«Da due giorni mi trovo qui alla villa Ramati, ove appena giunto mi
colmò di gioia la notizia che mi diede Laura della tua guarigione. Ti
assicuro che ero assai inquieto per la mancanza di tue lettere, e se
Laura non avesse saputo qualche cosa del tuo stato, non avrei indugiato
a venirti a trovare. Fortunatamente ciò non è necessario, e ne sia lode
al cielo; ora sapendomi qui non ti costerà gran fatica lʼindovinare lo
scopo di questa mia lettera, della quale prima di tutto, dichiaro che
intendo essere assolto.
«Se ti scrivo, non è tutto per mio volere, giacchè in questi giorni
passai sotto gli ordini di madamigella Laura che mi comanda di
rivolgerti la parola, mettendomi a forza la penna fra le dita.
«Laura adunque mi ordina di dirti, che noi siamo felicissimi per la
tua guarigione, e ne rendiamo grazie al Signore; ma siccome tu hai
la smania di occuparti di soverchio e facilitare così una ripresa al
male, noi ti preghiamo, e se fa duopo ti comandiamo di dar passo per
ora agli impegni, e goderti la convalescenza. Per ciò, al solo scopo
di prevenire i funesti effetti di una ricaduta, ti dichiariamo che sei
atteso qui senza fallo entro domani, od al più tardi per il giorno dopo.
«Questʼordine è scritto sotto gli occhi di Laura che in questo punto
mi dice averti già ella tenuto parola in proposito, perciò credo che
non ti farai di troppo desiderare, e.... volerai ad appagare le nostre
brame.—È inutile che io ti aggiunga preghiere dopo quanto ti avrà
scritto questo angioletto che mi sta alle spalle sorridendo ad ogni
parola che mi sfugge dalla penna.—Ho meco la copia di quel certo
ritratto, e ti giuro che se non vieni tu stesso a prenderla, perderai
sovrʼessa ogni diritto.
«A me parrebbe di averti detto tutto, ma il consigliere che mi sta
ai fianchi, non la pensa così, e mi ordina di scrivere sotto il suo
dettato.
«Ecco: la mamma ed il papà Ramati ti pregano per mezzo mio di
ricordarti della tua promessa. La signora Salviani ti desidera, io ti
aspetto, ma Laura ti vuole. Ella ha sognato la notte scorsa che tu le
dicesti di venir domani, epperciò ti previene che allʼora dellʼarrivo
della vettura ella sarà sul terrazzo a spiare sulla strada, e che se tu
non verrai sfogherà il suo rancore collo scrivente, il quale perciò ti
supplica di salvarlo da tanto periglio.....
«Qui tace la delicata vocina della mia direttrice, e qui faccio punto
anchʼio perchè dopo tanto, non mi resta più nulla a dirti.—Addio.