlattina, la petecchiale, la febbre

gialla non sono contagiose (_A brief History of pestilential Diseases

ecc. London_, 1800.). L'_Adams_ nel 1809 ha sostenuta l'opinione

del _Webster_ (_An Inquiry in to the Laws of epidemie etc. London_,

1809.); e il _Maclean_ nel 1817 e 1818, oppugnatore appassionato

della _comunicabilità_ della peste, giunse per fino ad esporre se

stesso al pericolo di restar vittima del contagio per dar prova della

sua opinione. L'_Hancock_ nel 1821 è dell'opinione del _Webster_ e

del _Maclean_ (_Hancock, Researches in to the Laws and Phenomena of

Pestilence etc. London_, 1821, _Maclean, Results of an Investigation

respecting epidemic and pestilential Diseases ecc. London_, 1817.

1818.). Diversi altri autori molto prima di questi hanno negato

alla peste la qualità contagiosa; tra' quali il _Bouillet_ (_Suite

des Elemens de la Medecine pratique_), il _Dessenius a Cronenbourg_

(_de Peste Commentarius vere aureus ecc. Coloniae_, 1564.), il

_Jourdan_ (_Pestis Phaenomena ecc. Francofurti_, 1576.), il _Faccio_

(_Paradossi della Pestilenza. Genova_, 1584.), il _Magirus_ (_von der

Pest. Amsterdam_, 1632.), il _Lange_ (_Rudimenta Doctrinae de Peste.

Viennae_, 1784.), il _Dale Ingram_ (_an Historical Account on the

several Plagues that have appeared in the World since the year 1346:

with an Inquiry into the present prevaling opinion, that the Plague is

a contagions Distemper, ecc. London_, 1755.). Giova assai conoscere

i sostenitori di sì pericolosa opinione per non lasciarsi sedurre in

così grave argomento dalle loro dottrine, le quali, a guisa di quelle

funeste meteore, che spargono una falsa luce sull'orizzonte, sono meno

atte ad illuminare, che più non sieno acconce a danneggiare la terra.

Ma proseguendo a ragionare sulla scelta de' libri, secondochè occorra,

sarà buon avviso di attenersi a quegli autori pratici, ch'ebbero a

trovarsi in occasione di peste, avendo essi fatte le loro osservazioni

in mezzo alle stragi del morbo, e quasi come sul campo di battaglia.

Questa è la cattedra dell'istruzion più sicura; non quella di coloro,

che lontani dal pericolo, senza aver mai veduto nè peste nè appestati,

fra gli ozj tranquilli de' loro gabinetti letterarj si accinsero a

scriverne, trascrivendo di qua e di là le altrui osservazioni, o al più

i voli seguendo di troppo fervida immaginazione. Chi non si trovò nel

caso di peste, difficilmente si potè formare un'adeguata idea di questo

morbo esiziale; quindi è pur inverisimile, ch'ei possa dirette nozioni

altrui sporre. Gli scritti di un autore, a cui toccò di osservare da

presso una o più pestilenze, hanno un certo carattere solenne di verità

e d'interesse, che li dee far distinguere di leggieri, per chi non è

ignaro della materia, da tutti gli altri appartenenti ad autori, che

non siensi trovati a trattare sì luttuoso argomento. Dovendo scegliere,

specialmente in parità di circostanze, sarà sempre meglio preferire gli

originali alle copie.

In oltre giova avvertire, che una fatale ripetuta sperienza ci ha

finor dimostrato, che nel morbo della peste sono pericolosissimi in

pratica gli autori teoretici, i fautori di sistemi, e d'ipotesi, li

quali talvolta assai più della peste medesima riescon fatali. Una

prova di questa verità ci offrono le funeste, e terribili conseguenze,

che nella desolatrice peste di Marsiglia del 1720 ebbero le false

opinioni teoretiche di _Chicoyneau_, _Saulier_, _Verney_, sull'indole

di questo morbo; i quali, educati alla scuola, e nelle false dottrine

di _Chirac_ professore a Montpellier, uomo per altro celeberrimo a que'

tempi, ma che non avea mai veduto la peste, non seppero rinunziare

all'abbracciato sistema, e alle dottrine ricevute dal loro maestro,

malgrado l'evidenza dei fatti ed i furori di un contagio sterminatore,

ostinatisi a considerare la malattia, come una febbre perniciosa bensì,

ma non contagiosa. Ciò sciauratamente avvenne in varj altri casi

di pestilenza per la suddetta cagione di false opinioni teoretiche,

e di una fatale insistenza nell'attenersi alle abbracciate ipotesi

sistematiche. Nell'argomento specialmente della _peste_, ed in ogni

altro di malattie epidemiche e contagiose i fatti, quanto più nudamente

e fedelmente esposti si trovano, tanto meglio di essi ne comparisce

l'importanza, tanto più utile ed istruttiva ne riesce la storia.

Or io non m'intratterrò a dar un giudizio sul merito di ciascheduna

Opera in particolare. Ad eseguir ciò, come converrebbe, troppi mezzi,

più tempo e dottrina, ch'io non ho, ci vorrebbero.

Premesse tutte queste nozioni, a guida dei più inesperti, a' quali

potessero tornar giovevoli le sopraccennate bibliografiche notizie,

additerò alcuni autori, che della Peste han trattato, secondo me, in

modo più singolare e opportuno, per quanto m'è riuscito di raccogliere.

Questi sono l'_Ingrassia_, il _Massaria_, il _Diemerbroek_, il

_Peima da Beinthema_, l'_Hodges_, il _Sorbait_, il _Sydenham_, il

_Werlosching_, il _Schamschy_, il _Benza_, il _Mead_, il _Fornes_, il

_Deidier_, lo _Schreiber_, il _Paris_, il _Minderero_, il _Bertrand_

(_Gio. Battista_), il _Mertens_, il _Semolovitz_, l'_Orreo_, il

_Russel_, il _Chenot_, lo _Schraud_, il _Valli_, il _Foulkner_, il

_Mac-Gregor_, il _Foderé_, il _Romani_, il _Grohmann_. Non altrimenti è

da tenere degli altri tutti, che fecero parte della Spedizione Francese

in Egitto, che furono il _Desgenettes_, il _Lerroy_, il _Pugnet_, il

_Savaresi_, il _Frank_, il _Sotira_, l'Autore _du Courrier de l'Egypte_

ecc., così pure le dottrine di alcuni celebri uomini, che senza esser

medici hanno dato al pubblico trattati, e descrizioni sulla Peste,

di un merito, che vince d'assai quelle di molti medici: e sono il

_Card. Gastaldi_, il _Padre Maurizio da Tolone Cappuccino_, il _Padre

Antéro Maria da s. Bonaventura_, il _Turriano_, il _Mazzucchelli_,

il _Muratori_, il _Cav. Azuni_; il _Papon_, lo _Scudéri_, il

_Boccaccio_, _Marsilio Ficino_, il _Rondinelli_, il _Ripamonti_; la

più parte de' quali raccolsero le loro osservazioni di mezzo alle

terribili devastazioni della peste. Così pur è da dire di tanti altri

rispettabili pratici, che trovaronsi in occasioni di Peste, e che

sodamente di essa ragionarono, come sono il _Fracastoro_, il _Cardano_,

il _Bairo_, il _Massa_, _Valesio da Bourgdieu_, _Prospero Alpino_, il

_Capivaccio_, _Roderico_ e _Pietro da Castro_, il _Susio_, il _Moller_,

il _Landi_, il _Rinci_, _Gio. Battista Gemma_, il _Barbette_, il

_Daciano_, l'_Alfano_, il _Pona_, il _Managetta_, il _Lebselter_, il

_Dornkrell_, lo _Schoenborn_, il _Bokel_, il _Garnerio_, il _Settala_,

il _Sestini_, l'_Imperiale_, il _Pasini_, il _Righi_, il _Redlich_, il

_Ghisellero_, il _Giberti_, il _Fabroni_, il _Rivino_, il _Kanold_,

il _Gottwald_, lo _Sthaar_, il _Pichari_, il _Daver_, l'_Astruc_, il

_Loob_, ed altri molti, ch'io non conosco, o de' quali non ho ancora

chiara l'idea. Che se si abbia vaghezza o bisogno d'istruirsi di

cose relative alla storia generale, ovvero alle varie epoche delle

Pesti, converrà ricercarle principalmente fra i Cronologisti; e

sono l'_Adami_, il _Graziolo_, il _Gastaldi_, il _Padre Kirchero_,

il _Lebenswaldt_, il _Cavriolo_, l'_Agricola_, il _Tarcagnotta_, il

_Platina_, il _Musanzio_, e tanti altri ancora a me ignoti.

Intorno poi a que' Regolamenti Politico-Sanitarj, che le varie città

e provincie, e i differenti Governi stabilirono a loro difesa, e che

costituiscono altrettanti codici di leggi e di editti sanitarj, non

mi fo lecito di darne giudizio. Questi Regolamenti parziali hanno

immediato rispetto alle circostanze particolari de' luoghi, de'

costumi, usi, ordini, vizj, bisogni, ecc. dei differenti paesi. Ciò

ch'è buono in un luogo, può non convenire ad un altro. Fra i molti

che ho indicati nel Catalogo bibliografico, potendosi scegliere,

gioverà forse preferire quello o quelli che appartengono a città o a

provincie costituite in parità di circostanze; e che alla situazione,

usi, bisogni, ecc. della provincia, minacciata o colpita, più van da

presso. Si avverta in oltre che i paesi e le provincie più soggette

alla peste, quelle cioè che sono state istrutte da una maggiore e

più trista sperienza, posseggono d'ordinario i migliori Regolamenti;

mentre le provincie e le città più lontane dal pericolo della peste,

e meno soggette a questo flagello, o non hanno Regolamenti, o gli

hanno viziosi e imperfetti. I Regolamenti Sanitarj de' Veneziani

contenevano, relativamente ai tempi, in cui sono stati scritti, ben

ottimi provvedimenti preservativi, specialmente per quanto riguarda

le sospette comunicazioni dalla parte di mare; nè si può contendere

ai Veneti la gloria di essere stati in questa specie di scienza i

primi maestri delle altre nazioni. Ottimi provvedimenti preservativi

pur anco contengono i Regolamenti Sanitarj di varie città e provincie

della Germania ma questi si riferiscono specialmente alle sospette

comunicazioni dalla parte di terra. Molti porti e lazzeretti di Europa

hanno ora dei Regolamenti eccellenti; ma questi Regolamenti non sono di

pubblico diritto, e si custodiscono per lo più con una certa gelosia,

che non favorisce il progresso delle idee, e delle scienze. Intorno

ai principali lazzeretti di Europa si potrà consultare l'opera di

_Howard_, che ne ha scritto _ex-professo_.

Finalmente a mio credere le Opere sulla Peste troppo voluminose,

troppo lunghe, quelle che contengono molti dottrinali e molte parole,

e che non sono scritte con chiarezza e precisione, non giovano gran

fatto, sono di poca o nessuna utilità in tempo di peste, per quelli

specialmente che aspettano quell'occasione per istruirsi, accesosi

in loro il desiderio d'imparar a schivare il pericolo, quando sta

loro alle spalle, restando allora appena tempo di adoperare i mezzi

necessarj al salvarsi. La chiarezza, l'ordine, la disposizione piana

e regolare degli argomenti, una tessitura facile, e tale che ne

porti l'effetto di ritrovar prontamente e per ogni caso l'occorrente

istruzione, sono qualità pregevolissime in ogni opera di qualsivoglia

materia; ma particolarmente si rendono qualità essenziali e utilissime

nelle Opere, che trattano della Peste o della pubblica Amministrazion

Sanitaria.

Della peste e della pubblica amministrazione sanitaria · 第 48 / 135 题