Le nuove che ci pervengono ogni dí dalla Francia sono di tale natura,
che il Senato del Regno d'Italia si renderebbe infallibilmente
colpevole verso la patria, se differisse piú a lungo di occuparsi del
di lei destino, e di cercare nella sua saviezza que' mezzi migliori di
conciliare la sua esistenza.
Un accesso di gotta, che questa notte mi ha assalito, è cagione, o
senatori, ch'io non possa oggi recarmi in persona nel vostro seno,
come mi era proposto, e provo di questa circostanza un profondo
rammarico.
Ma tutti gli istanti sono talmente preziosi, che ho giudicato di non
poter differire oltre la comunicazione, che doveva farvi. In
conseguenza, autorizzato nella mia qualità di rappresentante lo Stato,
in assenza di S. A. I. il principe Viceré, vi dirigo, o senatori, un
progetto di risoluzione, che sottopongo al vostro patriottismo ed ai
vostri lumi, e sul quale invoco da voi una pronta deliberazione.
I sentimenti che vi animano tutti mi garantiscono già, o senatori, che
la vostra risoluzione sarà conforme ai veri interessi dello Stato, ed
ai voti del popolo, di cui siete oggi il primo corpo rappresentante.
Aggradite, o senatori, l'espressione della mia alta considerazione.
Milano, li 17 aprile 1814.
_Per ordine di S. E. il Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli,
impedito dalla gotta alla mano destra._
_Firmato_ CARLO VILLA, _Segretario_.