C'est assommant!

AMALIA

_(con comica serietà)_ Viaggerà per lo meno con un cagnolino, che

diamine!

_(Danno in una breve risata CLAUDINE, ALBERTINA, ROSSANA e anche NINÌ.)_

AMALIA

Ma, scusate: che c'è da ridere?

NANETTA

_(si leva di scatto, livida in volto.)_

CLAUDINE

Qu'est ce qu'il y a, signorina?

NANETTA

No... niente... Pensavo d'andarmene...

TUTTE E CINQUE

_(alzandosi simultaneamente)_ Perchè?... Perchè?...

SCENA QUINTA.

ENRICO

_(di dentro, con voce festosissima)_ Claudine! Claudine!

_(L'azione che segue sarà molto mossa e molto rapida. Le voci quasi si

confonderanno insieme.)_

CLAUDINE

_(con una ostentazione di gioia istantanea)_ Le voilà. C'est lui!

_(Corre verso la porta in fondo.)_

LE ALTRE QUATTRO

_(corrono chiassosamente dietro di lei.)_

AMALIA

È lui, è lui, è lui!

ROSSANA

Il guerriero! Il guerriero!

AMALIA

L'eroe!

ALBERTINA

Finalmente!

NINÌ

N'era tempo!

NANETTA

_(vorrebbe fuggire. Non sa. Non può. Cerca di nascondersi alla meglio.

Torna a sedere sul divano, rimpicciolendosi affinchè il paravento e le

foglie delle palme impediscano che Enrico la veda.)_

ENRICO

_(sulla soglia — col braccio destro infilato in una fascia che gli pende

dal collo — circondato, assalito dalle CINQUE DONNE)_ Cielo, quante

donne! _(Il suo aspetto è molto diverso da quello che era. Egli serba

nella fisonomia la dolcezza di una volta, ma ha il portamento del

bell'uomo sicuro di sè stesso. Una bellezza maschia e agile. Una

sapiente eleganza mondana. Uno sguardo lampeggiante e a un tempo

carezzoso. Un paio di baffi un po' spavaldi. Sulla fronte e intorno agli

occhi già qualche segno di una vita molto vissuta.)_

CLAUDINE

_(buttandoglisi addosso, abbracciandolo, arrestandolo sulla soglia)_ Mon

cheri, mon cheri!... Je n'en pouvais plus....

ENRICO

Attenta! Non troppo calore, chè il marchesino mi ha tatuato il braccio.

CLAUDINE

Oh, c'est idiot!

_(Tutte sono asserragliate intorno a lui.)_

ROSSANA

Nulla di grave, è vero?

ENRICO

Un'inezia. Una scalfittura.

AMALIA

Vi siete stretta la mano?

ENRICO

Ma sì! Povero marchesino!... Con lui, in fondo, mi sarei potuto anche

risparmiare le furie della mia gelosia.

NANETTA

_(ha un moto di strano trasalimento.)_

CLAUDINE

_(appiccicata a Enrico)_ Mais embrasse-moi, donc!

ENRICO

Con tutto il cuore, musino mio adorato. Tè! _(Le dà un grosso bacio

sulla bocca)_ Questo, per ora.

AMALIA

Un bacio, però, oggi, ci spetta a tutte, caro guerriero.

ALBERTINA

S'intende.

ROSSANA, ALBERTINA, NINÌ, AMALIA

_(tumultuando)_ Un bacio! Un bacio! Un bacio! Un bacio!

ENRICO

Guarda guarda! Perfino Ninì mi chiede un bacio!

NANETTA

_(facendosi animo, si leva per mostrarsi)_ E perfino io te lo chiederei

se queste signore non mi pigliassero in giro.

ENRICO

_(con un grido di stupore straordinario)_ Nanetta!...

NANETTA

_(quasi umile)_ Sì, Nanetta.

ENRICO

_(guardandola vivamente)_ Dio mio,... non mi pare una realtà... Non mi

pare possibile.

NANETTA

Da quanto tempo, eh?... Temevo che non mi riconoscessi.

ENRICO

La tua voce è sempre quella...

NANETTA

Sì, forse la voce...

LE CINQUE DONNE

_(fanno corona a una certa distanza, ascoltando, osservando con una

curiosità crescente. Hanno tuttora le labbra atteggiate a canzonatura,

ma è una canzonatura meno audace e un po' dubitosa.)_

ENRICO

_(correggendosi con deferenza gentile)_ E neppure di volto ti sei tanto

mutata che io avrei potuto non riconoscerti.

NANETTA

_(con un pallido sorriso)_ Sei molto indulgente. Tuttavia, convengo che

parecchie cose e parecchie persone, in questo tempo, sono mutate più di

me. In peggio, o in meglio. Tu, per esempio, sei diventato magnifico!

ENRICO

Niente di meno?

NANETTA

E parecchie, poi, sono sparite addirittura. Quanti morti, n'è vero?, tra

i nostri parenti, tra le nostre conoscenze....

ENRICO

_(sospirando)_ Sì, Nanetta, quanti morti!...

NANETTA

_(gli scruta le pupille)_ Anche... quel povero signor Corrado, l'anno

passato.... E che misera fine dev'essere stata la sua! _(Interrogando

con gli sguardi)_ Solo, come in un deserto, suppongo...

ENRICO

Io ne so poco. Non ero a Napoli, in quei giorni... _(Sorvolando)_ Ma,

dunque, com'è, com'è che sei qui, tu?!

NANETTA

Mi credevi in un eremitaggio? Mi credevi seppellita viva?

ENRICO

No, ma da quando mi sono stabilito a Napoli, non ci sei stata mai.

NANETTA

Ci sono venuta ieri...

ENRICO

E hai voluto vedermi?!

LE CINQUE DONNE

_(sentendosi estranee, sono estremamente imbarazzate, e, piano piano, si

allontanano un po' verso il fondo, raggruppandosi, scambiandosi qualche

breve parola, qualche cenno e non cessando mai di essere intente ad

ascoltare e ad osservare con la espressione di chi ascolta e osserva

cose di cui non abbia nessuna cognizione.)_

_(Il dialogo fra ENRICO e NANETTA procede serrato e animatissimo.)_

NANETTA

In ispirito ti ho sempre veduto.

ENRICO

In ispirito, era comodo. Il certo è che mi hai eliminato con una

costanza incredibile! Non un saluto, non un segno qualunque in una

qualche occasione lieta o luttuosa!

NANETTA

Intanto, oggi, me la sono giocata la mia costanza.

ENRICO

Appunto questo mi fa cascare dalle nuvole!

NANETTA

Eppure, niente di più spiegabile caro il mio cugino. Stamane, per caso,

ho appreso che ti saresti battuto, e mi è parso bene di accorrere. È

semplice come _bonjour_..., direbbe Claudine Ranier.

ENRICO

_(un po' a disagio per avere udito questo nome pronunziato da lei)_ Sei

accorsa per il duello?... Ora sì che intendo! Come sei stata buona!...

NANETTA

Ma debbo dichiararti che soltanto la paura mi ha indotta a essere buona.

Ho concepito, non so perchè, l'eventualità d'un risultato grave, e

allora mi son detto: potrò essergli utile, ci vado.

ENRICO

In altri termini, sei intervenuta... come Croce Rossa?

NANETTA

Ecco: come Croce Rossa. E giacchè, fortunatamente, hai avuto un duello

elegante, un duellino settecento, con la sola conseguenza di una

scalfittura che il profumo di queste belle donnine basterà a guarire, la

Croce Rossa non deve fare altro che congratularsi col prode combattente

e ritirarsi in buon ordine.

ENRICO

_(con involontaria freddezza)_ Io vorrei poterti trattenere, ma

comprenderai che....

CLAUDINE

_(pronta a intervenire, con una falsa intonazione di premurosa

deferenza)_ A ton aise, Enrico! Tu puoi trattenere la tua cucina finchè

ti pare e ti piace. Non ti devi genare.

NANETTA

_(a Enrico, cogliendo la palla al balzo graziosamente)_ Ti avverto che

Claudine Ranier mi dà... della _cugina_, ma crede che io sia stata una

delle tue amanti. Te la denunzio!

CLAUDINE

_(colpita, fa per parlare.)_

ENRICO

_(con un violento impeto di protesta austera_ — _a Nanetta)_ Una delle

mie amanti, tu!?

NANETTA

Tutte loro lo credono. Si sono, anzi, compiaciute di farmelo capire.

ENRICO

_(rivolgendosi alle donne)_ Ah, no, perdio! No! Questa scempiaggine mi

disgusta e m'indigna!

LE CINQUE DONNE

_(appaiono un po' sconcertate, smarrite.)_

AMALIA

In fin dei conti, che ci sarebbe stato di male?

ROSSANA

Sono cose che accadono specialmente tra cugini.

CLAUDINE

Chez nous, c'est tout ce qu'il y a de plus naturel!

NANETTA

_(nervosa, con una certa esaltazione apparentemente ridanciana)_ Anche

chez nous; ma, tra me e lui, — nel tempo dei tempi — accadde tutto

all'inverso...

ENRICO

_(sulle spine, interrompendo d'urgenza)_ No, Nanetta!... Che ti salta in

mente?

ROSSANA

Parli, parli, signorina!

AMALIA

Ma sì, parli!

CLAUDINE

Cela m'intéresse beaucoup. _(A Enrico)_ Perchè ci metti la mussaruola?

NANETTA

_(a lui)_ Ne hanno piacere. Lasciami dire. _(E, sempre più presa dal

bizzarro nervosismo, si rivolge alle cinque donne che quasi la

circondano)_ Sì, tra me e lui, accadde qualche cosa che gli assicurò la

più completa libertà del suo cuore, la più completa libertà della sua

giovinezza! Egli ha potuto disporne, infatti, con la gioia di chi

dispone d'un patrimonio inesauribile, ha potuto vivere libero, agile,

con l'animo pronto ogni giorno a riamare; ha potuto... promettere

sinceramente a loro tutte un po' d'amore e darne, forse, a qualcuna di

loro, un po' più di un poco. _(Eccitandosi intimamente d'una ebbrezza

amara)_ Dianzi, io mi sentivo avvilita. Questo piccolo consesso di

galanteria, in attesa del guerriero disputato, si divertiva di me,

timida intrusa dal viso avvizzito, che era venuta ugualmente ad

attenderlo, senza averne il diritto. Ma se loro avessero indovinato le

vecchie vicende della vecchia cugina, mi avrebbero invece accolta con

simpatia, perchè avrebbero compreso di dover essere grate _(in un tono

umilissimo)_ precisamente a me... di quel tanto d'amore promesso o già

offerto da lui. Non è così, Enrico?... Dillo tu. Attestalo tu alla tua

amante e alle tue amiche che ora mi stanno ad ascoltare attonite. Aiuta

la povera zitellona a soddisfare la sua vanità innocua...

LE CINQUE DONNE

_(sono lì veramente attonite, guardandola, senza più sorridere.)_

ENRICO

_(ha sopportato, con inquietudine, la bisbetica loquela di Nanetta, e,

stretto tra la deferenza che le deve e l'imbarazzo che ella gli procura,

si confonde, s'impappina)_ È così, è così... Ogni tua parola

corrisponde... a una verità! Tu fosti per me...

NANETTA

_(interrompendo con squisito umorismo)_ No... Lascia andare. Quel che io

fui per te, ti dispenso di dirlo, perchè temo che tu non lo ricordi con

precisione. E, del resto, io non desidero altro. _(Scherzosamente)_ Mi

hai riabilitata al cospetto delle mie graziose tormentatrici, e quindi

posso restituirti, tardi ma in tempo, alle tue occupazioni. Hai ancora

tanti baci da distribuire...

ENRICO

_(rianimandosi di schietta cordialità)_ Consentirai, almeno, che faccia

io una visita a te, oggi stesso.

NANETTA

Figùrati! Ne sarei felicissima, ma io riparto immediatamente.

ENRICO

Hai una fretta inverosimile!

NANETTA

È il mio regime, oramai. Mi metto in treno o in automobile e corro e

corro e corro!... Non so perchè, mi sembra che a furia di correre io

riesca ad abbreviare le ore, ad abbreviare i giorni, ad abbreviare gli

anni... Non puoi immaginare come sono lunghi gli anni per chi non ha più

nulla da fare!

ENRICO

_(ansioso)_ Ma, dunque, quando ci rivedremo, Nanetta?

NANETTA

_(con falsa disinvoltura)_ Probabilmente, mai più. Se càpito in America,

per esempio, addio Europa! Ma, in compenso, durante i miei viaggi, ti

manderò spesso...... delle cartoline illustrate con un saluto

affettuoso. _(Affaticandosi in un brio eccessivo di cui s'intravvede il

fondo desolato)_ Sei contento?

ENRICO

_(con una mesta ironia)_ Oh, contentissimo!

NANETTA

E tu me ne manderai altrettante. Senonchè...

ENRICO

Senonchè?

NANETTA

In una di esse, a tua scelta, ci metterai... _(S'interrompe.)_

ENRICO

Ci metterò tutto quello che vuoi.

NANETTA

... «Un bacio per Nanetta». _(Indi, vivacissima)_ E sì, per bacco! Prima

di morire voglio averlo anch'io un bacio d'un uomo, almeno in iscritto.

ENRICO

_(trasalisce d'un sùbito e le fissa in volto uno sguardo che vale cento

sguardi insieme.)_

NANETTA

Cos'è? Hai l'aria di meravigliarti?... _(E, con un forte balzo del

pensiero)_ Ah, già!... È giusto! È giusto!... Hai ragione... Che

smemorata che sono! Che smemorata!... _(La piglia un piccolo riso

convulso, mentre gli occhi le si riempiono di lagrime.)_

ENRICO

_(ansioso, incapace di raccapezzarsi)_ E di che ridi, adesso?

ROSSANA

_(pianissimo alle altre)_ Ma è un riso che somiglia al pianto!

NANETTA

Vuoi proprio saperlo di che rido?!...

ENRICO

Sì.

_(Un breve indugio.)_

NANETTA

_(ha cessato di ridere. Gli si accosta un po' di più, come per sottrarsi

alquanto all'ascoltazione delle donne. Il suo accento si fa fievole e

soave)_ Ebbene,... ti prometto che quando, dopo tanto viaggiare, partirò

finalmente per l'ultimo viaggio, ti lascerò una lettera lunga lunga

lunga:... una lettera dalla quale saprai tutto ciò che vorresti sapere

in questo momento. La leggerai, lo so, con molta pena, e poi... dirai

due parole che non hai mai pronunziate... _(Le tornano le lagrime agli

occhi, e già qualcuna le riga le guance)_ Dirai: Povera Nanetta!

NINÌ

_(intenerita, mormora alle compagne:)_ Chi sa perchè!

ENRICO

_(in uno sbalordimento angoscioso)_ Quante stranezze, Nanetta, nella tua

esistenza!

NANETTA

Nessuna!... Te ne convincerai tu stesso, a suo tempo. _(Si rivolge

repentinamente alle donne, con un ritorno di vivacità fittizia)_ E,

questa volta, ho finito davvero, signore mie. Più nulla da rettificare,

più nulla da rinvangare, più nulla da promettere. Più nulla di nulla!...

Tutto sommato, sono stata noiosa parecchio con le mie malinconiche

goffaggini; ma loro, in fondo, son brava gente, e spero... che vorranno

perdonarmi.

CLAUDINE

_(con sincera resipiscenza, quasi con sommissione)_ Voyons, donc! C'est

idiot!... Ci aspetterebbe a noi di farci pardonare dalla signorina...

NANETTA

_(dolcemente grata)_ Perdoniamoci, dunque, a vicenda, e anche,... perchè

no?..., separiamoci con una buona stretta di mano. _(Stende le mani,

offrendole)_ Significherà bene che la nostra breve conoscenza non lascia

in noi nessun cattivo ricordo.

_(Le CINQUE DONNE appaiono impacciate, esitanti, umilissime.)_

CLAUDINE

Certamente.

ROSSANA

Un cattivo ricordo?!...

AMALIA

Tutt'altro!...

ALBERTINA

Tutt'altro!...

_(E CIASCUNA, compresa da una singolare emozione, le stringe la mano.)_

NANETTA

Ecco: così.

NINÌ

_(non osa e si ritrae un poco.)_

NANETTA

E lei, no?...

NINÌ

Anzi! _(Si decide a imitare le compagne. La sua emozione è anche più

intensa.)_ La ringrazio.

NANETTA

_(fissandola un istante)_ Com'è giovane, lei! Ed è la sola che sembri

scontenta...

NINÌ

_(timorosa, protestando)_ No, signorina!...

NANETTA

Non abbia paura... Ignoro l'arte di leggere il pensiero... _(Poi, a

Enrico, in un tono di celia affettuosa:)_ E ora, per te, cugino: la più

forte stretta di mano di tutta la mia vita! Tu non hai libera che la

sinistra... Tanto meglio! Quella del cuore.

ENRICO

_(gliela dà, e, celiando anche lui tristamente, ripete:)_ Quella del

cuore.

NANETTA

_(glie la serra, glie la chiude tra le sue con una infinita tenerezza

dolente, con l'anima che è tutta un tremito.)_ E bada, Enrico, bada di

esser felice, sai! Non mi commettere la mal'azione di non esserlo!

ENRICO

Cercherò.

NANETTA

_(gli lascia la mano)_ Vado.

ENRICO

Ma io ti accompagno... Ti accompagno sin giù...

NANETTA

_(con un accento di energia scherzosa)_ Proibizione assoluta di

accompagnarmi! Comando io,... come sempre.

ENRICO

Obbedisco. _(Uno strazio sordo, indeterminabile, lo paralizza, gli torce

i nervi, gli preme il cervello. Non più una parola, non più un gesto.)_

_(Il silenzio di pochi attimi pare un lungo silenzio.)_

NANETTA

_(dominandosi, si avvia per uscire.)_

LE CINQUE DONNE

_(s'inchinano, riguardose.)_

NANETTA

_(giunta all'uscio, si volta, sforzandosi ancora di sorridere.)_ Ti

raccomando, eh?... Quella cartolina...

ENRICO

Sì, Nanetta.

NANETTA

_(esce.)_

LE CINQUE DONNE

_(confusamente commosse, restano immobili, guardando la porta.)_

ENRICO

_(a stento trattiene il pianto.)_

SIPARIO.

(FINE DEL DRAMMA).

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo

senza annotazione minimi errori tipografici.

Nemmeno un bacio: Dramma in tre atti e un epilogo · 第 6 / 6 段