NOTE:

[1] Zurita, _Annales de Aragon_, V, 36.

[2] Appendice de' documenti alla _Lucrezia Borgia_, n. 6.

[3] Zurita (IV, 55) afferma, che morì _sin dexar ninguna succession_.

L. N. Cittadella, senza badare a ciò, nel suo _Saggio di Albero

genealogico e di memorie su la famiglia Borgia_ (Torino, 1872), gli dà

due figliuoli, Silvia e il cardinale Giovanni Borgia juniore.

[4] Raynald, su questo anno, n. 31.

[5] _Statura procerus, colore medio, nigris oculis, ore paululum

pleniore:_ Hieron. Portius, _Commentarius_, edizione rara del 1493:

nella Casanatense in Roma.

[6] Appendice di documenti, n. 1.

[7] Appendice di documenti, n. 30, sulla fine.[10]

[8] Giannandrea Boccaccio al duca, Roma, 25 febbraio, 11 marzo 1493; e

su questi dispacci ritorneremo più oltre. Archivio di Stato di Modena.

[9] Marin Sanudo, _Diario_, vol. I, fol. 258.

[10] Devo avvertire che nel rendere qui le corrispondenze e i documenti

italiani, mi son deciso, dopo matura considerazione, a ridurli a

lezione moderna, prestando loro forma e linguaggio più rispondenti

a quelli dell'oggi. Ho sempre però tenuti presenti e scrupolosamente

seguiti i testi originali. Mi son quindi rimasto fedele al concetto,

non senz'anco, ov'era possibile, conservare l'espressione e sin le

parole. Documenti e corrispondenze del tempo occorrono in questa

storia frequenti troppo e numerosi. E riprodurre le une e gli altri

testualmente nella lingua genuina e nella forma primitiva ancora e

molto rozza, sarebbe stato come far del libro una specie di centone

goffo e fastidiosissimo alla lettura. Niuno, per poco famigliare che

sia con le scritture del tempo, di cui qui si discorre, vorrà per ciò

muovermi rimprovero. Anzi, mi confido, approverà il modo usato. Chè,

del resto, provvedendo così all'unità di stile e all'armonia di forma,

non s'è defraudato alcuno d'alcuna cosa. Il lettore curioso e diligente

troverà alla fine del volume, in Appendice, riprodotti originalmente i

documenti più importanti e tuttora inediti, quelli che l'Autore stesso

ha creduto dover pubblicare. (_Nota del Traduttore._)

[11] Appendice di documenti, n. 4.

[12] Appendice di documenti, n. 1.

[13] Un estratto delle tavole nuziali è nell'Archivio del Campidoglio,

_Cred. XIV_, t. 72. Da un istrumento del notaro Agostino Martini.

[14] Vedi in proposito le notizie da me tolte dall'Adinolfi nella mia

_Geschichte der Stadt Rom im Mittelalter_, 2 _Aufl._, VII, 312.

[15] La lettera con l'indirizzo: _A messer Carlo Canale_, si trova

nell'edizione: _Le Stanze e l'Orfeo ed altre poesie_ di Angelo

Poliziano. Milano, 1808.

[16] Nell'Archivio di Mantova trovasi una lettera della marchesa

Isabella a Carlo Canale del 4 dicembre 1499.

[17] Tutto questo intorno al Canale nella prefazione all'_Orfeo_ di

Ireneo Affò, messa nella citata edizione di Milano, specialmente nelle

note.

[18] Appendice di documenti, n. 2.

[19] Ludovico Gonzaga a Bartolomeo Erba: _Siamo contenti contrahi in

nome nro. compaternità cum M. Carolo Canale et cussì per questa nostra

ti commettiamo e constituimo nostro Procuratore_... Nota dell'Affò

nella sua prefazione all'_Orfeo_, pag. 113.

[20] _M^a. Adriana Ursina, la quale è socera de la dicta madona Julia

(Farnese), che ha sempre governata essa sposa (Lucrezia) in casa

propria per esser in loco de nepote del Pontifice, la fu figliuola de

messer Piedro de Milla, noto a V. E^ma. Sig^ria, cusino carnale del

Papa._ — Dispaccio ad Ercole, del 13 giugno 1493, nell'Archivio di

Stato di Modena. E in un altro dispaccio del 6 maggio 1493 lo stesso

la chiama: _Madona Adriana Ursina soa governatrice figliola che fu del

quondam messer Pietro del Mila_.

[21] Altro vocabolo, che più s'accosti al tedesco _Blaustrumpf_,

non mi sovviene, e forse non v'è. Gl'Inglesi hanno l'equivalente

_bleu-stocking_, e i Francesi _bas-bleu_. Nella nostra lingua

espressione più specifica e viva manca, perche prima, come ben dice

l'Autore, ce ne mancò il concetto, e poi la cosa. Dico _ci mancò_,

non ci manca, perche timidamente sì, ma oramai comincia anche tra

noi a mostrarsi. Del resto quel che importa è comprendere il valore

intrinseco della parola tedesca. _Blaustrumpf_ vocabolo composto,

letteralmente indica _persona dalle calze cilestri_. Si adopera al

traslato ironico, e vuol dire donna che ha messo calze maschili,

dandosi aria e pretensioni gravi di uomo. Risponde estrinsecamente un

po' a quel che noi si vuol significare con _donna coi calzoni_. Questo

però va inteso più nel senso di donna di spirito libero. Per tanto ho

preferito _dottoressa_, che, come il Fanfani nota, è usato per indicar

_donna sacciuta e salamistra_. (_Nota del Traduttore._)

[22] Jacobus Bergomensis, _De claris mulieribus_. Paris, 1521.

[23] Appendice di documenti, n. 4.

[24] Appendice di documenti, n. 3.

[25] _Accedit studium illud tuum et perquam fertile bonarum litterarum

in quo hac in state seris.... Non deerit surgenti tuae virtuti

commodus aliquando et idoneus praeco. — At tu Caesar profecto non

parum laudandus es; qui in hac aetate tam facile senem agis. Perge

nostri temporis Borgiae familiae spes et decus._ — Prefazione alla

_Syllabica_, edizione romana del 1488: nell'edizione del Gennarelli del

_Diario di Burcard_.

[26] Appendice di documenti, n. 4.

[27] Sullo studio di Cesare in Pisa: Angelo Fabroni, _Hist. Acad.

Pisan._, I, 160, 201.

[28] Appendice di documenti, n. 4. — Il 16 giugno 1491 furono fatte

alcune mutazioni al contratto, le quali Beneimbene ha registrate nello

stesso protocollo.

[29] Tutto ciò apparisce dallo scioglimento del contratto matrimoniale

con Don Gasparo: Appendice di documenti, n. 7.

[30] _Cum simonia et mille ribalderie et inhonestate si è venduto

il Pontificato che è cosa ignominiosa et detestabile_.... Dispaccio

dell'ambasciatore ferrarese in Milano, Giacomo Trotti, al duca Ercole.

Milano, 28 agosto 1492: nell'Archivio di Modena.

[31] Compose i distici Jeronimo Porcio, che gli pose nel _Hieronymus

Porcius Patritius Romanus Rotae Primarius Auditor.... Commentarius_.

Edizione rara di Eucario Silber in Roma, 18 settembre 1498. — Altri

distici di Michele Ferno di Milano finiscono:

_Borgia stirps: bos: atque Ceres trascendit Olympo,_

_Cantabunt nomen saecula cuncta suum;_

il che è stato una vera profezia. Vedi: Michael Firnus, _Historia nova

Alexandri VI ab Inocentii obitu VIII_. Edizione similmente rara dello

stesso Eucario Silber, anno 1493.

[32] _Ex arce Spoletina, die V Oct._ (di propria mano) _Vr. uti fr.

Cesar de Borja Elect. Valentin._ Pubblicato dal Reumont nell'_Archiv.

Stor. Ital._, serie 3ª, tomo XVII, 1873, 3ª dispensa.

[33] _Era venuto il primo marito de la dicta nepote, qual fu rimesso

a Napoli, non visto da niuno_... Dispaccio di Giannandrea Boccaccio,

vescovo di Modena, Roma, 2 novembre 1492, e i seguenti del 5 e 9

novembre, nell'Archivio di Modena.

[34] Appendice di documenti, n. 7.

[35] Dispaccio nell'Archivio di Mantova. Ne' rapporti officiali la

Lucrezia era a volte chiamata anche _Nipote_ del Papa.

[36] Giannandrea Boccaccio al duca Ercole. Roma, 25 febbraio 1493.

[37] Vedi il contratto di matrimonio nell'Appendice di documenti, n. 9.

[38] _Memorie manoscritte di Pesaro_, di Pietro Marzetti e di Lodovico

Zacconi, nella Biblioteca Oliveriana di quella città.

[39] Appendice di documenti, n. 8.

[40] Dispacci del Boccaccio. Roma, 25 febbraio e 11 marzo 1493.

[41] _Magni et excellentis ingenii et praeclare indolis; prae se fert

speciem filii magni Principis, et super omnia clarus et iocundus,

e tutto festa: cum magna siquidem modestia est longe melioris et

praestantioris aspectus quam sit dux Candie germanus suus. Anchora lui

è dotato di bone parte._ — Dispaccio del 19 marzo 1493.

[42] _Mai fu visto il più carnale homo; l'hama questa madona Lucrezia

in superlativo gradu._ Dispaccio del Boccaccio, Roma, 4 aprile 1493.

L'espressione carnale è da prendere solo nel senso del nepotismo: così

l'ambasciatore stesso l'adopera anche in altro luogo in modo chiaro e

che non ammette dubbio.

[43] Se ne vegga la descrizione nella mia _Geschichte der Stadt Rom im

Mittelalter_.

[44] Appendice di documenti, n. 10.

[45] _Cod. Aragon._, II, 2, 67. Edizione Trinchera.

[46] _Carte Strozziane_, filza 343. Archivio di Firenze.

[47] Il 13 gennaio 1494, _Lelia Ursina de Farnesio_ si congratula con

lui della nomina. Ibidem.

[48] Appendice di documenti, n. 11.

[49] Appendice di documenti, n. 11.

[50] _Atti e Memorie di Storia patria per le provincie Modenesi e

Parmensi._ Modena, 1863, vol. I, pag. 443.

[51] Dispacci di Giorgio Brognolo al marchese. Roma, 6 e 15 maggio

1494. Archivio di Mantova.

[52] Dispaccio di Giacomo Trotti al duca Ercole. Milano, 11 giugno

1494. — Le donne il 1º maggio erano ancora in Roma, avendo in

tal giorno madonna Adriana scritto alla marchesa di Mantova, per

raccomandarle un'amica. — Lettera nell'Archivio di Mantova.

[53] Questo Breve trovasi nella _Storia de' Conti e Duchi d'Urbino_

dell'Ugolini, II: docum. n. 13. Vedi l'originale nell'Archivio di Stato

di Firenze: solo la firma è di mano d'Alessandro; il rimanente è del

datario Giovanni Lopez, che si sottoscrive: _Io Datarius_.

[54] _Memorie di Tommaso Diplovatazio, Patrizio Costantinopolitano e

Pesarese_, di Annibale Olivieri. Pesaro, 1771.

[55] Su Collenuccio vedi lo scritto del suo concittadino Giulio

Perticari, nelle _Opere_ di costui. Bologna, 1837, vol. II, pag. 52 e

segg.

[56] Questa notizia la dà Marin Sanudo, _Venuta di Carlo VIII in

Italia_. L'originale è nella Biblioteca di Parigi, ma ultimamente

riprodotto in copia nella Marciana. Egli chiama Giulia _favorita del

Pontefice, di età giovane, et bellissima, savia, accorta e mansueta_.

[57] Secondo un dispaccio di Brognolo, nell'Archivio di Mantova,

Giulia e Adriana tornarono il primo dicembre. In quel giorno Pandolfo

Collenuccio, che trovavasi allora in Roma, scriveva: _Una optima

novella ce è per alcuno. Che M. Julia si è recuperata, et andò Messer

Joan Marrades per Lei. Et è venuta in Roma: e dicesi, che Domenica de

nocte allogiò in Palazzo._ — Archivio di Modena.

[58] Dispaccio di Giacomo Trotti. Milano, 21 dicembre 1494. — Archivio

di Modena.

[59] _Che li pareva ogni hora vedere Messer Bartolomeo da Calcho a

Sua Eccellenzia cum una staffetta, chel Papa fosse preso, e li fosse

taliata la testa._

[60] Trotti al duca di Ferrara. Milano, 24 dicembre 1494.

[61] Queste date le porge Marin Sanudo nella sua storia manoscritta

dell'invasione di Carlo VIII, fol. 470.

[62] Queste date sono tolte dalle notizie di Marin Sanudo, _Diario_,

vol. I, fol. 55, 58, 85.

[63] _Il dì de S. Laurentio il Duca de Gandia, figliuolo del Papa,

intrò in Roma accompagnato dal Cardinale di Valenzia, et tutta la Corte

con grandissima pompa._ Dispaccio di Lodovico Carissimi al duca di

Ferrara. Roma, 15 agosto 1496. Archivio di Modena. — Il 12 settembre

il Gandia scrisse una lettera al marchese Gonzaga, che è riprodotta

nell'Appendice di n. 12, affinchè si abbia anche una lettera di questo

Borgia.

[64] Il Boccaccio ad Ercole, 24 maggio 1495.

[65] La Civiltà Cattolica (fascicolo del 15 marzo 1873, pag. 727) dà

un estratto della notizia del _Diario_ di Marin Sanudo, vol. I, 258.

Essa suona così: _Da Roma per le lettere del orator nostro se intese

et etiam de private persone cossa assai abominevole in la chiesa di

Dio che al papa erra nato un fiolo di una dona romana maridata, ch'el

padre l'havea rufianata e di questa il marito invitò il suocero ala

vigna e lo uccise tagliandogli el capo ponendo quello sopra uno legno

con letere che diceva questo e il capo de mio suocero che a rufianato

sua fiola al papa et che inteso questo il papa fece metter el dito in

exilio di Roma con taglia. Questa nova vene per letere particular etiam

si godea con la sua spagnola menatali di Spagna per suo fiol duca di

Gandia novamente lì venuto._

[66] _Epitaphia clarissimarum mulierum quae virtute: arte: aut aliqua

nota claruerunt._ Codice di Hartmann Schedel nella Biblioteca Nazionale

di Monaco.

[67] Lod. Zacconi, _Hist. di Pesaro_, manoscritto nella Biblioteca

Oliveriana; e così pure Pietro Marzetti.

[68] Le lettere sono nell'Archivio Gonzaga a Mantova.

[69] Battista Almerici, I, e Pietro Marzetti, _Memorie di Pesaro_. Il

manoscritto è nella Oliveriana. Queste cronache non sono esatte nelle

date e spesso sono piene d'errori.

[70] Marin Sanudo, _Diario_, vol. I, fol. 410, marzo 1497.

[71] Nell'Appendice di documenti, n. 14, v'è la lettera di condoglianza

del cardinale Giuliano Della Rovere.

[72] Quest'atto è dato in sunto dall'Amati nel _Periodico di

Numismatica_ dello Strozzi, anno III, fasc. II, pag. 73.

[73] Appendice di documenti, n. 17.

[74] Nell'Archivio di Modena fra le _Lettere di Donato Aretino da Roma_.

[75] Lettera di Lodovico Carissimi. Roma, 8 agosto 1497. — Archivio di

Modena.

[76] _Et mancho se è curato de fare prova de se qua con Done per

poterne chiarire el Rev. Legato che era qua, sebbene Sua Excellentia

tastandolo sopra ciò gli ne abia facto offerta._ Dispaccio

dell'ambasciatore ferrarese a Milano, Antonio Costabili, al duca

Ercole. Milano, 23 giugno 1497. — Archivio di Modena.

[77] Di ciò Pandolfo Collenuccio, che era in Roma al seguito del

cardinale Ippolito, scrive al duca di Ferrara il 25 dicembre 1498

(1497). La lettera autografa è nell'Archivio di Modena: _El S. de

Pesaro ha scripto qua de sua mano: non haverla mai cognosciuta.... et

esser impotente, alias la sententia non se potea dare.... El prefato

S. dice però haver scripto così per obedire el Duca de Milano et

Aschanio_.

[78] Nello stesso dispaccio da Milano del 23 giugno 1497,

l'ambasciatore ferrarese Costabili scriveva, Giovanni Sforza aver detto

al duca Ludovico: _Anzi haverla conosciuta infinite volte, ma chel Papa

non gelha tolta per altro se non per usare con lei. Extendendose molto

a carico di Sua Beatitudine_.

[79] L'originale del Breve si trova nell'Archivio di Modena: proviene

dalla Cancelleria di Lucrezia. — Appendice di documenti, n. 15.

[80] Appendice di documenti, n. 16. — Il Ducato di Bisceglie, città

oggi di 19,000 abitanti, cui mena la strada ferrata di Foggia. Si

diceva e scriveva allora anche _Biseglia_ o _Biselli_.

[81] Dispaccio di Giovanni Lucido Cataneo. Roma, 8 agosto 1498. —

Archivio Gonzaga.

[82] I Brevi sono nell'Archivio di Stato di Venezia.

[83] L'istrumento è nel protocollo di Beneimbene. Vedine l'estratto

nell'Appendice di documenti, n. 18.

[84] Nel protocollo di Beneimbene.

[85] Appendice di documenti, n. 23.

[86] La notizia è nel _Diario_ di Marin Sanudo, II, 751.

[87] Il Breve è nell'Archivio di Stato di Spoleto.

[88] La Bolla d'investitura su pergamena è datata da Roma 1499 _Non._

(il mese manca). È un'ampia donazione. — Dalla Cancelleria di Lucrezia

nell'Archivio di Modena.

[89] I due Brevi sono nell'Archivio della Casa comunale di Nepi.

[90] Gli atti relativi alla vendita, dagli 11 al 15 febbraio 1500, sono

nell'Archivio di Modena.

[91] Vedi la protesta di Jacopo Gaetani nell'Appendice di documenti, n.

19.

[92] Appendice di documenti, n. 22.

[93] Manoscritto nella Vaticana, n. 5205.

[94] _Collocutores itinerantes Tuscus et Remus, Romae in Campo Florae_,

1497. Un altro scritto, del quale Jeronimo si vanta, _De gentilicium

nuptiarum ritu libellus_, non m'è riuscito vederlo.

[95] Appendice di documenti, n. 5.

[96] Appendice di documenti, n. 13.

[97] Vedi Appendice di documenti, n. 41, 42.

[98] Vedi il mio scritto: _Das Archiv der Notare des Capitols in Rom

und das Protocollbuch des Notars Camillus de Beneimbene von 1457 bis

1505_. Resoconto di una tornata della Reale Accademia Bavarese delle

Scienze a Monaco, 1872, fascic. IV.

[99] Nel Codice di Hartmann Schedel, nella Biblioteca Nazionale di

Monaco.

[100] Nell'Archivio Gonzaga.

[101] _In questa mattina ho hauto lo adviso de la morte del R^mo Card.

Borgia MIO FRATRE passato de questa vita in Urbino_. _Forlì_, 16 _Ian_.

1500. — Archivio di Modena.

[102] _A_. 1500 22 _gennaio_ (la data è sbagliata) _morì il Card.

Borgia, fiolo del Papa Alexº a Orbino. Silva Cronicarum Bernardini

Zambotti_. — Manoscritto nella Biblioteca di Ferrara.

[103] _La bona memoria del Cardinale Borgia mio fratre_. Roma, 30

luglio 1500 — Archivio Gonzaga.

[104] È erroneo ciò che crede il Cittadella, che Giovanni Borgia

_iunior_ sia stato un figlio di Pierluigi, il fratello di Alessandro.

[105] _Femina quasi virago crudelissima et di gran animo_. — _Venuta

di Carlo VIII_, pag. 811. Manoscritto. Qui _Virago_ non sta nel senso

indicato innanti a pag. 28, ma nell'altro di donna di tempra virile —

_Mannweib_.

[106] _O bona Madonna, hora non te mancherà da...._ Dispaccio

dell'ambasciatore ferrarese Giorgio Seregni al duca Ercole. Milano, 15

gennaio 1500. — Archivio di Modena.

[107] Appendice di documenti, n. 20.

[108] Appendice di documenti, n. 26.

[109] Appendice di documenti, n. 21.

[110] Sulla facciata di Porta Romana e sui bastioni si veggono ancora

le armi colossali in pietra di Paolo III, e quelle di suo figlio.

Un'iscrizione dice: «P. ALOISIUS FARNESIUS DUX I CASTRI ET NEPETE

MUNIMENTUM HOC AD TUTELAM CIVITATIS EXSTRUXIT, MDXL.»

[111] Corrispondenza di lui col Gonzaga conservata nell'Archivio di

Mantova.

[112] _Ad Pisaurenses: Guidi Posthumi Silvestris Pisaurensis

Elegiarum_, _Libri II_, pag. 33. Bonon., 1624.

[113] Appendice di documenti, n. 24.

[114] Pietro Marzetti, _Memorie di Pesaro_. Manoscritto nella

Oliveriana.

[115] Appendice di documenti, n. 25.

[116] Il cardinal Ferrari al duca Ercole. Roma, 18 febbraio 1501.

Prima lettera, tra quelle esistenti nell'Archivio di Modena, relativa a

questo affare.

[117] Lettera di Ercole al suo inviato Manfredo Manfredi in Firenze, 25

aprile 1501. — Archivio di Modena.

[118] Il Ferrari a Ercole, 1 maggio 1501.

[119] Girolamo Sacrati a Ercole. Roma, 8 maggio 1501.

[120] Bartolommeo dei Cavallieri, inviato ferrarese in Francia, a

Ercole. Châlons, 26 maggio 1501.

[121] Bartolommeo dei Cavallieri. Lione, 22 giugno 1501.

[122] Ercole a Giovanni Valla, 8 luglio 1501. Ercole al cardinale di

Rouen, 8 luglio 1501.

[123] Dispaccio di Bartolommeo Cavallieri, inviato di Ferrara presso la

Corte di Francia, a Ercole, 10, 14, 21 luglio 1501.

[124] Dispacci dello stesso senza data.

[125] Il duca Ercole a Giovanni Valla, suo ambasciatore presso il

cardinale di Rouen in Milano, 21 e 26 luglio 1501.

[126] _Da Roma accertasi, che la figliola del Papa ha partorito...._

Gio. Alberto della Pigna al duca. Venezia, 15 marzo 1498. — Archivio di

Modena.

[127] Uno dei primi ad annunziare che Cesare fosse stato l'uccisore del

fratello, fu un inviato ferrarese a Venezia. _De novo ho inteso, come

de la morte del Duca di Candia fo causa el Cardinale suo fratello_.

Dispaccio del Pigna ad Ercole, Venezia, 22 febbraio 1498.

[128] Si paragoni l'epitaffio di Alessandro VI del Sannazzaro con

l'epigramma di Guido Postumo: _In Tumulum Sexti_.

[129] Nella lettera presso il Malipiero (_Arch. Stor. Ital._, VII, I,

499) è detto: SI DICE _che il signor Giovanni Sforza ha fatto questo

effetto_ (l'uccisione di Gandia)_, perchè il Duca di Gandia usava con

la sorella, sua consorte, la quale è fiola del Papa, ma d'un'altra

madre_: il che è positivamente falso. L'ambasciatore veneziano Polo

Capello accenna a quel rumore con un SI DICE nella sua conosciuta

Relazione del settembre 1500.

[130] Il Cavallieri ad Ercole: Lione, S agosto 1501. Informa avere

il Papa scritto al suo nunzio di accettare le domande del duca

per concludere il matrimonio, il quale sarebbe straordinariamente

vantaggioso per quest'ultimo e pel duca di Romagna.

[131] Dispacci dell'inviato ferrarese Bartolommeo Cartari da Venezia:

25 giugno, 28 luglio, 2 agosto 1501. — Archivio di Modena.

[132] Lettera di Ercole al Pozzi in Ferrara, 25 agosto 1501. Le lettere

di Massimiliano non si trovano nell'Archivio d'Este, nè a Vienna.

[133] Il contratto del 26 agosto 1501 fu ricevuto dal Beneimbene. Tanto

questo, quanto l'altro contratto stipulato a Ferrara il primo settembre

1501 in Belfiore, allegato in copia nel protocollo del Beneimbene, non

sono riprodotti nell'Appendice, perchè troppo lunghi.

[134] Il cardinal Ferrari ad Ercole. Roma, 27 agosto 1501.

[135] _Minute ducali_, primo settembre 1501.

[136] La lettera è stampata nella _Lucrezia Borgia duchessa di

Ferrara_, del Zucchetti. Milano, 1869.

[137] _Ed altre cose che egli disse per maggiormente magnificare il

fatto_. Matteo Canali al duca di Ferrara. Roma, 11 settembre 1501.

[138] _Quale mi pare già essere optima Ferrarese_. Dispaccio da Roma

del 15 settembre.

[139] _Che voleva havessimo veduto che la Duchessa non era zoppa_. Il

Saraceni a Ercole. Roma, 16 settembre.

[140] Saraceni. Roma, 23 settembre.

[141] Dispaccio del 25 settembre.

[142] Appendice di documenti, n. 29. Ercole fece rispondere in modo

da calmare i timori. Lettera a' suoi due oratori in Roma, 30 settembre

1501.

[143] Dispaccio di Matteo Canali ad Ercole. Roma, 18 settembre 1501.

[144] Vedi le Bolle nell'Appendice di documenti, n. 27 e 28. Entrambe

sono nell'Archivio di Modena. La prima è un duplicato, la seconda

originale. Manca il suggello di piombo; ma rimane ancora il filo di

seta rossa e gialla, cui era sospeso. Lo stesso m'accadde incontrare in

un manoscritto della Barberiniana in Roma, che diedi già nella _Storia

della città di Roma nel Medio Evo_.

[145] In un mandato del Papa, relativo a certi balzelli, del 21 luglio

1501, si dice: _Nobili Infanti Johanni Borgia nostro secundum carnem

nepoti_. Anche in un Breve del 12 giugno 1502 alla Comunità di Gallese:

_Dil. filii nobilis infantis Johannis Borgia ducis Nepesini dilecti

filii nobilis viri Caesaris Borgia de Francia_, etc. — Archivio di

Modena.

[146] Il Saraceni ad Ercole. Roma, 28 settembre.

[147] _Datum in civitate Hispali_, 7 _gennaio_ 1502. _Yo el Rey_. —

Archivio di Modena, nel _Liber Arrendamentorun Terrarum ad Illmos Dnos

Rodericum Bor. de Aragonia Sermoneti et Jo. de bor. Nepesin. Duces

infantes spectantium alearq. scripturar. status eorundem tangentium._

Biselli, 1502.

[148] Lucrezia ad Ercole, 18 ottobre. Ercole a Lucrezia, 23 ottobre.

[149] Gerardo Saraceni ad Ercole, 15 ottobre 1501.

[150] Ercole a Don Francesco Roxas, 24 ottobre 1501.

[151] Gerardo Saraceni ad Ercole. Roma, 26 ottobre 1501.

[152] Il Saraceni ad Ercole, 26 ottobre 1501.

[153] L'oratore Manfredo Manfredi ad Ercole. Firenze, 22 e 24 novembre

1601.

[154] Il duca a' suoi due ambasciatori in Roma, 7 ottobre 1501.

[155] Ercole a Gerardo Saraceni, 24 novembre 1501, e altre sue lettere

dello stesso tenore a' suoi ambasciatori.

[156] Ercole a Gerardo Saraceni in Roma, 11 ottobre 1501.

[157] Dispaccio dell'inviato Ferrarese ad Ercole. Roma, 31 ottobre 1501.

[158] _Il qual mal effecto volendo nui fugire, seamo condescesani a

contrahere la affinità cum soa Santità. Responsum ill.^mi Dni ducis

Ferrarie D. Angustino Semetic Ces. M.^tis secretario_. Ferrara, 22

novembre 1501.

[159] _Che il procedere del Duca era un procedere da mercatante_.

Ercole a Gerardo Saraceni, 1º dicembre 1501.

[160] Ercole ad Alessandro VI, 1º dicembre 1501.

[161] Dispaccio di Giovanni Lucido, nell'Archivio di Mantova.

[162] La relazione di questo _Reporter_, che si segna _El Prete_, si

conserva nell'Archivio di Mantova.

[163] Appendice di documenti, n. 34.

[164] Dispaccio di Gianluca Pozzi ad Ercole. Roma, 25 dicembre 1501.

[165] Gianluca Pozzi ad Ercole. Roma, 25 dicembre 1501.

[166] _Fu necessario che la abreviasse_. Gianluca e Gerardo ad Ercole.

Roma, 30 dicembre 1501.

[167] _E ciò nello scopo, che se mancasse essa Duchessa verso lo

ill.^mo Don Alfonso non fosse più obbligato di quanto voleva esserlo

circa dette gioie_. Ercole al cardinale Ippolito, 2 dicembre 1501.

Della stessa data sul medesimo oggetto è pure la lettera di Ercole a

Gianluca Pozzi.

[168] Il Pozzi a Ercole, 1º gennaio 1501. — Archivio di Modena.

[169] El Prete ad Isabella. Roma, 2 gennaio 1502. Appendice di

documenti, n. 35.

[170] Appendice di documenti, n. 34.

[171] Pozzi al duca Ercole. Roma, 28 dicembre 1501.

[172] Pozzi e Saraceni. Roma, 28 dicembre 1501.

[173] Roma, 9 gennaio 1502. Appendice di documenti, n. 36.

[174] Pozzi e Saraceni ad Ercole. Roma, 6 gennaio 1502.

[175] Nell'Archivio comunale di Nepi, dove lo copiai dal _Libro de'

Brevi_, ec. Appendice di documenti, n. 33. — Con la stessa formola

e sotto la medesima data, un altro Breve alla Comunità di Trevi

trovasi nell'Archivio di questa città, ed è stato stampato nell'_Arte

Cristiana: Passeggiate nell'Umbria_, 1866, pag. 358, di Tullio Dandolo.

[176] Beltrando Costabili al duca Ercole. Roma, 6 gennaio 1502.

[177] Appendice di documenti, n. 37.

[178] I colori della Lucrezia erano giallo e nero bruno (_morello

aperto_), e quelli di Alessandro giallo e nero.

[179] _Spogli di Giambattista Almerici_, I, 284. Manoscritto

nell'Oliveriana di Pesaro.

[180] Dispaccio da Rimini, 22 gennaio 1502.

[181] Ferrante ad Ercole. Rimini, 23 gennaio 1502.

[182] L'espressione tecnica è: _lavarsi il capo_.

[183] Ferrante ad Ercole. Imola, 27 gennaio 1502.

[184] Gianluca al duca Ercole. Bentivoglio, 31 gennaio 1502.

[185] Bernardino Zambotto. Vedi lo scritto di monsignor Giuseppe

Antonelli: _Lucrezia Borgia in Ferrara, sposa a Don Alfonso d'Este.

Memorie storiche...._ Ferrara, 1867.

[186] L'ambasciatore Beltrando Costabili al duca Ercole. Roma, 7

gennaio 1502.

[187] Il duca al suo ambasciatore in Roma. Ferrara, 22 gennaio 1502,

nelle _Minute Ducali a Costabili Beltrando Oratore a Roma_.

[188] Il signor Cittadella, il più grande conoscitore della sua

città natale, mi fu guida in quel luogo, e devo la cognizione, che

ne acquistai, ai dati, alle indicazioni e alle antiche carte da lui

fornitimi.

[189] Lo dice egli stesso in una lettera al suo ambasciatore Beltrando

Costabili a Roma. Ferrara, 3 febbraio 1502.

[190] Isabella Gonzaga, che stava a vedere il corteggio dalla finestra

di un palazzo, dà espressamente questo posto al duca. Lettera a suo

marito: Ferrara, 2 febbraio, nell'_Archiv. Stor. Ital._, App. II, 305.

Le notizie di lei furono in gran parte inserite nelle descrizioni di

Marin Sanudo (_Diario_, vol. IV, fol. 104 e seg., sotto il titolo:

_Ordine di le pompe e spectaculi di le noze de mad. Lucretia Borgia_).

Rawdon Brown le ha già pubblicate nel suo _Ragguaglio su la vita e le

opere di M. Sanudo_, II, 197 e seg.

[191] Da Roma egli scriveva a Lucrezia il 16 gennaio, essere stato a

visitare il figlio Rodrigo e averlo trovato che dormiva il più placido

sonno che mai. Il 9 febbraio lo stesso cardinale scrive, il Papa

averlo invitato per la sera insieme con Cesare, il cardinal Borgia

e la signora principessa, che probabilmente era Sancia. _Lettere

nell'Archivio di Modena_.

[192] Così la dice la stessa Isabella Gonzaga. La Relazione del Cagnolo

nomina invece un'altra Adriana, come moglie di Francesco (Colonna) di

Palestrina.

[193] _Cronica manoscritta_ di Mario Equicola nella Biblioteca di

Ferrara, nel Palazzo dell'Università, altra volta Paradiso.

[194] Paolo Zerbinati, _Memorie manoscritte_, nella Biblioteca di

Ferrara, pag. 3.

[195] Il manoscritto è nella Biblioteca di Ferrara: _Nicolai Marii

Paniciati ferrariensis Borgias. Ad Excell. D. Lucretiam Borgiam III

Alphonsi Estensis Sponsam celeber, MDII_ — Uno degli epigrammi suona

così:

_Tyndaridem jactant Heroica saecula cujus_

_Armavit varios forma superba Duces._

_Haec collata tibi, merito, Lucretia, cedit,_

_Nam tuus omne Helenes lumen obumbrat honor._

_Illa neces populis, diuturnaque bella paravit:_

_Tu bona tranquillae pacis opima refers._

_Moribus illa suis speciem temeravit honestam:_

_Innumeris speciem dotibus ipsa colis;_

_Ore deam praestas: virtute venustior alma:_

_Foeda Helenae facies aequiparata tuae._

[196] _Caelii Calcagnini ferrariensis. In Illustriss. Divi Alphonsi

Primogeniti Herculis Ducis Ferr. ac Divae Lucretiae Borgiae Nuptias

Epithalamium. Laurentius de Valentia Imprimebat, Ferrariae Deo, Opt.

Max. Favente Calend. Febr. MDII_.

[197] Egli dice pure:

_Est levis haec jactura tamen, ruat hoc quoque quicquid_

_Est reliquum, juvet et nudis habitare sub antris,_

_Vivere dum liceat tecum pulcherrima virgo._

_Ludovici Areosti ferrariensis Epithalamion_, nel vol. I de' _Carmina

Illustrium Poetarum Italorum_, pag. 342-46.

[198] Vedi il passo in _Lucrezia Borgia in Ferrara_. Ferrara, 1867,

pag. 20.

[199] Vedi il passo in _Lucrezia Borgia in Ferrara_. Ferrara, 1867,

pag. 39.

[200] Agnolo Firenzuola, _Della perfetta bellezza di una donna_, vol. I.

[201] _Fu essa Lucrezia di venusto e mansueto aspetto, prudente,

di gratissime maniere negli atti, e nel parlare di molta grazia e

allegrezza._ — Così il segretario intimo di Alfonso, Bonaventura

Pistofilo, nella _Vita di Alfonso I d'Este_. Tutti i contemporanei le

danno della _venusta_, _gentile_, _graziosa_, _amabile_.

[202] Queste rappresentazioni cominciarono il 13 febbraio: vi furon

anche delle moresche. — _Cronica manoscritta_ dello Zambotto nella

Biblioteca di Ferrara.

[203] Le notevoli lettere d'Isabella sulle feste nuziali in Ferrara

sono pubblicate nelle _Notizie di Isabella Estense_, di Carlo d'Arco

(_Archiv. Stor. Ital._, App. II, 223 e seg.). La lettera della

marchesana di Cotrone, del 1º febbraio, è nella Biblioteca di Mantova,

e nell'Archivio poi sono parecchie altre lettere della stessa al

Gonzaga a proposito delle feste.

[204] _Qual Madonna sposa danzò molte danze, al suono delli suoi

Tamburini alla Romanesca e Spagnuola._ — Relazione di Niccolò Cagnolo

di Parma, che aveva accompagnato a Ferrara l'ambasciatore francese.

Questa descrizione delle feste nuziali fu inserita dallo Zambotto nella

sua _Cronica_; sicchè è pubblicata nel piccolo scritto già citato:

_Lucrezia Borgia in Ferrara_, ec. (1867).

[205] La _Cassaria_ fu rappresentata la prima volta nel 1508, i

_Suppositi_ nel 1509. Giuseppe Campori, _Notizie per la vita di

Lodovico Ariosto_, seconda ediz. Modena, 1871, pag. 67.

[206] Dispaccio dell'inviato ferrarese Bartolomeo Cartari ad Ercole.

Venezia, 25 gennaio 1502. — Archivio di Modena.

[207] Nel dispaccio stesso il Cartari dice, che le vesti da lui

descritte erano state destinate per servire di regalo. — _Li

Ambasciatori veneziani le presentarono due vesti grandi in forma di

patii di velluto Cremesino foderati di ermelini, quali levatesi di

sopra loro le presentarono_: Cagnolo.

[208] _Ano dato materia di ridere ad hogni homo cum suo presente_: La

marchesana di Cotrone al marchese di Mantova. Ferrara, 8 febbraio 1502.

[209] _Violas arcu pulsantes_.... Cesare Borgia ad Ercole. Roma, 3

settembre 1498.

[210] Vedi le lettere di Isabella del 3 e 5 febbraio.

[211] Appendice di documenti, n. 39.

[212] La lettera è pubblicata dallo Zucchetti, pag. 12.

[213] Appendice di documenti, n. 40.

[214] _P. S. Li gentilhomini de lo illustrissimo signor Duca di

Romagna, poichè sono stati qui dodici giorni, sono stati da me

licenziati per essere impertinente e senza fructo alcuno a la Santità

de N. S. et allo illustrissimo signor Duca de Romagna._ — A Beltrando

Costabili, nelle Minute Ducali, 14 febbraio 1502.

[215] Appendice di documenti, n. 38.

[216] Il Cittadella (_Guida del forestiere in Ferrara_. Ferrara, 1873)

ride pello specchio che avrebbe tradito l'amore di Ugo e Parisina. Vedi

il _Castello di Ferrara_ (Torino, 1873) dello stesso, e la descrizione

del castello nelle _Notizie storico-artistiche sui primarii palazzi

d'Italia_. Firenze, Cennini, 1871.

[217] Il primo tipografo in Ferrara nel 1471 fu il francese Andreas,

nominato Belforte. Luigi Napoleone Cittadella, _La stampa in Ferrara_.

Ferrara, 1873.

[218] Vedi le prime pagine della nota _Biografia del Savonarola_, di

Pasquale Villari.

[219] _Maxime intendendo che continuano dormire insieme la notte. Se

ben intende ch'el signor Don Alfonso el dì va a piacere in diversi loci

come giovane; il quale, dice Sua Santità, fa molto bene_. — Beltrando

Costabili al duca. Roma, 1º aprile 1502.

[220] Appendice di documenti, n. 41.

[221] Carlino d'argento con la scritta: JOANNES BOR. DUX. CAMERINI; il

bove, arme de' Borgia, circondato di gigli, e le strisce de' Lançol.

Sul rovescio: SAN. VENANTIUS. DE. CAMERI. Tali monete sono illustrate

nel _Periodico di Numismatica e Sfragistica per la storia d'Italia_,

diretto dal marchese C. Strozzi (Firenze, 1870, A. III., fascic. II,

pag. 70-77); da G. Amati, e poi (A. IV, fascic. VI, pag. 259-265) da

M. Santoni. Gl'illustratori cadono entrambi nell'errore di tener Gio.

Borgia per un figlio del duca di Gandia; e l'Amati scambia pure Valenza

(_Valence_) nel Delfinato, con Valenza (_Valencia_) nella Spagna.

[222] Le date delle due visite di Cesare sono nella _Cronaca Estense_

di F. Paolo da Rignano. — Manoscritto nell'Archivio di Stato degli

Este.

[223] Il duca al suo ambasciatore Costabili a Roma, 9 e 23 ottobre 1502.

[224] Appendice di documenti, n. 44.

[225] Appendice di documenti, n. 45.

[226] Dispaccio di Bartolomeo Cavalieri ad Ercole. Macon, 8 settembre

1503.

[227] Appendice di documenti, n. 46.

[228] Appendice di documenti, n. 49.

[229] Bembo, _Opere_, vol. III, pag. 309.

[230] A Beltrando Costabili, nelle _Minute Ducali_. Ferrara, 28 agosto

1503.

[231] Appendice di documenti, n. 47.

[232] La medaglia è nel Gabinetto numismatico della Biblioteca

Olivieriana di Pesaro. È stata riprodotta nella _Nuova raccolta delle

Monete e Zecche d'Italia_, di Guidantonio Zannetti, pag. 1.

[233] Vedi Giulio Perticari, _Opere_. Bologna, 1839, vol. II: _Intorno

la morte di Pandolfo Collenuccio_. Il giudizio del Perticari è troppo

parziale ed entusiastico. L'inno bellissimo sulla morte, composto dal

Collenuccio poco innanzi di morire, deve essere stato, senza dubbio,

fatto in altro e meno terribile momento.

[234] Appendice di documenti, n. 48.

[235] Il diploma è nell'Archivio d'Este.

[236] È un registro intitolato: _Liber arrendamentorum terrarum ad

illustrissimos Dominos Rodericum Borgiam de Aragonia, Sermoneti etc.,

et Johannem Borgiam Nepesini Duces, infantes spectantium aliarumque

scripturarum status eorundem tangentium_. Biselli, 1502.

[237] Appendice di documenti, n. 50.

[238] Ercole al suo ambasciatore in Roma, 31 dicembre 1503.

[239] Dispaccio di Manfredo Manfredi ad Ercole. Firenze, 20 agosto 1504.

[240] _Perchè la Mogliera del Duca di Candia, che fu morto dal Duca

Valentino, ha procurato questo acto de tencione et vendicta, et che Lei

è parente del Re di Spagna._ — Lettera di Giovanni Alberto della Pigna

a Ercole. Venezia, 18 giugno 1504.

[241] Dispaccio del Costabili al duca. Roma, 27 ottobre 1504.

[242] Contratto nel Protocollo di Beneimbene.

[243] Appendice di documenti, n. 51.

[244] _Dissertazione del sig. Dottor Baldassare Oltrocchi sopra i

primi amori di Pietro Bembo_, indirizzata al sig. conte Giammaria

Massucchelli Bresciano. — Nella _Nuova Raccolta d'Opuscoli scientifici_

del Calogerà, tomo IV. — _Lettere di Lucrezia Borgia a Messer Pietro

Bembo_, dagli autografi conservati in un Codice della Biblioteca

Ambrosiana. Milano, coi tipi dell'Ambrosiana, 1859.

[245]

_Laeto nata solo, dextra, rosa, pollice carpta;_

_Unde tibi solito pulcrior, unde color?_

_Num te iterum tinxit Venus? sin potius tibi tantum_

_Borgia purpureo praebuit ore decus?_

[246] «Ad Bembum de Lucretia:»

_Si mutatur in X. C. tertia nominis hujus_

_Littera LUX fiet, quod modo LUC fuerat._

_RETIA subsequitur, cui tu haec subiunge paratque,_

_Subscribens lux haec retia, Bembe, parat._

[247]

_La prima inscrizion ch'agli occhi occorre_

_Con lungo onor Lucrezia Borgia noma,_

_La cui bellezza ed onestà preporre_

_Debbe all'antiqua la sua patria Roma._

_I duo che voluto han sopra sè torre_

_Tanto eccellente ed onorata soma,_

_Noma lo scritto: Antonio Tebaldeo,_

_Ercole Strozza: un Lino, e un Orfeo._

[248] Vedi lo scritto del marchese Giuseppe Campori: _Una vittima della

storia_ (Lucrezia Borgia), nella _Nuova Antologia_ del settembre 1866.

[249] Vedi il Frizzi, Storia di Ferrara, vol. IV, pag. 205.

[250] _Cose tutte che sono in onta del vero_, dice in proposito Antonio

Cappelli nella Prefazione (pag. XXXIII e seg.) alla sua edizione delle

_Lettere di Ludovico Ariosto_: Bologna, 1866. L'egloga si trova nelle

_Opere minori_ dell'Ariosto, vol. I, pag. 267. Angela Borgia è nominata

nella quarta ottava dell'ultimo canto dell'_Orlando Furioso_.

[251] Appendice di documenti, n. 18.

[252] La Bolla è nell'Archivio di casa Gaetani.

[253] Vedi Fioravante Martinelli, _Carbognano illustrato_. Roma, 1644.

[254] Appendice di documenti, n. 53.

[255] Appendice di documenti, n. 54.

[256] Appendice di documenti, n. 55.

[257] Dispacci dell'ambasciatore ferrarese in Francia, Manfredo

Manfredi, al duca Alfonso, gennaio 1507.

[258] Lettere di Jeronimo Magnanini al suo signore Alfonso. Ferrara,

dagli 11 al 22 aprile, nell'Archivio Este.

[259] _Cæsaris Borgia Ducis Epicedium per Herculem Strozzam ad Divam

Lucretiam Borgiam Ferrariæ Ducem. Nello Strozii Poetæ Pater et Filius_.

Parigi, 1530.

[260] Vedi _Genealogia della Casa Borgia_, del Cittadella.

[261] Lettera di Giulio Alvarotti dalla Francia, del 14 febbraio 1550.

— Archivio di Modena.

[262] Campori, _Una vittima della storia_; Antonio Cappelli, _Lettere

di L. Ariosto_, prefazione, pag. LXI. Vedi anche W. Gilbert, _Lucrezia

Borgia Duchess of Ferrara_, vol. II, pag. 240 e seg.

[263] Di ciò egli diede nuova al marchese Gonzaga con lettera da

Pesaro, 4 novembre 1505. — Archivio di Mantova.

[264] Gli Atti relativi a questi ultimi Sforza di Pesaro sono in copia

nell'Archivio di Stato di Firenze: testamento di Giovanni Sforza del

24 luglio 1510; trattato di Galeazzo col legato papale del 30 ottobre

1512; testamento di Galeazzo del 23 marzo 1515; in Pesaro poi le tavole

nuziali d'Isabella del 29 settembre 1520.

[265] «J'ose dire que, de son temps, ni beaucoup avant, il ne s'est

point trouvé de plus triomphante princesse, car elle était belle,

bonne, douce et courtoise à toutes gens.» _Le Loyal serviteur, Histoire

du bon Chevalier_, le seigneur De Bayard, chap. 45.

[266] Il dispaccio dell'agente è nell'Archivio di Mantova.

[267] Gl'istrumenti nel _Liber Arrendamentorum_, già citato, provengono

dalla Cancelleria di Lucrezia.

[268] Vedi Cittadella, _Genealogia della famiglia Borgia_, pag. 41 e

seg.

[269] Pubblicate nell'edizione italiana della _Vita di Leon X_ del

Roscoe, cap. VII, pag. 300 e seg.

[270] Cittadella, _Albero genealogico_, n. XXXI.

[271] Trovai gli Atti nell'Archivio di Stato di Firenze, fra le carte

di Urbino, cl. I, div. C, fil. 14. — Giulia Varano nel 1534 sposò

Guidobaldo II di Urbino, cui portò in dote Camerino. Ma colui dovette

nel 1539 cederlo a Paolo III, che lo diede al nipote Ottavio Farnese.

[272] Dispaccio di Beltrando Costabili al duca Ercole. Roma, 7 marzo

1504.[273]

[273] Il dispaccio del Costabili è uno degli ultimi citati in questa

storia. Dispacci e relazioni officiali di oratori, agenti, inviati e

ambasciatori della Repubblica di Venezia, delle Corti di Ferrara e di

Mantova, incontrammo sin qui ad ogni passo. I nomi dei Capello e Zorzi;

dei Pozzi, Trotti, Manfredi, Seregni, Sacrato, Cartari, Saraceni,

Bellingeri, Boccaccio, Carissimi e Costabili; dei Brognolo, Cataneo e

Carola, e per la molta attività che spiegavano, e per la intera fiducia

che meritamente godevano, hanno dovuto lasciare nel lettore gradita

impressione. Quanto a noi, procedendo nella traduzione di questo libro,

in verità ci parve mano mano formassero il più spiccato e più nobile

contrapposto a un mondo ricchissimo e splendidissimo, senza dubbio,

nelle forme, ma guasto nelle intime essenzialità della vita; a un

mondo, ove ogni cosa, per sacra che fosse, cedeva spesso alla passione

e all'interesse brutale, e ogni idea di moralità sembrava quasi del

tutto ottenebrata, e carattere proprio degl'uomini pubblici era quello

di non averne alcuno. Rimpetto a quel mondo sì profondamente commosso

e tutto pieno d'instabilità negl'animi e in qualsiasi umana relazione,

splende davvero di bella luce quella pleiade di uomini seriamente e

costantemente devoti al dover loro e ai loro Stati, scrupolosi nel

loro ufficio, fedeli ai Principi loro, cauti, oculati, attenti sempre,

quanto alacri, abili ed esperti! E come quei che gli si affidarono,

dovettero esser contenti de' segnalati servizii che n'ebbero e del

modo onde furon resi! Nel dividerci da essi sia lecita questa parola

che ne onori la memoria. Valga la fama di quegli uomini egregii a

riabilitare, non fosse che in parte, il nome italiano in quell'epoca

floridissima e tristissima insieme. Nè, da un altro lato, l'operosità e

svegliatezza, onde fecero mostra, avrà forse contribuito poco a fondare

quella reputazione di sagacia e d'avvedutezza che l'ingegno diplomatico

degl'Italiani s'è acquistata. (_Nota del Traduttore_.)

[274] Documento nell'Archivio _Sancta Sanctorum_, armadio IV, mazzo VI,

n. 7.

[275] Atto del 4 dicembre 1503, nell'Archivio suddetto.

[276] Archivio _Sancta Sanctorum_: istrumento del 1º aprile 1504.

[277] Archivio _Sancta Sanctorum_, armadio IV, mazzo VI, n. 5.

[278] Archivio _Sancta Sanctorum_, armadio VI, mazzo VI, n. 7.

[279] Appendice di documenti, n. 58.

[280] Testamento di Vannozza nell'Archivio del Campidoglio, cred. XIV,

T. 72, pag. 305, negli Atti del notaio Andrea Carosi.

[281] Presso Marin Sanudo, _Diario_, vol. XXVI, fol. 135.

[282] Pubblicata nella _Lucrezia Borgia, duchessa di Ferrara_, dello

Zucchetti, pag. 21.

[283] Appendice di documenti, n. 59.

[284] Edita dallo Zucchetti, pag. 23.

[285] Edita dallo Zucchetti, pag. 23. Lo Zucchetti crede che _il

cilizio_ di Lucrezia non fosse la veste di crini, ma quel cordone che

sogliono portare stretto e nascosto sotto gli abiti gli ascritti al

Terziarato di San Francesco. Anche Dante deve averlo portato siffatto

cordone.

[286] Devo alla bontà del signor Giulio Friedländer, direttore del

Gabinetto numismatico di Berlino, una copia in gesso della medaglia

colà esistente, e che è l'esemplare più perfetto tra quelli che se

ne trovano (in Ferrara, Modena e Bologna). L'incisione è presa dal

rame stesso, che il signor Friedländer fece disegnare pel suo scritto

sulla medaglia di Lucrezia: _Eine Schaumünze der Lucrezia Borgia von

Filippino Lippi_, ne' _Berliner Blätter für Munz = Siegel= und Wappen =

Kunde. Bd. III, Berlin_, 1806. In quello scritto il lettore può vedere

ciò che l'esimio Numismatico ha detto a proposito della medaglia e del

tempo dell'impressione. Egli pensa che nel gennaio 1502 ne fu fatto in

Bologna il modello in cera, che non venne poi eseguito che nel 1505,

quando Lucrezia era divenuta di fatto duchessa di Ferrara.

[287] Le due medaglie si trovano nel _Trésor de Numismatique et de

Glyptique_, II, pl. XXV, 2, e II, pl. XXIV, 1.

[288] Vedi Ugolini, _Storia dei Duchi d'Urbino_, cap. II, pag. 248.

[289] J. M. S. Daurignac, _Histoire de S. Francois de Borgia, duc de

Gandie, troisième General de la Compagnie de Jésus_. Paris, 1863.

Lucrezia Borgia secondo documenti e carteggi del tempo · 第 158 / 160 题