O Verità! quando tremante e anelo
Del tuo regno alle sfere il guardo alzai,
E quando all'infinita eco del cielo
Il mio profondo gemito affidai,
Perchè dal grembo dell'immobil velo,
Mandato un raggio, un raggio tuo non m'hai?
Perchè tace al mio cuor la luce eterna
Dello spirto d'amor che ti governa?
V
Oh! il divino tuo sol ch'arde e non pare,
Riluca al declinar degli anni rei!
Se l'alme sofferenti ha Dio più care,
Spargi di duolo tutti i giorni miei!
Tu la solinga lampa dell'altare,
Tu del martirio la corona sei!
L'angelo dell'estrema dipartita,
Il primo dì della seconda vita. —