--Non toccatelo,--dissi,--e andiamo a casa, perchè abbiamo bisogno di
rimetterci dallo spavento provato. I Guerini se n'andarono salutandoci
appena; eppure forse Vittorio ha salvato loro la vita.
--Ma era proprio idrofobo?--disse Maria tutta commossa pensando al
pericolo al quale erano sfuggiti i suoi fratelli.
--Sì, sì, idrofobo!--disse Vittorio.--me ne sono accorto subito, aveva
una faccia brutta, la testa bassa, la lingua fuori, la bocca
spalancata, la coda strasciconi, era brutto brutto, proprio come mi ha
spiegato il professore che sono i cani idrofobi.
--E perchè non sei scappato?--disse Elisa.
--Ho visto che andava verso i Guerini, e mi son fatto coraggio.
--E se ti mordeva?--disse Maria.
--Non m'hai insegnato tu che bisogna fare quello che si deve, senza
pensare a ciò che può accadere?
--Meritava proprio che tu esponessi la vita per quegli antipatici
Guerini!--disse Elisa.
--L'idrofobia è una cosa così terribile!--soggiunse Maria, tutta
pallida all'idea del pericolo cui s'era esposto il fratello; poi lo
fece venire vicino, gli prese la testa fra le mani e gli diede un
bacio dicendogli:
--Va, sono proprio contenta di te; non avrei immaginato tanto coraggio
con un'apparenza così tranquilla.
--E Carlo che cosa faceva,--disse Elisa,--egli che vuol essere un
eroe?
--Carlo aveva la testa bassa e non fiatava.
Vi fu un momento di silenzio, nessuno voleva parlare.
--Ma dunque che cosa faceva?--chiese Maria, rivolgendosi a Mario.
--È scappato,--disse Mario,--come ha fatto ora; infatti, mentre
tenevano quel discorso, Carlo tutto confuso era sgattaiolato fuori di
casa.