_Elisabetta duchessa d'Urbino al fratello Francesco Gonzaga, marchese
di Mantova._
Assisi, 21 marzo 1500.
Ill^me Princeps et Ex^me D^ne frater hon^me Essendomi a questi giorni
partita da Urbino e messomi in cammino per andare a Roma per conseguire
el iubileo, come de questa mia andata ne ho advisata più giorni fa V.
Exª Retrovandomi hogi ad Asisi ho receuta una lettera de quella per la
qual havendo visto quanto la me scrive, mi persuade e stringe a volere
desistere da questa andata existimando forsi quella che io anchor non
mi fossi messa in camino, della qual cosa ne ho ricevuto grandissima
displicentia et immenso affanno, volendo da un canto si in questa come
in qualunque altra cosa cedere et essere hobedientisª ad ogni volere
de V. Ill^ma S. quale di continuo ho avuto et ho non altrimenti che in
loco de honor^mo patre, non essendo mai stato mio animo ne pensiero
se non de concurrere ad ogni sua voglia. Dalaltra parte retrovandomi
come ho dicto in viaggio et gia fora del stato, et havendo per il
mezzo del S. Fabritio et de Mª Agnesina mia hond^da cognata et sorella
provisto in Roma de casa et de ogni altra cosa necessaria a tal andata
e certificatoli dovermi retrovare a Marino fra quattro giorni, e per
questo venutosene el S. Fabritio in ante per farmi compagnia essendo
etiam qualche fama de questa mia partita e andata non vedo con honore
del S. mio e mio potermi ritrare da questa andata essendo la cosa tanto
avanti et tanto maggiormente quanto ad ciò io so processa con bona
conteza et volonta del S. mio predicto, havendo ben prima considerato
ogni cosa, ne la S. V. deve de questa mia andata pigliare alcun affanno
o suspitione de animo, perchè ad ciò la sia del tucto informata la
intenderà come prima io me ne vo a Marino e deli poi me ne vo con la
pred^ta Mª Agnesina incognita a Roma per far la debita visitatione
dele chiese ordinate a conseguire questo Sancto Jubileo, non havendo
ademostrarmi ne pur parlare cum persona veruna stando alogiata per
el tempo starò a Roma nela casa fo del Cardi^le Savello. Casa buona
convenientissª questo mio desiderio e in mezo deli partegiani de
Colonesi, benche lanimo mio per la magior parte del tempo sia retornare
e stare a Marino. Sicchè V. S. deve senza alcun dubio contentarsi
de questa mia andata, ne di ciò pigliarne dispiacere alchuno, e
quantunque tucte queste ragioni siano efficacissime ad indurmi non
solo a continuare el mio viaggio, ma etiam a principiarlo quando io non
fussi partita, tutavolta se io me ritrovasse de non essere partita non
per verun dubio o disturbo che io cognosca poter nascere di epsa mia
andata ma per satisfare al scrivere de V. S. la qual desidero in ogni
cosa poter satisfare haveria revocato lanimo mio da tal andata, e non
processo più ultra, ma ritrovandomi dove io so e veduto havera V. Exª
questo mio scrivere so certa la resterà contenta delo andar mio, che
così ne la pregho e sup^co la voglia contentarse, e perche io possa
con più contentezza e satisfatione de animo pigliare questo jubileo
significarmi per una sua directiva a Roma esser così che la se ne
contenti. Altramente ne starò in continua agonia e affanno, et in bona
gratia de V. Exª mi recomando. Asisij XXI. Martij 1500. De la S. V.
minore sorella Elisabetta.
(Archivio Gonzaga in Mantova.)