«Troverai colla mia una lettera di Laura.... Voglio dire di madamigella
Laura Ramati. Leggila prima dʼogni cosa, ed ascolta poi quanto vado a
dirti.
«Non è certamente questo il caso di ritornarti alla mente come altra
volta io biasimai la fiducia da te riposta in quella signorina, troppo
bionda per esser costante.—Il dolore che senza dubbio ti assale in
questo momento, mʼimpone un sacro dovere: quello di giustificarti, e
dar passo alla luce della verità.
«La verità anzi tutto, essa è il mio forte, e se mille di queste damine
mi tentassero coi loro seducenti sorrisi, non saprei tacerla.
«Le donne sono diplomatiche per istinto; la più ingenua di esse vale
almeno due uomini; è questo un antico adagio che sarà di unʼeterna
attualità.
«Lessi attentamente la tua lettera di rimprovero a madamigella Laura,
e non vi trovai quelle amare ingiurie, quel barbaro linguaggio a cui
mi si vorrebbe far credere.—Io riconosco in quelle espressioni il
grido di dolore che parte dal profondo dellʼanima; in ogni accento, in
ogni parola, e persino nella straziante ironia che scoppia ad ogni tua
frase, vi trovai una sola espressione, un solo concetto: lʼamore.
«Una donna che ami davvero, non potrebbe leggere quelle
pagine senza piangere ed espiare la sua colpa con una pronta
riconciliazione.—Madamigella Laura, trovò lʼinsulto nella preghiera,
la rabbia nellʼamore, e sai perchè?..... perchè quella ragazzina sorta
appena dallʼinfanzia, adorna di tutte le grazie, quellʼangioletto dai
capelli dorati, ha le ali di farfalla; perchè infine a madamigella
Laura è passata la febbre, e non ti ama più.—Il risentimento sorge
dalle ceneri dʼamore.—Non si tratta nè di virtù, nè di doveri, ma
sibbene dʼinfedeltà e dʼincostanza.
«La donna quando ama è simbolo dellʼegoismo, tutto tace davanti alla
sua passione; ma quando la ragione e la logica entrano per una parte
nel suo cuore, lʼamore ne esce dallʼaltra. Laura ha mentito, perchè non
ebbe nemmeno il coraggio di confessarti la verità; sotto lʼapparenza di
una falsa virtù ella nascose la sua leggierezza.
«Mio buon Ermanno, io spero che non ti darai alla desolazione perchè
una donna ti ha tradito; scuoti per quanto puoi il tuo amor proprio,
la tua stima dʼartista, e sollevati dallʼavvilimento in cui ti trasse
un fatale errore.—Vuoi tu sapere perchè madamigella Laura trovò la
tua condotta biasimevole? perchè la prima volta le venne il rimorso di
alimentare unʼaffetto incompatibile coʼ suoi doveri?... Vuoi tu sapere
infine, perchè durante tutto il viaggio in Toscana, ella non ti scrisse
mai? Ascolta.
«Prima di tutto, è bene il dirti che fra i suoi compagni di viaggio,
eravi quel certo cugino di madama Salviani. Tu lo conosci, è un giovane
distinto, figura discreta, spirito discreto, con un reddito di venti
mila lire annue; e questo fra parentesi passa la discrezione. Il signor
Filippo insomma si presenta sotto unʼottimo punto di vista agli sguardi
di una signorina da marito.
«Ignoro quel che può essere avvenuto durante il viaggio, ma so per
altro che fin dal primo giorno del loro arrivo in Milano, quel signore
è diventato intimo di casa Ramati; vi entra di lungo e largo, accetta
spesso inviti a pranzo, accompagna madama e madamigella al corso, le
visita in palco; e di notte passeggia sotto al balcone di Laura.
«Ecco la chiave di tutto; ecco come quella debole creaturina ha trovato
il filo di tutte quelle virtù, e di tutti quei doveri di cui si mostra
tanto gelosa.
«Mi pesa orribilmente allʼanimo il farti questa rivelazione; ma è mio
stretto dovere dʼamico di nulla tacerti, perchè non voglio prolungare
la tua incertezza con un crudele silenzio.
«Io lo so, queste mie parole ti suoneranno amare, ma spero nella
reazione; dissi tutto dʼun fiato per darti uno scrollo improvviso;
è un rimedio estremo consigliatomi dalla prudenza.—In certi casi,
le dubbiezze potrebbero esser fatali, ed io feci ciò che mi dettava
il cuore; domani farò quanto mi consiglia la ragione con madamigella
Laura. Non soffrirò mai che tu debba essere sotto il peso di una
recriminazione ingiusta, non soffrirò che quella farfallina venga
arditamente sfoggiando una falsa virtù per celare i suoi difetti.
«Domani vado da lei, e forse per lʼultima volta, ma ti giuro che io
prenderò ampia rivincita del tuo amor proprio offeso.
«Armati di tutto il tuo coraggio, mio buon amico per dare unʼaddio a
queste larve che trasvolano leggiere nello spazio; non addolorarti se
una ragazza si è mostrata qual è una bandiera disciolta al vento.—Il
tuo genio deve porti al disopra di tutte queste piccole miserie;
attorno a quella giovinetta, tu creasti un mondo dʼillusioni, e
lʼideale che ti sei fatto di lei, non è cosa sua, ma parto della
tua fantasia dʼartista.—Essa non è quale tu la vedi una creatura
sublime, ma sibbene una donnicciuola qualunque con tutti i difetti e le
leggierezze del suo sesso.
«La tua meta sia ben altra: la tua innamorata devʼessere lʼarte;
confida in lei, volgi ad essa i tuoi pensieri e le tue aspirazioni, che
non lo farai invano.—Pensa infine che tua madre, quella povera donna
ti adora, e che tu potresti cercare tutto il globo senza trovare un
cuore pieno di te come il suo. La sua esistenza è legata alla tua, il
tuo avvenire è la sua vita; serba per essa i tesori del tuo affetto.
«Io spero che non sarà lontano il giorno in cui tu saluterai con gioia
il ritorno della tua pace. È questo il migliore augurio che sappia
farti il tuo affezionato