DOCUMENTO N. XXXIV.

_Pozzi e Saraceni al Duca Ercole._

Roma, 2 gennaio 1502.

Illustrissimo et excellentissimo Signor Nostro observandissimo hogi

suxo la Piaza del Palazzo alcuni Zaneteri cun Cavalli leggieri et

peduni: hanno fatto la cacia de li tori senza cani, perchè havevano

incluso circa X tori in uno stecato et mandati fora ad uno ad uno li

assaltavano, ferivano et amazavano; ma due o tri de' dicti cavalli

furono feriti.

Tra heri et hogi sono stati numerati circa XXVII Ducati a Zoanne

Ziliolo thesoriero: Domane credemo havere tutto l'resto: excepto cinque

milia ducati li quali per mano deli Ginucij ni pagano in Ferrara, senza

perdita alcuna e inanti che siamo giunti a Ferrara; et di questo se

obligheranno a nui dicti Genucii in bona forma.

Questa nocte in la Camera de Nostro Signore è stata recitata la COMEDIA

DEL MENECHINO et con bona de quellui ch'havea la persona del servo, et

del parasito, et similmente del scorto, et de la dona de Menechino,

ma li menechini non dixero cun multa gratia, erano senza maschare,

et non gli era scena alcuna: perche la Camera non era capace: et in

quello loco dove Menechino fu preso per ordine del socero credendo

chel fosse impacito cridando che li fosse facto violentia, dixe

essere maraviglia, che se usassero tale violentie sospite Cesare, Jove

propitio, et votivo Hercule, inanti a la recitatione de la comedia fu

facta questa representatione, che prima comparse uno puto vestito da

donna representante la Virtù, et un altro representante la fortuna:

et facta contentione fra epse, quale fosse superiore sopraggionse la

gloria sopra un carro trionfale, la quale havea il mondo sotto li piedi

et gli erano scripte queste parole: Gloria Domus Borgie. La gloria, la

quale etiam se chiamava luce preferite la virtù ala fortuna: dicendo

che Cesare et Hercole haveano con virtù superata la fortuna: referendo

multi nobili facti de lo Illmo Signor Duca De Romagna: poi comparse

hercule vestito de la Pelle del Leone, et cun la clava contra del

quale Junone mandoe la fortuna, et combatendo hercule cun la fortuna,

la vinse, prese et ligete: et venuta Junone a pregare hercule per la

liberatione de la fortuna, Lui come clemente et magnanimo, la concesse

a Junone cun questa lege, che ne l'una ne l'altra mai facesse contra la

Casa d'Hercule, ne contra la Casa Borgia de Cesaro: et cussi promiseno,

et piu ultra promise Junone de favorire il matrimonio contracto tra

dicte Case: di poi vene Roma suxo uno Carro trionfale, et si dolse

che Alexandro che tene il loco de Jove, ge facesse questa iniuria

de levarli la Illma Madona Lucretia commendandola grandemente, et

demonstrando che la fusse il refugio de tuta Roma. Apresso vene FERRARA

senza carro trionfale la quale allegava, che Madona Lucretia non andava

in loco degenere, e che Roma non la perdeva: sopragionse Mercurio,

mandato da li Dei e fosse concordia tra Roma e Ferrara, concludendo

la volontà degli Dei essere che Madona Lucretia venisse a Ferrara, e

fece ascendere Ferrara suxo uno carro triunfale a la parte più digna.

— Tute queste cose furono recitate in verso heroico multo elegante

— Celebrando sempre multo la coniunctione tra Cesare et hercule. Cun

voler anche manifestamente inferire che inseme dovessero far gran facti

contra li inimici de hercule per modo che se li effecti respondesseno

a questi pronostici le cose nostre veniriano a multo bon termine: Et

in bona gratia de Vostra Excellentia ne recomandiamo. Rome ji Januarji

1502.

Lucrezia Borgia secondo documenti e carteggi del tempo · 第 113 / 160 题