CAPITOLO XIX

Come la Speranza conduce l'autore a parlare con la Caritá.

Come la Fede la santa speranza

mi demostrò, cosí poscia la Spene

la caritá, ch'ogni vertude avanza.

Considerai che Dio è sommo bene,

5 e che da lui ogni altro ben deriva

prima ne' cieli, e poscia in terra vène.

Considerai che me fe' cosa viva,

poi animal, e poi mi diede in dono

libero arbitrio e vertú intellettiva.

10 E ciò, che s'ama, s'ama in quanto e buono;

ed egli è 'l Ben supremo e sí cortese,

ch'ogni pentir in lui trova il perdono.

Questo di tanto amore il cor m'accese,

che fe' di piombo ogni aurato dardo,

15 che mai Cupido folle in me distese.

Allor inverso il ciel alzai lo sguardo,

e venne un raggio a me dal primo Amore,

che tanto mi scaldò, che ancora io ardo.

Ond'io gridai:--O alto Dio Signore,

20 che render posso a tanti benefici,

se non ch'io ami te con tutto il core?

Era niente, ed alli ben felici

tu mi creasti; e, mentre servo io era,

per grazia, mi facesti de' tuo' amici.--

25 Quando questo dicea, di luce vera

resperso fui; ond'io mirai piú fiso,

per veder onde uscia quella lumiera.

p. 369

E donna vidi dentro al paradiso

bella e lucente tanto quanto il sole,

30 se non che piú acceso aveva il viso.

E, come aquila fa 'nanti che vole,

che mira in alto prima che giú vegna

inver' la preda, che prendere vòle,

cosí scese ella e disse a me benegna:

35 --Del purgatòr convien che 'l foco passi,

anzi che venghi ove per me si regna.--

Li polsi miei, giá faticati e lassi,

se sgomentóro un poco a tanta impresa;

ond'io per questo un gran sospir fuor trassi.

40 Ma, dacché Muzio nella fiamma accesa

spontaneamente porse quella mano,

ch'a dare il colpo avea commessa offesa,

e dacché sol per un onor mundano

Pompeo il dito s'arse dentro al foco,

45 a mostrar forte a non aprir l'arcano;

come temenza in me potea aver loco

con Spene e Caritá, che ogni amaro

fanno esser dolce e fannol parer poco?

Però, mostrando il viso allegro e chiaro,

50 risposi:--Io venir voglio, e, con voi due,

star dentro al purgatoro a me fia caro.

Come Abacuc insú levato fue,

quando soccorse a Daniel profeta,

cosí allora io fui levato insue.

55 E fui nel purgatoro; e grande pièta

d'anime vidi in quelle fiamme ardenti,

che tra' martíri avean sembianza lieta;

ché, benché fusson tra li gran tormenti,

la speranza addolcisce in lor la pena,

60 ché speran ire alle beate genti.

--Ave, Maria di grazia piena

--cantavan molti dentro della fiamma,--

_Dominus tecum_, o stella serena.

p. 370

Soccorri tosto, o dolce nostra mamma,

65 ed a pietá ver' noi il Signor piega

per quello amor, che te di lui infiamma.

Quando, o Regina, la tua voce priega,

nel cospetto di Dio è tanto accetta,

che nulla a tua domanda mai si niega.

70 O donna sopra ogni altra benedetta,

fa' ch'a noi venga il benedetto Frutto,

che con tanto disio da noi s'aspetta.--

Io stava ad ascoltar, attento tutto,

le lor parole e le piatose note,

75 mostranti insieme l'allegrezza e 'l lutto.

E parte ancor dell'anime divote

a coro a cor dicíen le letanie

con pianto tal, che mi bagnò le gote.

Ed alcun gl'inni, alcun le psalmodie,

80 alcuni il Deprofundo e 'l Miserere

dicíen con pianti e dolci melodie.

Poi un gridò:--Oh! venite a vedere

un, che 'nsú sale ed ha viva persona:

e' dentr'al foco ha le sue membra intiere.--

85 Come a messaggio, c'ha novella bona,

corre la gente ed ognuno el domanda,

ed ei risponde alquanto e non ragiona;

cosí corríeno a me da ogni banda

spiriti eletti quivi a farsi belli,

90 sin ch'a felice stato Dio li manda.

--Noi ti preghiam--dicíen--che ne favelli;

dacché tu sei colle benigne scorte,

non hai timor sentir nostri fragelli.

Se tu non hai gustata ancor la morte,

95 dinne se ancor al mondo tornerai,

acciò che lá di noi novella porte.--

La Spene e Caritá addomandai

se volíen ch'io parlasse, ed assentîro:

ond'io mi volsi a loro e m'arrestai.

p. 371

100 E vidi li tre, posti a gran martiro,

che dentro al foco portavan gran some

con grande ansietá e gran sospiro.

Il primo addomandai come avea nome,

e che dicesse a me degli altri doi,

105 e delle some loro il perché e 'l come.

In prima sospirò, e disse poi:

--Io fui il padre di questo secondo,

ed egli al terzo, ed io avo gli foi.

Si come spesso avvien del mortal mondo,

110 che l'uno all'altro la gran soma lassa

de' mal tolletti e frode il carco e 'l pondo,

in quella vita che, morendo, passa,

io lassa' al figlio e 'l figlio all'altro ancora,

che si rendesse il mal riposto in cassa,

115 ed egli all'altro che 'n vita dimora;

e 'l pronepote mio non ce n'aita,

si che una soma giá tre n'addolora.

Ahi, quanto è saggio chiunque in sana vita

provvede a questo e fa con Dio ragione,

120 e non l'indugia infino alla partita!

Ché far non pò la satisfazione,

e spesso a satisfar il mal ablato

un altro erede rubator ci pone.

Sabello nella vita fui chiamato,

125 e fui di Roma, e 'l mio figliol fu Carlo,

e Lelio è 'l mio nipote, che gli è a lato.

--Dacché concesso m'è che io ti parlo

--diss'io a lui,--un dubbio, in che m'hai messo,

dechiara a me, se tu sai dechiararlo.

130 Se fu a tuo figlio il satisfar concesso,

perché 'l peccato suo in te redonda,

s'egli ha negletto quel che gli hai commesso?--

Ed egli a me:--Se vuoi ch'io ti risponda,

sappi che 'l pentir tardo, freddo e lento

135 e 'l non ben satisfatto qui si monda.

p. 372

E, se alcuno avesse il pentimento,

come il ladron, che 'n croce si pentéo,

senz'altra pena al ciel andría contento;

ché chi, come san Pietro e san Matteo,

140 in vita o nello estremo ben si pente,

prima vorría morir ch'esser piú reo.

Ma questo ben pentir, se tu pon' mente,

è raro sí, quanto sería a rispetto

all'assai 'l poco, ch'è quasi niente.

145 E cosí 'l mio pentir non fu perfetto,

ch'io 'l tardai e del mal far m'accorse,

quand'era per morir su nel mio letto.

E, s'io fusse guarito, sarei forse

tornato al mal di prima o, come 'l figlio,

150 a satisfar arei chiuse le borse:

siccome chi sta in mare a gran periglio,

che fa gran voti e par tutto contrito

e dassi al petto ed al ciel alza il ciglio;

e, quando il tempo turbo s'è partito,

155 ovver ch'egli è disceso fuor del mare,

muta proposto e muta l'appetito.

Pel freddo pentimento e pel tardare

e perché 'l satisfar lascia' a costoro,

allor che meco io nol potea portare,

160 tanto starò in questo purgatoro,

che satisfatto sia, se 'l ben comuno,

che fa la Chiesa, non mi dá adiutoro.

Di quelle messe e preci ha qui ognuno

la parte sua, come dá 'l corpo il cibo

165 a' membri suoi, e piú al piú digiuno.--

E poscia vidi ciò che ora scribo.

p. 373

Il Quadriregio · 第 106 / 157 题