ELISA

Lieta è dell'ore l'aerea danza,

La vita a un roseo vespro è simíl;

E il dïadema della speranza

È della sera l'astro gentil,

La cui tranquilla luce amorosa

Sulla mia fronte lieve riposa.

Per l'aure lente — l'arpa gemente

Diffonde un suono che cerca il cor!

Vedi alla bruna sua finestrella

La damigella — china sui fior!

Canta, o sorella,

Canta d'amor!

Fra l'una e l'altra canzone era una pausa; e le ultime voci s'andavan

perdendo a poco a poco nell'aria silenziosa della notte, sì che quasi

non poteva dirsi se il canto fosse venuto dalla terra, o dal cielo. E

pareva che ciascuna delle due sorelle volesse all'accento confidare il

segreto del proprio pensiero. Quando poi toccava a Maria a cantare,

essa che non aveva avuto altro maestro che il cuore, e che solo col

fino senso dell'orecchio misurava l'armonia, sapeva esprimere tutta la

soavità, tutta la malinconia dell'anima sua nelle fresche e semplici

note della sua voce.

Angiola Maria: Storia domestica · 第 44 / 105 题