_Gianandrea Boccaccio al Duca di Ferrara._
Roma, 13 giugno 1493.
Ill^mo Signor mio..........
Hieri che furono XII. del dicto celebrate fuerunt publice le
spondalizie in palatio cum maxima pompa et apparatu vocatis oib.
matronis romanis, ac etiam principalioribus civibus, et multis
cardinalibus numero decem interfuerunt et pont. in solio majestatis
sedens, in medio dictor. Card. palatio et domib. undique plenis
gentibus pro admiratione tante rei, il prefato signor di Pesaro, con le
debite solemnitade desponsò la dona, et statim il vescovo di Concordia
hebe una degnissima oratione. Non li interveneno per altro oratori, se
non el Venetiano, Milanese et io, et in fino uno de quelli del Re di
Francia.........
Parse al rev^mo Ascanio ch'io dovessi fare il donativo fra le
sponsalitie et sopra di cio ne feci parlare al Papa: li rispuose chel
non me pareva et che quanto minore demonstratione se ne faceva era
meglio, non dispiacche a soa sant^a et così al dicto Ascanio: pur dopoi
fra loro et alcuni cardinali idest quelli se li trovavano vuolsino
meglio consultare la cosa, tandem omnes convenerunt in sent. meam, et
così il P. dopoi me chiamo, et dissemi: ne pare chel se faccia come
tu hai dicto et così fu ordinato, che al tardo io fosse col donativo
in palazzo dove S. B.^ne fece una domestica cena al sposo et sposa
dove li intraveneno li R^mi Ascanio, S. Anastasia et Colonna, poi la
sposa, successive il sposo, drieto il Conte di Pitigliano Capitaneo
della Chiexia, il S. Julio Ursino, demum Madona JULIA DE FARNESE, de
qua est tantus sermo, madona Theodorina com la figliola marchesana de
Gerazo, nomine una figliola del dicto Capitaneo dona del signore Angelo
Farnese, fratello de dicta Madona Julia, seguendo poi uno giovanetto
fratello del dicto Cardle de la Colonna et M^a ADRIANA URSINA, la
quale è socera de la dicta madona Julia, che ha sempre governata essa
sposa in casa propria per essere in loco de nepote del Pontefice, la
fu figliola de messer Piedro de Milla, noto a V. E^ma Sig^ria, cosino
carnale del Papa. Depositis mensis, che fu circa le 3 et quattro hore
de nocte per parte dell'Ill^mo Duca di Milano fu facto il donativo
suo a la sposa et fu de cinche peze de varii brocati d'oro, con doe
annelle: videl. uno diamante et uno rubino in tutto de extima de 1000
ducati segondo fu apparenter judicato: poi io feci quello di V. Ill^ma
Sig^ria con le accomodate parolle de congratulatione et letitia del
parentado, et oblatione amplissima: molto piache al papa il dono, el
quale ultra tutti gli altri fu laudato et comendato, et meritamente
per esser sei vasi molti honorati et richi: videl. doi bacilli con doi
bochali grandissimi tutti dorati a la ragusea, et doi fiaschi segondo
Lei ben sa. Oltre la sposa et sposo il Papa ne riferisse infinite
grazie a V. E^ma Sig^ria: la non potria credere quanto le sia stato
grato, poi Ascanio fece il suo, che fu un apparecchio de credenza, cioè
XII. tace tante scatelle tanti quadri, un bacilo de bona grandezza con
suo bochale, quatro piati pur de grandezza: una confectera dorata piana
a la romanesca; se dice uno mapo, e doe cope da bevere piane dorate:
il resto senz'oro et lavoro subtile tutti politi; se crede de valuta de
ducati mille o circa. Il Card. di Monreale doe annelle vid. uno zaphiro
et uno diamante molto degne de pretio de 3000 circa: il protonotaro
Cesarino uno bacile con suo bochale polito poteva esser di valuta
de 800 Ducati, il Duca di Candia uno vaso in forma de frescatorio de
valuta de circa 70 Duc. Il protonotario da Lunate uno vaso de certe
composizione in forma de diaspro ornato dintorno de argento dorato,
poteva valere da 60 a 70 duc. Altri doni non furono facti; a le noce
se supplirà per li altri cioè Cardinali, oratori et altri et io me ne
sforcero fare il simile, credesse se farano Domenica proxima, non se sa
il certo. Dapoi se attese a dansare per le done, et intermedio se fece
una degna commedia, con molti canti et soni sempre assistente il papa
e tutti noi altri, quid in pluribus moror? Saria un lungo scrivere.
Totam noctem consumpsimus; judicet modo Ex^ma Dominatio vestra si bene
o male....
Humiliter me racomando. Rome 13. Junii 1493.