IX

Ecco il tempio e l'altare, ecco la Croce!

Oh! ch'io mi prostri su la sacra pietra.

Signor, questa ch'io sento è la tua voce!

La tua voce è la fè che mi penétra.

Stanco è lo spirto della pugna atroce;

Geme, e la pace de' tuoi santi impetra;

Contempla il fin d'ogni creata cosa,

E nell'amplesso dell'Uom-Dio riposa.

X

Addio, sogni mortali! E tu fugace

Ne le mie notti ombra evocata, addio!

Qui nel sacro ricinto, ove si tace

Dell'alma sconsolata ogni desio,

Assiso al raggio dell'eterna face,

L'aurora invoco del tuo regno, o Dio!

Che renda all'uom di tua promessa erede

Un amore, una patria ed una fede!

Lesse questo canto con voce grave e commossa il giovin prete; poi

sollevò gli occhi e li tenne lungamente fissi nella faccia china

e pensosa del suo ascoltatore. Ma su la corrugata fronte di lui,

nell'obliqua e muta guardatura, egli vide balenare un ascoso pensiero;

su quella fisonomia indovinò una segreta ironia, un'intenzione amara,

che mal suo grado s'appalesava.

Tacquero entrambi un poco; poi Arnoldo, come facesse forza a sè

medesimo, — Amico, interrogava, parlatemi di cuore: quanto avete qui

scritto, lo sentite voi veramente? Crederò che il vostro cuore abbia

per sempre trovato, come voi lo dite, quel riposo, quella rassegnazione

ch'è un'incredibile virtù, e fa sì che la fede divenga coscienza in

voi?

— O amico, rispose l'altro, fin adesso noi non abbiamo mai seriamente

discorso intorno a sì gravi cose; ma io ben conobbi tutta la vostra

vita dal primo giorno che m'incontrai con voi: io ho penetrato il cuor

vostro e la sua piaga!... Lasciate che io la scopra a voi stesso; è la

mancanza d'una fede!... Povero giovine, io vi compiango!

— Oh sì! proruppe l'altro, dopo una solenne pausa, compiangetemi! Non

so dir che tumulto s'agiti qui dentro talvolta! Non so dir con quale

ardore cercassi anch'io questa che voi chiamate virtù, certezza e

verità, la fede! — ma non la trovai. Tutto calpestato, tutto diseccato

e morto! Io penso che la fede non sia più che il rifugio dell'anime

semplici, ingenue, fiacche: in quanto a me, non la vidi che in una

povera chiesa di montagna, in un'officina, in un tugurio... e, anche

là, fu un mistero per me! Ma voi... ma chi ha dubitato una volta, chi

ha pianto per la sete della scienza, chi ha numerato in un cuore i

bàttiti della virtù, e le convulsioni del delitto... Oh io vi credeva

di tempra più forte e disdegnosa!

— Uomo ingannato! tu non sai quanto ti costi la tua illusione, o che

debolezza sia questa che tu stimi forza! Tu non vedi con quell'occhio

di pace con cui io guardo agli uomini, alle cose, per ascendere fino a

Colui che gli uni e le altre ha fatto. Ma forse, verrà qualche momento

nella tua vita...

— Eh! lasciamo un proposito del quale non possiamo convenire, e non sia

questo che turbi la nostra amicizia... Ma l'ora è tarda, e non vorrei

che il cattivo tempo ne cogliesse. Seguitiamo per quella via, se così

vi piace, e torniamo a casa dalla parte di terra.

L'altro si mosse senza far nuove parole; ma nel resto del cammino fin

al paese, il loro ragionare fu più contegnoso e più cauto del solito.

Angiola Maria: Storia domestica · 第 36 / 105 题