XIV.

Il 14 luglio 1789 cadde la Bastiglia e con essa finì pure la moda del

magnetismo animale. Bailly, il celebre relatore contro Mesmer, che era

già deputato di Parigi, fu improvvisamente nominato Maire di questa

città.

Fu lui che andato a pregare il re Luigi XVI di farsi vedere a Parigi nel

portargli le chiavi della città, pronunciò davanti al trono il motto

celebre “che il popolo aveva riconquistato il suo re„.

Dopo due anni di sindacato,[29] dopo che l'assemblea nazionale aveva

deciso che il busto di Bailly fosse messo nella sala delle adunanze,

chiamato a deporre come testimonio nel processo che si faceva alla

regina Maria Antonietta, Bailly comprese subito che un uragano si

addensava sopra il suo capo. Avrebbe potuto fuggire e scampar il grave

pericolo, ma non volle.

[29] MORAND, _Le magnétisme animal_. Paris, 1889, pag. 40.

Quando gli domandarono se conosceva l'accusata: oh sì che la conosco,

rispose umilmente; e salutò con rispetto la regina. Dopo, protestò

contro le accuse e le imputazioni odiose fatte contro di lei. In

quell'istante cessò di essere testimonio agli occhi del tribunale e lo

si trattò come un accusato.

La colpa che gli attribuivano era di aver aiutato la fuga della famiglia

reale da Parigi.

Bailly che fu prima l'idolo del popolo, abbandonato da tutti, fu con

voto unanime condannato alla decapitazione.

Era presente a questo processo come testimonio quel Coffinal tristamente

famoso che un anno dopo condannava a morte Lavoisier, il creatore della

chimica moderna, pronunciando contro di lui, che era innocente, e senza

aspettare che potesse difendersi, le parole terribili: _La république

n'a pas besoin de savans._[30]

[30] E. GRIMAUX, _La mort de Lavoisier_. Revue des deux Mondes, 15

février 1887, pag. 884.

Mai non erasi veduta una folla tanto feroce e così abbietta quanto e

come quella che aveva nelle mani il potere della Francia. Beugnot

racconta che quando Bailly, il venerabile sindaco di Parigi, fu

consegnato alla Conciergierie nelle mani dei gendarmi, questi se lo

sballottavano l'uno all'altro dicendo: ecco Bailly, — prendilo il tuo

Bailly, — e ridevano come cannibali e gli davano dogli spintoni quasi a

farlo cadere perchè il grande filosofo si conservava pacato.

La ghigliottina fu alzata su di un mucchio di immondizie. A mezzogiorno

del 12 novembre 1793 Bailly salito sul carro fatale, fu condotto al

Campo di Marte. Mentre aspettava che si mettesse in ordine la

ghigliottina, un insolente gli disse per scherno: _Tu trembles, Bailly._

— _Mon ami, j'ai froid_, rispose con dolcezza la vittima, e furono le

sue ultime parole.

La tradizione racconta che Mesmer incontrò per l'ultima volta Bailly sul

carro che lo conduceva al Campo di Marte. Aveva le mani legate dietro la

schiena e la plebe di Parigi lo insultava per la strada. Mesmer ebbe il

coraggio di levarsi il cappello e di salutarlo rispettosamente.

Salutiamo anche noi la memoria di Mesmer. Il suo nome sarà ricordato

sempre fino a che vi saranno dei neuropatici, degli isterici, delle

persone nelle quali ad un cenno può venire sospesa la volontà e la

coscienza, benchè abbiano l'aspetto di essere sane.

Se è vero come credono molti che va lentamente accumulandosi nella

nostra razza la degenerazione del sistema nervoso — il nome di Mesmer

sarà più venerato nei secoli futuri.

L'alcoolismo, l'abuso degli eccitanti, il desiderio di sensazioni sempre

più forti, lo strapazzo del cervello, la trascuranza della educazione

fisica, preparano colla eredità patologica nuove generazioni, nelle

quali sarà maggiore il numero di quelli che passano facilmente dalla

veglia in uno stato di sonnambulismo improvviso.

Ma questi saranno sempre una minoranza minima, e nel suo complesso la

nostra razza diventerà più savia e più robusta.

Se la lotta per l'esistenza sarà più accanita, se saranno più disastrosi

gli effetti dell'esaurimento e più micidiali lo battaglie del pensiero,

si accrescerà la falange dei meno atti, dei neurastenici, dei

degenerati, di quelli che cadranno sopraffatti dalla fatica, esaltati

dalla debolezza, come i soldati che un grande esercito lascia indietro

nelle marcie forzato sulla strada trionfale della vittoria.

Per questi, e per tutti gli altri che non avranno coltura, Mesmer

rimarrà un idolo od un taumaturgo.

Mesmer e il magnetismo La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero · 第 18 / 19 题