_Pozzi e Saraceni al Duca Ercole._
Roma, 2 gennaio 1502.
Illustrissimo et excellentissimo Signor Nostro observandissimo hogi
suxo la Piaza del Palazzo alcuni Zaneteri cun Cavalli leggieri et
peduni: hanno fatto la cacia de li tori senza cani, perchè havevano
incluso circa X tori in uno stecato et mandati fora ad uno ad uno li
assaltavano, ferivano et amazavano; ma due o tri de' dicti cavalli
furono feriti.
Tra heri et hogi sono stati numerati circa XXVII Ducati a Zoanne
Ziliolo thesoriero: Domane credemo havere tutto l'resto: excepto cinque
milia ducati li quali per mano deli Ginucij ni pagano in Ferrara, senza
perdita alcuna e inanti che siamo giunti a Ferrara; et di questo se
obligheranno a nui dicti Genucii in bona forma.
Questa nocte in la Camera de Nostro Signore è stata recitata la COMEDIA
DEL MENECHINO et con bona de quellui ch'havea la persona del servo, et
del parasito, et similmente del scorto, et de la dona de Menechino,
ma li menechini non dixero cun multa gratia, erano senza maschare,
et non gli era scena alcuna: perche la Camera non era capace: et in
quello loco dove Menechino fu preso per ordine del socero credendo
chel fosse impacito cridando che li fosse facto violentia, dixe
essere maraviglia, che se usassero tale violentie sospite Cesare, Jove
propitio, et votivo Hercule, inanti a la recitatione de la comedia fu
facta questa representatione, che prima comparse uno puto vestito da
donna representante la Virtù, et un altro representante la fortuna:
et facta contentione fra epse, quale fosse superiore sopraggionse la
gloria sopra un carro trionfale, la quale havea il mondo sotto li piedi
et gli erano scripte queste parole: Gloria Domus Borgie. La gloria, la
quale etiam se chiamava luce preferite la virtù ala fortuna: dicendo
che Cesare et Hercole haveano con virtù superata la fortuna: referendo
multi nobili facti de lo Illmo Signor Duca De Romagna: poi comparse
hercule vestito de la Pelle del Leone, et cun la clava contra del
quale Junone mandoe la fortuna, et combatendo hercule cun la fortuna,
la vinse, prese et ligete: et venuta Junone a pregare hercule per la
liberatione de la fortuna, Lui come clemente et magnanimo, la concesse
a Junone cun questa lege, che ne l'una ne l'altra mai facesse contra la
Casa d'Hercule, ne contra la Casa Borgia de Cesaro: et cussi promiseno,
et piu ultra promise Junone de favorire il matrimonio contracto tra
dicte Case: di poi vene Roma suxo uno Carro trionfale, et si dolse
che Alexandro che tene il loco de Jove, ge facesse questa iniuria
de levarli la Illma Madona Lucretia commendandola grandemente, et
demonstrando che la fusse il refugio de tuta Roma. Apresso vene FERRARA
senza carro trionfale la quale allegava, che Madona Lucretia non andava
in loco degenere, e che Roma non la perdeva: sopragionse Mercurio,
mandato da li Dei e fosse concordia tra Roma e Ferrara, concludendo
la volontà degli Dei essere che Madona Lucretia venisse a Ferrara, e
fece ascendere Ferrara suxo uno carro triunfale a la parte più digna.
— Tute queste cose furono recitate in verso heroico multo elegante
— Celebrando sempre multo la coniunctione tra Cesare et hercule. Cun
voler anche manifestamente inferire che inseme dovessero far gran facti
contra li inimici de hercule per modo che se li effecti respondesseno
a questi pronostici le cose nostre veniriano a multo bon termine: Et
in bona gratia de Vostra Excellentia ne recomandiamo. Rome ji Januarji
1502.