Egli è solo! — E la fida memoria
Già l'estrema sua lagrima elìce:
Chi può dargli col tardo consiglio
Anche un'ora del tempo felice?..
Egli è solo! alla gioja, al dolore
Più non s'apre il ferito suo core.
Muti, eterni i suoi giorni si volgono:
Pur nell'ora del vespro romita
S'addormenta il pensier dell'esiglio,
Il suo cuor si risveglia alla vita.
Ei contempla del duol nella piena
La sua parte di cielo serena! —
Ahi! degli anni sull'alba alle lagrime,
Infelice! le luci schiudea:
Sulla povera cuna deserta
La piangente sua madre vedea!..
Ella è morta! — Nè a lui più rimane
Che invocar la suprema domane!
Chi può dirgli: Quel giorno che perdesi
T'è promessa d'un giorno più lieto?
Quando ogni ora di lutto è coverta,
Quando tace ogni gaudio segreto,
Nè v'ha raggio che allegri e dipinga
Il sentier di sua vita raminga?
Ha perduto l'amore e la patria,
Fin la stanca speranza ha perduta!
La materna memoria era viva...
Morì anch'essa nell'anima muta!
Non ha un seno in cui pianga o s'asconda,
Non ha un cor che al suo grido risponda.
Un estranio terreno raccoglie,
Il suo pianto e il negletto suo frale.
Presso al mar, sul confin della riva.
Col sorriso d'un ultimo vale,
Splendi, o sole, a la fin del viaggio,
La sua croce saluta d'un raggio!
Così cantava, ma la voce della giovinetta era malinconica e lenta, e il
suo canto morì sull'acque del lago, come il gemito d'una colomba.
— Che buona Elisa! disse, scuotendo la testa, la gaia Vittorina. E come
vuoi che Arnoldo ci senta, se tu canti con una voce patetica, come la
sciagura che la tua canzone ricorda?... Oh! vedo che tocca a me! la mia
voce è più lieta, più viva; e se nostro fratello non è lontano di qui
una lega, scommetto che risponderà al nostro richiamo! —
E la vezzosa sorella si fece essa pure a cantare. La voce di lei
era limpida, giojosa ed acuta; e mentre gli accenti che scioglieva
dall'innocente suo labbro, vibravano in vivace gorgheggio per
quell'aere così tranquillo, il suo roseo volto coloravasi d'un'insolita
vivezza, e gli occhi suoi scintillavano d'una leggiadria, d'un fuoco,
che parevano chiamare i baci.