NOTA

.... L'indagine psicologica, l'osservazione e lo studio del fenomeno

spirituale, l'analisi del sentimento sono la caratteristica della nostra

età e il tormento nostro. Questa curiosità pretensiosa di conoscere noi

stessi sembra penetrare dalla scienza nella vita comune e divenire

abitudine e sollazzo dello spirito. Il cronista narra della ragazza che

s'è avvelenata e riferisce i particolari piú minuti del fatto; ma non ci

bastano essi, e vorremmo sapere quale successione di pensieri dolorosi o

folli, quale aberrazione di sentimento ed esagerazione di passione

erotica, quale cumulo di avverse circostanze esteriori e che influenza

di contorno ha condotto quella femminetta al proposito insano.

Né ci sbigottisce e rattiene la profanazione dell'idealità; anzi ci

sembra d'innalzare noi stessi abbassando i grandi uomini a noi se

possiamo apprenderne a rilevarne i difetti o le colpe. E non la sola

vaghezza dell'ignoto, ma l'avidità di conoscere in che guisa vivevano e

come sentivano i nostri avi induce gli studiosi a violare per gli

archivi i segreti del tempo e della morte e innamora le persone severe e

cólte alla storia dei costumi. Però l'efficacia della critica storica è

tanta che non si capirebbe senza avvertire questa ragione remota della

sua necessità.

Ma l'arte quando esagera le tendenze dell'età sua si pervertisce sempre

e pervertisce e stanca: onde l'uggia del romanzo psicologico decaduto a

una specie di psicologia romanzesca; onde il rimprovero che si muove

pure ai poeti di ricercar troppo e con morboso compiacimento le

sensazioni insolite, le esagerazioni sentimentali, le infermità

psichiche nella passione umana; e quindi anche il desiderio che l'arte

si ritempri ai modi degli artisti sani e validi, e, pur rinnovandosi,

anzi per rinnovarsi meglio, si rifaccia espressione schietta e forte del

sentire e della vita.

Del qual desiderio tenuto conto, e, d'altra parte, tenendo conto della

fortuna che seconda gli studi intorno il costume antico, non sarebbe

meraviglia se a qualche scrittore venisse l'idea di rinnovare, con

invenzione sua, il racconto del fatto antico.... Ma qual norma dovrebbe

seguire questo raccontatore di novelle che ritraessero costumi e vita

d'altri tempi e la passione di tutti i tempi?

Per me, una delle due:

O la maniera arcaica, cosí nello stile come nello sviluppo del racconto

(prova d'arte riflessa, a diletto di pochi dotti: già sfoggio in Balzac

di maestria e di meravigliosa potenza stilistica e fantastica, e, da

noi, esercizio, affettazione di bello stile nel Cesari, nel Colombo,

nello Zambrini, nel Livaditi, in altri, e, non è molto, grazioso

capriccio di Ugo Fleres);

o (per prova d'arte spontanea, a diletto di tutti) la maniera moderna:

cioè, nulla d'arcaico nel racconto, se non, intimamente, quanto bisogna

a non offendere la rappresentazione, la verità, la visione dell'antico e

la realtà della storia: dunque profittare d'ogni mezzo che noi abbiamo

imparato e conserviamo dell'arte vecchia perché nuovo in eterno;

colorire modernamente la forma, per quanto è possibile e conviene, e

anche improntare il racconto di quell'osservazione e spiegazione

psicologica da cui oggi acquista verosimiglianza e allettamento lo

sviluppo della passione. Soltanto un'impronta, s'intende; e a ciò si

pretenderebbe un senso delicatissimo di temperanza fra il vecchio e

quello che può rimanere moderno....

Ma rifarsi all'arte ingenua e primitiva dei trecentisti, del Sacchetti,

per esempio, adattando a quella loro bella semplicità il moderno stile

semplificato, non credo si possa senza offendere il precetto oraziano,

l'immutabile precetto del _cor sincerum_.... Nessun grande artista si

sottrasse mai del tutto al suo tempo, pur quando ne avversò i gusti e ne

avvisò gli errori, e in arte non si saltano impunemente quattro o cinque

secoli....

A. A. (Da un articolo del _Fanfulla_

_domenicale_ n.o 8, an. XVII).

_Finito di stampare_

_il dí 25 Febbraio MDCCCXCV_

_nella tipografia della ditta Nicola Zanichelli_

_in Bologna._

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Vecchie storie d'amore · 第 52 / 52 题