[37] [Il VERRI accenna manifestamente alla convenzione militare di
Schiarino Rizzino, la quale fu sottoscritta il 16 aprile 1814,
ratificata dal maresciallo Bellegarde e dal Principe Eugenio il 17, e
resa esecutiva con _atto di cambio_ delle ratifiche sottoscritto il 17
a un'ora pomeridiana dai generali austriaci Neipperg e Dode e dal
generale italiano Zucchi. Questi atti furono pubblicati sul _Giornale
Italiano_ del 19 aprile 1814].
[38] La rapidità e la moltiplicità delle cose accadute nell'epoca che
ora incomincio a descrivere, può troppo facilmente indurre a scrivere
con poca esattezza istorica. Onde converrà per ora indicare le scene
principali, poi, ritornato che sia in patria, mi procurerò i mezzi di
maggiormente ed esattamente risovvenirmi di tutto. Al che molto
gioverà la lettura dei processi verbali della Reggenza, stesi dal
segretario De-Pagave. [Questi processi verbali si credettero per un
gran tempo perduti; ma erano nella collezione Morbio, con la quale
furon venduti in Germania: di là tornarono in Italia per compra
fattane a Lipsia dal libraio V. Menozzi, e quindi furono ceduti a LUCA
BELTRAMI che ne fece dono alla Biblioteca Braidense e ne diede un
riassunto nell'_Archivio storico lombardo_, anno 1892, vol. IX. pp.
700-705].
[39] Dopo tre anni, non posso risovvenirmi esattamente delle epoche; e
dubito che i Collegi elettorali abbiano nominati i sette reggenti dopo
che i Tedeschi erano già in Milano con Sommariva e Strassoldo. [Gli
Austriaci entrarono in Milano il 28 aprile: e _la nomina per
iscrutinio segreto degli individui degli altri dipartimenti da
aggiungersi in membri della Reggenza provvisoria di Governo_ era stata
fatta nella seduta dei Collegi elettorali del 25 aprile e pubblicata
nel _Giornale Italiano_ del 27].
[40] Verificare cosa infatti siasi determinato doversi chiedere, e chi
abbia invitati i Tedeschi ad entrare per assicurare la pubblica
quiete, se la Città, se la Reggenza, se i Collegi elettorali. [Delle
richieste da fare alle Alte Potenze, secondo la deliberazione presa da
Collegi elettorali nella seduta del 23 aprile, è dato il testo
dall'ARMAROLI, p. 31. Quanto all'invito ai Tedeschi di entrare in
Milano, è noto che esso fu fatto dai conti Luigi Porro e Giovanni
Serbelloni recatisi in nome della città al quartier generale austriaco
la sera del 20 aprile; cfr. _Studi intorno alla storia della Lombardia
negli ultimi trent'anni_, p. 76 e 91].