N. II.

_Istruzioni di S. E. Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli della

Corona del Regno d'Italia, partecipate alli deputati del Senato,

signori Conti Guicciardi e Castiglioni._

Non avendo in questo momento il Regno d'Italia corrispondenza colle

corti di Russia e di Prussia, e non potendosi nella circostanza

attuale, a seconda di quanto ha assicurato il sig. Conte Senatore

Testi, incaricato del portafoglio delle relazioni estere, rilasciare

credenziali nelle solite forme, si è supplito colla qui unita lettera

di credito per il signor Principe di Metternich, ministro di Stato di

S. M. l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia; i signori

deputati si recheranno in Mantova per ricevere da S. A. I. il Principe

Viceré i necessari passaporti e lettere di credito presso gli altri

sovrani alleati. I signori deputati si presenteranno colla suddetta

lettera al signor Principe di Metternich, domanderanno al medesimo di

essere presentati a S. M. l'Imperatore d'Austria, ed insisteranno in

seguito per essere presentati agli altri sovrani alleati.

I signori deputati domanderanno a S. M. l'Imperatore d'Austria, perché

venga consacrata l'indipendenza del regno d'Italia, già stata

riconosciuta, e garantita l'integrità del suo territorio a termini dei

trattati, e specialmente di quello di Luneville.

Nel caso che i signori deputati si accorgessero che vi fossero delle

difficoltà su questo articolo, perché le potenze alleate avessero già

diversamente disposto del territorio Modenese, faranno osservare tutti

gl'inconvenienti che ne deriverebbero da questo distacco, il quale

mentre priverebbe il Regno d'Italia di una diretta comunicazione colle

legazioni, stante l'impraticabilità delle strade del Ferrarese per

gran parte dell'anno, gitterebbe lo Stato di Modena, già unito al

Regno d'Italia dal trattato di Luneville, ed accostumato alla

legislazione ed alli metodi del Regno, in una vera confusione,

cosicché sarebbe assai piú conveniente all'interesse delle AA. PP., di

sostituire ne' compensi stabiliti un altro stato.

Qualora i deputati trovassero insuperabile questo punto, insisteranno

perché venga accordato al Regno d'Italia un compenso, il quale

potrebbe essere gli Stati di Parma e Piacenza, con una porzione di

Genovesato, compresa la città di Genova, ed una linea del Piemonte per

una facile comunicazione.

I deputati non mancheranno di far sentire, che uno dei primi oggetti,

che la nazione si propone nel chiedere il riconoscimento solenne della

sua indipendenza, è quello di darsi una costituzione conforme ai veri

principi, ed ai suoi bisogni naturali, e tale da assicurare la sua

felicità.

I deputati insisteranno pure perché lo Stato d'Italia conservi sotto

le forme suddette il titolo di Regno, il quale era già stato

riconosciuto da tutte le potenze, e che non ha meritato di perdere.

I deputati cercheranno prudentemente di mettersi in corrispondenza co'

ministri del Regno in Parigi, onde valersi dei loro lumi e notizie; in

tutti i casi poi non preveduti, i deputati si regoleranno con la

conosciuta loro saviezza e prudenza.

Milano, 18 aprile 1814.

_Per ordine di S. E. il Duca di Lodi, impedito dalla

gotta alla mano destra._

_Firmato_ CARLO VILLA, _Segretario_.

La rivoluzione di Milano dell'Aprile 1814 · 第 19 / 44 题