TIP. E STEREOTIP. PIETRO AGNELLI

_Via del Morone_, N.º 5.

Nello scorso anno 1862 convenienze diplomatiche e vivi interessi

commerciali aveano indotto il ministero Rattazzi a non più ritardare

l’invio di una ambasciata straordinaria all’imperatore della

Persia, per la quale fin dall’anno precedente eransi date tutte le

disposizioni, ed assunto il più formale impegno. Per quella pompa

esterna che determina presso gli Orientali il grado di rispetto, per

meglio esprimere il grande mutamento politico che aveva d’un tratto

fatto sparire il piccolo reame di Sardegna, e creato il grande regno

italiano, il ministero aveva deciso di rendere la missione più numerosa

di quanto erasi prima stabilito. E poichè la scelta delle persone

poteva farsi con qualche larghezza, volle il governo profittare della

circostanza per limitare la parte diplomatica della missione stessa, ed

ingrossarla con persone che rappresentassero la milizia, le scienze, le

arti.

Il brevissimo tempo che doveva trascorrere fra la definitiva

composizione dell’ambasciata e la partenza, come pure la necessità di

non protrarre questa, onde evitare le grandi difficoltà della stagione

all’epoca del ritorno, non lasciavano agio a concertare programmi, a

radunare mezzi materiali conformi al carattere ed alla responsabilità

dì una vera missione scientifica; ma d’altra parte non poteva essere

indifferente l’acquistare di quel singolare paese che si dovea

percorrere uno o più ordini di cognizioni.

Il personale dell’ambasciata riuscì infine composto nel modo che segue:

_Sezione diplomatica:_ commend. M. Cerruti, inviato straordinario di S.

M. presso lo Schah della Persia; cav. Gianotti, consig. di legazione;

cav. Curtopassi, seg. di legaz.; march. di S. Germano, applicato di

legaz.; O. Bosio, console di S. M.

_Sezione militare:_ conte S. Grimaldi, capitano di cavalleria,

ufficiale d’ordinanza onorario di S. M.; Clemencich, capitano di stato

maggiore.

_Per le scienze e pel commercio:_ Orio di Milano, bacologo ed

economista; Lignana, prof. di filologia comparata nella R. Università

di Napoli; Ferrati, prof. di geodesia nella R. Università di Torino;

Lessona, prof. di storia naturale nella R. Università di Genova; march.

G. Doria.

Infine la mia persona. Come preparatore mi fu accordato il sig.

Ballerini, preparatore del R. Museo di Pavia.

Fotografo addetto all’ambasciata fu dal ministero delegato il sig.

Montabone di Torino, al quale venne pure accordato come ajutante il

sig. Pietrobon.

La tutela medica dell’ambasciata venne dal governo affidata al prof.

Lessona. Il commend. Cerruti prese inoltre con sè altro medico, il cav.

Carretto, in Costantinopoli, prevedendo il caso, realmente avveratosi,

della scomposizione dell’ambasciata dopo la udienza solenne dello

Schah.

Giunti a Costantinopoli, per metterci sotto gli ordini del commend.

Cerruti, vi incontrammo il march. Centurioni di Genova, diretto esso

pure verso la Persia, ed il quale, per l’occasione propizia, ci fu

compagno nel viaggio.

Fra me e i due miei compagni, ai quali, oltre il vincolo dell’amicizia,

mi univa consonanza di studj, venne così stabilito: che, ognuno

registrando quelle osservazioni che per via occorresse di fare, il

march. Doria ed il prof. Lessona attendessero particolarmente agli

animali articolati ed ai molluschi, ed a me fosse riserbata come parte

principale quella che riguarda i vertebrati. Io presi anche l’incarico

delle annotazioni geologiche.

Le note che io ora presento, coll’ordine quasi di un giornale di

viaggio, sono un miscuglio di mie impressioni, di notizie raccolte,

di osservazioni scientifiche. Il mio intento nella forma di queste

note, nell’accozzarvi elementi così diversi, fu di renderle alquanto

leggibili da un publico egualmente alieno dal pretendere i vivi

colori, l’ordinata varietà, le emozioni di un racconto, come lo stretto

tecnicismo, il metodo rigoroso di una relazione scientifica: un publico

ipotetico infine, il che vorrà forse dire nessun publico.

Io devo qui render grazie al prof. Lessona ed al conte Grimaldi per

la bontà colla quale mi animarono all’opera, mettendo anche a mia

disposizione i loro propri giornali di viaggio.

Sovra alcuni animali nuovi o poco noti che verranno mentovati in

queste pagine, io ho già publicata una breve memoria nell’_Archivio

per la zoologia, l’anatomia_, ecc., la cui publicazione è continuata in

Modena dal sig. prof. Canestrini. Altre mie osservazioni sovra diversi

argomenti furono communicate alla R. Academia delle scienze di Torino

in varie sedute dello scorso anno academico.

L’ambasciata italiana si sciolse alla fine di agosto dello stesso anno

1862. Rimase in Teheran la sola sezione diplomatica, per compiere

il trattato di commercio col governo persiano; e la rimanente

maggior parte si diresse in Europa per la via del Ghilan, mentre il

march. Doria coraggiosamente si volgeva, in ulteriori esplorazioni

scientifiche, alle provincie meridionali della Persia. Mi gode l’animo

d’annunciare il recente fortunatissimo arrivo del giovane e ardente

e colto naturalista, il quale ha portato seco una raccolta assai

importante pel numero, per la varietà, per la bellezza degli esemplari,

di pesci e di rettili nell’alcool, e questa in soprapiù della veramente

preziosa collezione entomologica, materia a’ suoi prediletti studj.

_Torino, novembre_ 1863.

Note di un viaggio in Persia nel 1862 · 第 3 / 40 题